Viviamo un periodo in cui più che mai abbiamo a disposizione montagne di notizie ma, paradossalmente, sono spesso impossibili da distinguere tra realtà e “costruzione” finalizzata a distorcere la nostra percezione della realtà. Ogni giorno siamo tempestati da centinaia di notizie ed ognuna può essere generata in un secondo da un’intelligenza artificiale, fare il giro del mondo amplificandosi e dandosi forza e autolegittimazione. Così un’immagine di guerra può essere vera, falsa o entrambe. Assurdo? No, quasi sempre è proprio così che perdiamo il contatto con la verità. E allora come facciamo ancora a distinguere la realtà dalla finzione? Se lo chiede, e ce lo chiede dal palco, Stefano Reali con il suo nuovo spettacolo “Da Cervantes a Gaza: quando tutto ebbe inizio”, in scena al Teatro Vittoria il 27 e 28 ottobre 2026, ore 21.00. Lo spettacolo mira a far riflettere con una avvincente lezione sulla propaganda e sui suoi volti nascosti, sottili, mediatici, a volte indistinguibili dalla realtà. Fatti e manipolazioni, ovvero pubblicità di potere – potere di diversa natura, si confondono generando percezioni distorte della realtà che viviamo.
Grazie a Reali faremo un viaggio di quattro secoli dalla prigionia di Cervantes ad Algeri alle fake news dell’AI, con il violoncello di Luca Pincini. Parteciperemo ad u09pn atto d’accusa contro le verità imposte.
Un format inedito che restituisce al teatro la sua funzione più antica e più urgente: quella di coscienza critica. Il progetto è frutto della creativa professionalità di Stefano Reali che, ovviamente non è un intellettuale improvvisato. Stefano Reali è uno dei registi e autori più solidi del panorama italiano. Regista, sceneggiatore, musicista e attore, diplomato al Centro Sperimentale, vincitore di un David di Donatello, ha firmato film, fiction di successo per Rai e Mediaset, opere liriche e spettacoli teatrali sempre in equilibrio tra cultura alta e divulgazione popolare. Il suo marchio è uno: prendere una grande questione storica e renderla un racconto teatrale avvincente, ironico, mai accademico.
Quando Reali sceglie un progetto, lo fa suo in modo unico e rende l’esperienza fortemente stimolante, offrendo prospettive inedite al pubblico. Qual è il valore senza tempo di Cervantes? Immenso, perchè, riflettendo come ci induce a fare Stefano Reali, è il primo a chiederci chi ci mente. Al centro di tutto, infatti, Stefano Reali mette proprio questo gigante: Miguel de Cervantes. E chi è? Prima di essere l’autore del Don Chisciotte, il primo romanzo moderno della storia dell’umanità, Cervantes è stato un uomo di mare, di guerra e di prigione. Soldato della flotta spagnola in lotta contro l’Impero Ottomano, ha combattuto in tutto il Mediterraneo orientale, da Tunisi a Navarino fino a Gaza. A Lepanto perse l’uso di una mano. Poi la cattura, la catena: cinque anni schiavo ad Algeri, nel più affollato e pericoloso crocevia multietnico del Mediterraneo del ‘600. È lì, in quella prigione a cielo aperto tra cristiani, musulmani, ebrei, rinnegati e mercanti, che Cervantes fa una scoperta che vale più di un romanzo: scopre il tema della tolleranza religiosa e razziale e, per primo quattrocento anni fa, si pone la domanda che dà senso a tutto lo spettacolo di Reali:
“Quando è che i Governi hanno iniziato a mentire ai loro Governati?”
Senza Cervantes non avremmo mai capito che la propaganda non è un’invenzione del Novecento. La narrazione dello spettacolo procede affascinando lo spettatore prendendo spunto da una frase profetica di Malcolm X –
«La narrazione può arrivare a farci odiare chi vuole proteggerci, e a farci amare chi ci opprime»
– Reali costruisce una cavalcata brillante e feroce lunga quattro secoli.
Scritto e diretto da lui, con il contrappunto sonoro e drammaturgico del violoncello di Luca Pincini, lo spettacolo smonta, uno dopo l’altro, i grandi inganni di Stato, le “false flags”, le narrazioni ufficiali che non hanno mai coinciso con i fatti. Episodi controversi, alcuni sconosciuti, altri volutamente dimenticati, che collegano la Spagna imperiale di Cervantes fino alla striscia di Gaza di oggi. Ma non mira ad essere una lezione di storia perchè si trasforma in un’indagine molto illuminante per decifrare il nostro presente. Un viaggio ironico e tagliente che ci costringe a chiederci: se tutto è iniziato quattro secoli fa, quando finirà?
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
Da Cervantes a Gaza: quando tutto ebbe inizio
Spettacolo teatrale di e con Stefano Reali
violoncello Luca Pincini
Teatro Vittoria -ROMA- 27 e 28 ottobre 2026, ore 21.00

