Home Cultura e Spettacolo “Tutti parlano di Jamie” per essere liberi di essere se stessi

“Tutti parlano di Jamie” per essere liberi di essere se stessi

by redazione

Dopo il successo dello scorso anno, il travolgente spettacolo “Tutti parlano di Jamie” torna con successo a calcare il palcoscenico del Teatro Brancaccio di Roma fino al 5 marzo. Un inno coloratissimo ed effervescente che invita a “mostrare al mondo chi sei”. Una storia vera che ora è il musical più acclamato della Capitale per il messaggio di profonda libertà che trasmette tra ironia e
anticonvenzionalità. Ritmo godibilissimo ben animato da un corpo di ballo professionale ed affiatatissimo che si sposa perfettamente con le scelte sceniche che regalano grande eleganza e modernità al racconto. Sensibilità anche nei riguardo di chi porta il velo per scelta, un accesorio simbolo del l’oppressione della donna nel mondo islamico. Delicato l’omaggio alle vittime delle persecuzioni che vedono, purtroppo, altissime percentuali femminili.

Al netto dei messaggi corollari, graditi e misurati, il bilancio è un successo. A firmare le indovinate combinazioni dello spettacolo è il regista e Pietro Di Blasio, personalità eclettica e apprezzata (firma anche il delizioso ed originale musical “La piccola bottega degli orrori”) che chiude lo spettacolo svettando su strepitosi tacchi rossi, tra scroscianti applausi, con un omaggio commosso sia alla compianta persona speciale che gli ha dato l’input per avventurarsi nella bellissima sfida di questo spettacolo sia a tutto il pubblico che lo acclama tra i sorrisi al Brancaccio.

Saluti sul palco anche dal direttore artistico del Teatro Brancaccio Alessandro Longobardi che con ironia e raffinatezza si complimenta con tutto il cast artistico e tecnico dello show pluriapplaudito. In questi giorni in tantissimi sono tornati a rivedere lo spettacolo proprio a dimostrazione del riuscito mix di realtà e teatralità, reso frizzante e fluido da tutti gli interpreti. Il racconto prende le mosse dalla storia autentica di Jaime Campbell, sedicenne di Stenfild, una storia che ha attraversato tante latitudini della geografia e dei sentimenti per far risuonare in ognuno dei tantissimi spettatori quella domanda di realizzazione che alberga in ciascuno di noi.

“Non chiedere mai il permesso per essere te stesso”. “L’amore è accettare le differenze”. In queste due frasi si potrebbe sintetizzare tutto lo show che emoziona e diverte mentre accompagna il pubblico a scendere nell’animo dei personaggi. Spettacolo da vedere e rivedere, inclusa il divertentissimo allestimento pre-ingresso dove sfidare Jaime (il bravissimo Giancarlo Commare) a colpi di tacchi. Ma attenzione perché nella Capitale c’è solo fino al 5 marzo.

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