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“Minchia Signor Tenente” torna il cult di Antonio Grosso

A Roma, Sala Umberto tra ironia, mafia e coscienza civile

by Alessandra Battaglia

Dal 21 al 24 maggio la Sala Umberto di Roma si prepara ad accogliere nuovamente uno degli spettacoli più significativi del teatro contemporaneo italiano: “Minchia Signor Tenente”, scritto e diretto da Antonio Grosso, un titolo diventato nel tempo una vera e propria opera cult capace di attraversare generazioni di pubblico con la forza della sua ironia e della sua lucidità narrativa.

A distanza di vent’anni dal debutto e con oltre seicento repliche all’attivo, lo spettacolo torna in scena mantenendo intatta la sua cifra distintiva: raccontare la mafia non attraverso la retorica del dramma puro, ma con un linguaggio teatrale che alterna leggerezza, comicità e riflessione civile, trasformando la risata in uno strumento di consapevolezza.

Monolite Notizie e la scrivente Alessandra Battaglia hanno avuto modo già di collaborare con il talentuoso regista ed interprete partenopeo Antonio Grosso: cliccando qui l’articolo e link videoservizio di David Cardarelli.

La storia è ambientata in Sicilia, nel 1992, in un piccolo paese arroccato su una montagna dove il tempo sembra essersi fermato. In una caserma isolata vivono cinque carabinieri provenienti da diverse regioni d’Italia, costretti a condividere giornate scandite da turni, scherzi e un’apparente normalità in cui l’emergenza più grande sembra essere il furto di galline. Attorno a loro si muove un microcosmo surreale popolato da personaggi iconici, come il “matto” del paese, denunce paradossali e relazioni sentimentali vissute ai margini delle regole. Un equilibrio fragile, quasi familiare, che viene improvvisamente messo alla prova dall’arrivo di un nuovo tenente: rigido, inflessibile, determinato a riportare ordine in un mondo che aveva imparato a vivere nella propria imperfetta armonia. È proprio in questa frattura che lo spettacolo trova la sua forza narrativa: il conflitto tra leggerezza e disciplina, tra umanità e sistema, tra quotidiano e struttura dello Stato. Un equilibrio che diventa metafora più ampia del rapporto tra libertà individuale e giustizia collettiva.

Il lavoro firmato da Antonio Grosso non è soltanto una commedia, ma un dispositivo teatrale che attraversa il tema della mafia con uno sguardo originale, evitando la rappresentazione stereotipata e scegliendo invece la via dell’ironia come strumento di denuncia. Una risata che non allontana la realtà, ma la avvicina, la rende più leggibile, più umana, più inquietante. Lo stesso autore e regista sottolinea come al centro della sua rilettura ci sia il concetto di libertà: quella individuale, quella affettiva, quella morale. Una libertà che si intreccia con l’amicizia, l’amore e l’onestà, restituendo una narrazione che parla all’Italia di ieri ma anche a quella di oggi, attraversata da ferite ancora aperte e da una persistente esigenza di consapevolezza civile.

A rendere lo spettacolo un vero e proprio progetto corale contribuisce un cast ampio e strutturato: Adriano Aiello, Gaspare Di Stefano, Francesco Nannarelli, Delia Oddo, Antonello Pascale, Giuseppe Renzo, Paolo Roberto Ricci, Franco Scascitelli, Mariano Viggiano, Martina Zuccarello, con la partecipazione di Natale Russo. L’impianto scenico è affidato ad Alessandro Chiti, mentre i costumi portano la firma di Francesca Garofalo. La costruzione luministica di Gianluca Cappelletti dialoga con la fotografia di scena di Tommaso Le Pera, contribuendo a restituire un ambiente teatrale sospeso tra realismo e memoria. Le musiche del Maestro Andrea Bianchi accompagnano la narrazione con un contrappunto emotivo calibrato, mentre l’organizzazione è curata da Giorgia Radice e la distribuzione da 3ATRO Produzione e Distribuzione. Il lavoro tecnico e scenico vede inoltre il contributo di professionisti come Salvatore Riggi per l’aiuto regia, Daniele Santangeli e Daniele Gratissi per la parte tecnica, Patrizio Lioi alla direzione di scena e LT Costruzioni per la scenotecnica.

“Minchia Signor Tenente” è pronto a confermarsi così non solo uno spettacolo teatrale, ma un fenomeno culturale che continua a interrogare il pubblico sulla complessità del vivere civile, sull’idea di giustizia e sul rapporto tra potere e umanità. Un teatro che non si limita a raccontare, ma che costringe a guardare, riflettere e — inevitabilmente — a ridere, proprio nel punto in cui la realtà si fa più seria.

Alessandra Battaglia

Riepilogo Info

“MINCHIA SIGNOR TENENTE”

Sala Umberto – Via della Mercede, 50 – Roma

Dal 21 al 24 maggio 2026

Orari spettacoli Ore 20:30 – Domenica ore 16:00

 Biglietti A partire da 25 euro

Testo e regia Antonio Grosso

Cast: Adriano Aiello, Gaspare Di Stefano, Francesco Nannarelli, Delia Oddo, Antonello Pascale, Giuseppe Renzo, Paolo Roberto Ricci, Franco Scascitelli, Mariano Viggiano, Martina Zuccarello. Con la partecipazione di Natale Russo.

Produzione artistica e tecnica: Scenografie: Alessandro Chiti. Costumi: Francesca Garofalo. Light designer: Gianluca Cappelletti. Musiche: Maestro Andrea Bianchi. Aiuto regia: Salvatore Riggi. Foto di scena: Tommaso Le Pera. Organizzazione: Giorgia Radice. Distribuzione: 3ATRO Produzione e Distribuzione. Service audio & luci: COLTIVARTE SALS. Direzione di scena: Patrizio Lioi. Capo macchinista: Daniele Gratissi. Capo elettricista: Daniele Santangeli. Scenotecnica: LT Costruzioni.

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