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“Bernini and the Barberinis”: all’origine del Barocco nel cuore di Roma

L'esposizione mixa potere, fede e creatività

by Alessandra Battaglia

Una mostra destinata a incidere profondamente nel panorama culturale europeo apre le sue porte a Roma: “Bernini and the Barberinis”, un’esposizione che illumina uno dei rapporti più fecondi — e decisivi — della storia dell’arte. Promossa dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica e allestita nelle sontuose sale di Palazzo Barberini a Roma, l’esposizione approfondisce l’alleanza artistica e politica tra Gian Lorenzo Bernini, dominatore assoluto del Seicento barocco, e Maffeo Barberini, eletto Papa Urban VIII nel 1623.

L’esposizione è un dialogo di potere, fede e creatività. Questa mostra nasce dall’esigenza di raccontare il Barocco attraverso il filtro privilegiato di una relazione che non fu soltanto di “committente/artista” ma di autentica complicità culturale e visiva. Urban VIII, attraverso il suo mecenatismo illuminato e strategico, conferì a Bernini incarichi monumentali: dall’interiorità scenografica di San Pietro in Vaticano alla definizione di un linguaggio estetico che avrebbe trasformato per sempre Roma.

È proprio nel salone che un tempo fu fulcro della vita politica e sociale dei Barberini che oggi si dipana questo racconto. L’esposizione è strutturata in sei sezioni tematiche, capaci di guidare il visitatore lungo il filo evolutivo del Barocco, dalla scoperta del giovane talento alla sua consacrazione come maestro universale. In queste sale, opere straordinarie — sculture, ritratti in marmo e bronzo, disegni preparatori, tele rarissime — dialogano con modelli architettonici e studi grafici, offrendo una lettura completa del processo creativo di Bernini e dell’uso dell’arte come strumento di legittimazione politica. Una delle chiavi di volta della mostra è l’eccezionale presenza di opere provenienti da musei e collezioni internazionali, alcune delle quali esposte in Italia per la prima volta. Tra questi prestiti figurano importanti monumenti barocchi, ritratti e busti che testimoniano non solo il genio di Bernini ma anche la raffinata rete di influenza culturale dei Barberini. I visitatori potranno così confrontarsi con opere di nominali maestri coevi e comprendere come la figura di Bernini si stagliasse dinanzi ai suoi contemporanei, in un’epoca di fervore creativo senza precedenti.

Particolare attenzione è dedicata non solo alle sculture di grande formato, come quelle giovanili raffiguranti santi e figure dinamiche, ma anche alle opere su carta — schizzi, studi e progetti — che rivelano il processo mentale dello scultore. Questi materiali, raramente accessibili al pubblico, gettano luce sull’intensa attività progettuale dietro monumenti come il baldacchino di San Pietro o i complessi interventi architettonici commissionati dal pontefice. In calendario fino al 14 giugno 2026, la mostra coincide con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro — momento fondante nella storia di Roma e della cristianità. Questo evento sottolinea la portata storica dell’esposizione: non solo un’occasione per ammirare opere d’arte, ma un’opportunità di comprendere come arte, fede e potere abbiano dialogato per definire l’identità visiva dell’Europa.

È una narrazione che sorprende e illumina, quella che prende forma nelle sale di Palazzo Barberini.  Un percorso che non si limita a esporre opere, ma ricostruisce un clima, un tempo, una visione. Il Seicento romano riemerge come un laboratorio febbrile, attraversato da ambizioni, intuizioni e alleanze capaci di cambiare per sempre il volto della città. Attraverso sculture, dipinti, disegni e documenti, si svela il dialogo tra artista e mecenate, ma anche qualcosa di più sottile: un’intesa culturale e umana tra due personalità straordinarie che, insieme, hanno dato impulso a un linguaggio nuovo, teatrale e potentissimo. Un lessico figurativo che non si è limitato a decorare Roma, ma l’ha riscritta, trasformandola in palcoscenico della modernità barocca.

L’esposizione propone così una lettura rinnovata della nascita del Barocco, inteso non solo come stile, ma come visione del mondo: una delle svolte più profonde e dirompenti dell’arte europea. Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, la mostra indaga il legame privilegiato tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, il cardinale che per primo intuì la grandezza del giovane scultore e che, salito al soglio pontificio nel 1623 con il nome di Urbano VIII, ne fece il protagonista della nuova Roma papale. Fu proprio sotto il suo pontificato che il Barocco si consolidò come linguaggio universale della capitale post-tridentina: un’arte capace di parlare alla fede e al potere, di persuadere e stupire, di unire spiritualità e spettacolo. Bernini divenne l’interprete più alto di questa visione, traducendo in marmo e architettura l’ambizione di un’epoca.

Realizzata con il Main Partner Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, la mostra si inserisce nel calendario delle celebrazioni per i quattrocento anni dalla consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626). Un anniversario che richiama uno dei vertici del Barocco romano e dell’attività berniniana, restituendo al visitatore il senso di una stagione irripetibile in cui arte, fede e politica si fusero in un’unica, grandiosa visione. Imponente nel suo disegno narrativo e nella ricchezza delle opere, “Bernini and the Barberinis” è un’esperienza che travalica il semplice allestimento museale: è un invito a riscoprire la Roma barocca, a sentirne i ritmi, la teatralità e l’ambizione, attraverso lo sguardo di uno dei suoi protagonisti più assoluti e della famiglia che ne volle esser la culla e il museo vivente.

Alessandra Battaglia

Riepilogo Info

“Bernini and the Barberinis”: all’origine del Barocco nel cuore di Roma
Palazzo Barberini, Via delle Quattro Fontane, 13 – Roma (RM)
Periodo: 12 febbraio – 14 giugno 2026
Orari: tutti i giorni 09:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)
Biglietti: ingresso a pagamento; riduzioni per studenti, over 65, under 18
Telefono biglietteria Musei Statali: +39 06 32810

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