Home Cultura e Spettacolo Quando il fiume diventa abisso: De Feo riporta in vita Baudelaire

Quando il fiume diventa abisso: De Feo riporta in vita Baudelaire

by redazione

C’è un momento, a teatro, in cui il buio non è semplice assenza di luce ma materia viva. È da lì che riparte Gianni De Feo, dopo il successo del recital dedicato a Jacques Brel e Sergio Endrigo: dal 12 marzo torna in scena a Teatrosophia con un progetto nuovo, radicale, visionario. Il titolo è già una dichiarazione di guerra e d’amore: “Hanno ucciso Baudelaire (Strani fiori)”, scritto da Marco Buzzi Maresca e diretto dallo stesso De Feo.

Charles Baudelaire (1821-1867) è considerato uno dei più grandi poeti francesi e un innovatore della letteratura moderna. Celebre per la raccolta “Les Fleurs du mal”, Baudelaire ha esplorato il contrasto tra bellezza e decadenza, spleen e ideale, traducendo in poesia le tensioni dell’anima umana e le contraddizioni della società urbana del XIX secolo. Poeta “maledetto” e visionario, ha trasformato il dolore, la solitudine e l’angoscia in linguaggio lirico universale, aprendo la strada al simbolismo e alla modernità poetica. La sua opera fonde il sublime e il degrado, il piacere e la trasgressione, facendo della poesia uno specchio dell’uomo e del suo rapporto con l’infinito.

Proprio questo universo di sogno e caduta, di spleen e visioni proibite, prende vita nello spettacolo “Hanno ucciso Baudelaire (Strani fiori)” in scena a Teatrosophia. Gianni De Feo diventa l’incarnazione del poeta, un uomo solo tra le rovine della società, che dialoga con l’anima e la parola di Baudelaire, facendoci attraversare la tensione tra la brutale realtà e l’incandescenza del sogno. Ogni gesto, ogni verso, ogni luce e costume evocano l’essenza del poeta “maledetto”, permettendo al pubblico di sentirsi parte di un viaggio emotivo che è al contempo letterario e teatrale, tragico e sublime.

Dal 12 al 15 marzo 2026, il piccolo spazio romano si trasforma in un lungofiume dell’anima. Non la Senna romantica, non la cartolina della “Ville lumière”, ma un argine sporco, notturno, abitato da un’umanità respinta. Qui si aggira un uomo espulso dal consorzio civile, un esule contemporaneo che trova nei versi di Charles Baudelaire l’unica possibilità di redenzione. Fino a confondersi con lui. Fino a diventarlo. De Feo costruisce uno spettacolo che è insieme caduta e ascesa. Spleen e Ideale si inseguono come in una febbre lucida. Il degrado non è compiacimento ma terreno di scontro tra brutalità del reale e vertigine del sogno. L’uomo scivolato nella “discarica umana” presta la propria carne ai versi del poeta maledetto, mentre Baudelaire diventa un clochard dell’assoluto: un gabbiano senza cielo, un cigno spaesato nel deserto urbano.

La regia scava, non illustra. La drammaturgia procede per fenditure, per apparizioni improvvise. Le luci di Gloria Mancuso tagliano lo spazio come lame sottili, mentre gli elementi scenografici di Roberto Rinaldi e i costumi di Janni Altamura disegnano un paesaggio interiore prima ancora che fisico. È un teatro che non consola, ma costringe a guardare nell’abisso — “Je tombais dans l’abîme” — e a restarci abbastanza da riconoscersi. Eros e morte si sfiorano senza mai possedersi. I paradisi artificiali promettono salvezza ma restituiscono vertigine. L’immagine del fiume che trascina un corpo, evocazione quasi brechtiana, diventa metafora di una società che consuma e dimentica. Eppure, in questo duello tra incandescenza del sogno e brutalità del reale, la parola poetica resiste. È l’ultima àncora.

Al termine dello spettacolo, come da tradizione di Teatrosophia, il pubblico è invitato a fermarsi per un aperitivo condiviso: un gesto semplice che prolunga l’esperienza scenica in un tempo di dialogo, quasi a ricucire la ferita aperta dalla poesia.

Con “Hanno ucciso Baudelaire”, Gianni De Feo porta in scena sicuramente uno dei così detti “poeti maledetti” ma mette anche sul palcoscenico una ferita. E ci chiede, senza retorica, se siamo pronti a riconoscerla come nostra.

Alessandra Battaglia

Riepilogo Info

Titolo spettacolo: Hanno ucciso Baudelaire (Strani fiori)
Luogo: Teatrosophia, Roma
Date: dal 12 al 15 marzo 2026

Orari: giovedì e venerdì ore 21:00 – sabato e domenica ore 18:00
Biglietti: €15 + tessera associativa annuale €5
Info e prenotazioni: www.teatrosophia.it
Email: info@teatrosophia.com
Tel. 06 68801089 – Whatsapp +39 3533925682

 

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