In arrivo due presentazioni ufficiali, tra Roma e l’incantevole borgo di Gerano, per celebrare una delle tradizioni più suggestive del Lazio: l’Infiorata di Gerano, il 25 e 26 aprile 2026. Ci sono tradizioni che non si limitano a sopravvivere, ma continuano a rifiorire, stagione dopo stagione, come se il tempo non avesse presa su di loro. L’Infiorata di Gerano è una di queste. Non è soltanto una festa, né un evento folkloristico: è un gesto corale, un linguaggio antico fatto di petali, silenzi e mani di tutte le generazioni che lavorano insieme.
Nel 2026 questa tradizione raggiunge il 297° anniversario, confermandosi come una delle manifestazioni più affascinanti e identitarie del Lazio, dedicata alla Madonna del Cuore. Un appuntamento che ogni anno richiama tantissimi visitatori, studiosi e appassionati, ma che per chi lo vive dall’interno resta prima di tutto un atto di devozione ed espressione tangibile dell’intima coesione che stringe la comunità. Monolite Notizie ha visto il paese raddoppiare le presenze di coloro che, a vario titolo, sono legati a questo piccolo diamante tra i boschi verdeggianti. Ragazze e ragazzi tornano al paese per vivere l’esperienza dell’infiorata insieme. I centri di ritrovo pullulano di sorrisi e allegri incontri mentre i più piccini sono in vivacissimo fermento in attesa di contribuire direttamente all’ultimo step della manifestazione e completare con il loro momento da super-protagonisti: la scirarrata finale in cui correranno a perdifiato sul prezioso tappeto di fiori per scomporlo. Gli anziani si mobilitano donando tutta la loro esperienza e fanno capolino dai balconcini e dalle finestre ad osservare il laborioso andirivieni di questo sciamare composto e delicato. Dall’alto dello spettacolare palazzo che sorge sulla piazza si ammira una danza che accende le ultime luci del giorno fino all’alba della grande festa. Anche senza toccare un petalo una corrente di emozioni scorre a fior di pelle nell’osservare come in piccoli gruppetti si orchestri la sinfonia di gesti che crea un mosaico magnifico. Questo è il racconto di un popolo devoto non solo al culto religioso ma orgoglioso custode dei valori dentro questa tradizione che è il patromonio immateriale più prezioso mai avuto in dono.
L’Infiorata di Gerano custodisce valori antichissimi e infatti si sviluppa per mesi culminando in un rito che trasforma il volto del bellissimo paesetto panoramico. Durante l’Infiorata, il borgo si trasfigura. Le strade diventano tele e i fiori materia viva. Milioni di petali, raccolti e selezionati con cura nei giorni precedenti, vengono disposti con precisione millimetrica per creare tappeti decorativi di straordinaria complessità. Non è solo arte visiva: è un lavoro collettivo che coinvolge intere famiglie, generazioni diverse, bambini e anziani. Ogni disegno racconta una storia, spesso legata alla spiritualità, ma anche alla contemporaneità, in un dialogo continuo tra tradizione e presente. Il risultato è un’opera destinata a durare poche ore, il tempo di una processione, prima di dissolversi sotto i passi. Ed è proprio in questa fragilità che risiede la sua forza: un’arte che esiste per essere vissuta, non conservata.
Un autentico patrimonio di fede e identità che Monolite Notizie ha avuto il piacere di documentare nella precedente edizione con molta emozione (qui il videoservizio realizzato da David Cardarelli). L’Infiorata di Gerano è la più antica d’Italia, un primato invidiabile che nasce nel Settecento come omaggio alla Madonna del Cuore e, nel corso dei secoli, ha mantenuto intatto il suo valore simbolico. Dall’atmosfera che si respira durante tutte le fasi dell’iniziativa si percepisce nmettamente che non si tratta solo di decorare le strade. Si capisce che si tratta maturare dentro un se stessi collettivo la preparazione di un percorso sacro che affonda le proprie radici nell’identità stessa delle cittadine e dei cittadini di Gerano. Quello che si crea insieme è un itinerario che accompagna la comunità in un momento di raccoglimento e condivisione. In questo senso, l’Infiorata rappresenta una delle espressioni più autentiche del rapporto tra fede e territorio: una tradizione che si rinnova ogni anno senza perdere la propria anima. Ne abbiamo percepito la forza e anche l’orgoglio di accogliere nuovi sguardi a parteciparvi, questo ci ha conquistati. Abbiamo negli occhi le istantanee dei bimbetti che, dopo aver corso a portare cestini ricolmi dei profumatissimi e colorati petali autentici, con manine dolci prendono i fiori e li poggiano con delicatezza. E sono tutti fiori veri e decorazioni completamente naturali che sprigionano un mix di odori che parla di prati, boschi, giardini affacciati alla primavera.

Due saranno le presentazioni ufficiali: una a Roma e una a Gerano stessa, proprio a sottolineare l’importanza della manifestazione. La duplice presentazione ufficiale è pensata (come lo scorso anno) per valorizzare sia la dimensione istituzionale sia quella profondamente comunitaria dell’evento.
La prima si terrà martedì 24 marzo alle ore 16:00 presso la Sala Tevere, nella sede della Giunta della Regione Lazio. Un momento istituzionale di alto rilievo, che vedrà la partecipazione dell’onorevole Andrea Volpi, deputato, dell’onorevole Marco Bertucci, Consigliere della Regione Lazio, del sindaco di Gerano Danilo Felici, insieme a Francesco Mendico, Presidente dei Festeggiamenti 2026, e Daniele Censi, Presidente del Gruppo Infioratori di Gerano. A moderare sarà Andrea Proietti, responsabile comunicazioni del Comitato Festeggiamenti.
La seconda presentazione, altrettanto significativa, si svolgerà direttamente a Gerano, nella Sala Conferenze “Giovanni Paolo II”. Qui l’evento assumerà un carattere più intimo e radicato nel territorio, con gli interventi del sindaco di Gerano Danilo Felici, di Francesco Mendico, Presidente dei Festeggiamenti 2026, e di Daniele Censi, Presidente del Gruppo Infioratori di Gerano, i saluti istituzionali del parroco Don Fabrizio Meloni e la moderazione di Enrico Pucella.
Due appuntamenti distinti ma complementari: uno rivolto al livello istituzionale e regionale, l’altro espressione diretta della comunità che custodisce e rinnova la tradizione. L’Infiorata non è mai solo ciò che si vede. È l’attesa, la preparazione, il lavoro silenzioso che precede l’alba del giorno della festa. È il profumo dei fiori appena raccolti, le mani sporche di colore, le notti trascorse a comporre figure che dureranno poche ore. E poi, improvvisamente, il paese si rivela: un mosaico di colori che sorprende anche chi lo conosce da sempre. Gerano, ancora una volta, si prepara a raccontare la propria storia nel modo più semplice e potente: attraverso i fiori.
Alessandra Battaglia

