Ogni giorno per informarci su ciò che accade ed avere notizie ci affidiamo alle immagini. È normale e magari non ci siamo mai chiesti come è nata l’arte di raccontare con le foto la cronaca nera o quella rosa. Vi stupirà sapere che il padre del fotogiornalismo moderno è Adolfo Porry-Pastorel, già sindaco di Castel San Pietro Romano. Sabato 6 maggio il bellissimo borgo dei Monti Prenestini inaugura la mostra dedicata al ‘padre’ dei fotoreporter italiani che ha raccontato i retroscena di politica e attualità diventando di fatto il progenitore dei ‘paparazzi’.
Come professionista fotografo, Pastorel aveva iniziato ventenne il mestiere fondando la sua Agenzia fotografica collaborando con il ‘Messaggero’, poi con il ‘Giornale d’Italia’ e infine con ‘La Voce’. Il suo approccio lo porta, tra le due guerre, ad arrivare dappertutto, passando per ‘il fotografo di Mussolini’ nonostante sia un fastidioso scrutatore del regime, persino attenzionato dalla censura fascista.
Qual è il suo più grande merito? Aver ideato un nuovo modo di fare il mestiere: farsi testimone oculare dei fatti che racconta in presa diretta in modo anticonvenzionale, tracciando una sorta di contro-informazione rispetto a quella “in posa” delineata dall’Istituto Luce. L’idea geniale fu coinvolgere tutti gli italiani a partecipare, regalando gadget per contattarlo e dargli notizie. Una cosa oggi comune grazie alle nuove frontiere delle piattaforme digitali. All’epoca grazie alle sue scelte anticonformiste Pastorel supera la scrittura abbinata a foto puramente decorative. Con il suo lavoro interpreta lo spirito autentico del ‘900, secolo di cinema e TV, ci porta nella notizia moderna fatta della presenza vera, dell’evidenza dei fatti, della sensazione di “guardare con i propri occhio ciò che accade”. E così offre a milioni di italiani istantanee potenti come slogan: tanto che mostrino la cruda vita autentica dei grandi eventi storici e politici quanto che vibrino della leggerezza di costume, tempo libero e nuove abitudini.
Dopo la tragica perdita del figlio Porrì (come lo chiamano tutti) si auto-confina a 40 km da Roma, proprio a Castel S. Pietro Romano dove, eletto sindaco dal 1952 al 1960, si dedica ad un’altra declinazione della sua ardente passione per l’immagine: il cinema. Riesce a convincere Vittorio De Sica ed il regista Luigi Comencini, che cercava “un paese scassato”, lontano dallo sviluppo economico, ad ambientare nel borghetto castellano il celebre film “Pane, Amore e Fantasia”. Ecco che si celebra un’altra rivoluzione per il paese scassato: è l’inizio di un fortunatissimo sodalizio tra Castello come luogo del cinema.
Nel tempo Castello ha sempre ricordato Porry Pastorel ed ora, il 6 maggio, alle ore 11.00, presso la sede del Museo Diffuso, inaugurerà la mostra “Adolfo Porry Pastorel. Visioni Diffuse a Castel San Pietro Romano”. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero della Cultura, si terrà alla presenza del Sindaco di Castel San Pietro Romano Gianpaolo Nardi, del direttore del museo Roberta Iacono e di numerose personalità, tra cui il prof. Enrico Menduni che ha collaborato all’iniziativa.
La mostra ripercorrerà – attraverso documenti, foto inedite e testimonianze- i tratti salienti della vita di Porry Pastorel a Castel San Pietro Romano.
Il suo ruolo di primo cittadino e tutte le sue innovative attività verranno valorizzate attraverso una nuova prospettiva. La mostra si avvale infatti del prezioso apporto dei concittadini castellani, offre una collazione di informazioni già note unite con nuove documentazioni di archivio, ricerche e approfondimenti intrapresi nell’ultimo anno.
Studi che, oltre alla grande partecipazione dell’intera comunità di Castel San Pietro, hanno potuto avvalersi della prestigiosa collaborazione dell’Archivio Fotografico Istituto Luce e dell’Istituto Nazionale per la Grafica. Tale sinergia ha portato alla scoperta di aspetti inediti non solo del suo geniale operato di sindaco, ma anche degli ultimi venti anni della sua attività fotografica che l’opinione corrente riteneva ormai esaurita e che a Castel San Pietro, invece, ritrova vigore e vive una vera e propria rinascita.
L’inaugurazione si concluderà, grazie all’interessamento di Vania Colasanti, con un omaggio speciale in ricordo di Porry Pastorel: verrà effettuato un lancio di piccioni viaggiatori dalla piazza principale di Castel San Pietro Romano.
Alessandra Battaglia


