A Bellegra, nel pomeriggio del 25 marzo, si è svolto un incontro che ha lasciato impressa un’impronta molto significativa affrontando uno dei problemi più gravi che affliggono la nostra società: la droga. Sotto la splendida copertura di legno che disegna una cupola panoramica di grande effetto, la comunità di Bellegra si è riunita per seguire con grande partecipazione il convegno intitolato “Contro la droga” e ragionare su soluzioni concrete a un problema che continua a minacciare il tessuto sociale e individuale delle nostre comunità.
Ad organizzare e a qualificare l’iniziativa, il Consigliere Regionale Flavio Cera, il quale ha sottolineato l’urgenza di affrontare con determinazione e unità il fenomeno della droga, che non conosce confini né differenze sociali. La sua presenza ha evidenziato l’impegno delle istituzioni nel contrastare questo flagello e nel fornire supporto alle comunità locali.
In apertura del convegno l’on. Flavio Cera, già Sindaco di Bellegra, davanti alla sala gremita e alla presenza di molti rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, ha dichiarato:
Vogliamo lasciare un faro acceso su questa problematica , andare a disturbare nelle piazze di spaccio, iniziative da intraprendere insieme alle forze dell’ordine. La Regione Lazio non deve nascondersi.
Non possiamo rimanere indifferenti.
Lo Stato non può lasciare spazio alla criminalità, occupazione di case abusive. È tempo di agire.
Tra gli interventi di rilievo quello di don Antonio Coluccia, fondatore dell’Opera di Don Giustino, indomito paladino della vita contro la droga. Don Antonio, nonostante viva sotto scorta proprio per i pericoli a cui si espone con il suo instancabile intervenire per contrastare lo spaccio nella città di Roma, continua ad irrompere nelle piazze di spaccio armato solo del suo fischietto, usato per “disturbare” le “vedette” e gli spacciatori, un megafono per recitare il Rosario e di un pallone per salvare anime in crisi mentre ripete:
Fate sport, innamoratevi della vita, scegliete la bellezza della vita non quella “bella vita” spesso fatta anche con i proventi della droga che uccide.
L’impegno del sacerdote nelle aree più colpite dalla droga è conosciuto ai più per la costanza e determinazione con cui lo porta avanti in prima persona andando, nonostante i rischi, nei luoghi più bui delle città dove si consumano questi fatti per contrastare questo atroce fenomeno che mette in schiavitù e dipendenza tutti coloro che ne fanno uso. Ci ha colpito profondamente la passione con cui don Antonio ha raccontato la sua esperienza diretta sul campo, mettendo in luce la gravità della situazione nelle piazze di spaccio di San Basilio, Tor Bella Monaca e Quarticciolo. Nonostante le minacce di morte subite a causa del suo impegno, ha continuato a lottare con coraggio e determinazione per offrire una speranza alle persone coinvolte nella spirale della dipendenza sostenendo e di fatto salvando tante vite.
Don Antonio Coluccia con voce tonante cattura l’attenzione di tutti:
La politica è un’arte per affermare il bene comune!
Una enunciazione che esige riflessione e poi ancora:
La droga non ha mai fatto felice nessuno. La droga è l’eucarestia di Satana! Vedo gli zombi tutte le notti, sono prede della droga e la droga li spoglia di ogni dignità. (omissis) Le droghe sono i falsi profeti , sono incantatori di serpenti che approfittano delle emozioni umane. (omissis) Noi dobbiamo costruire quella alternativa piena di valori e di normalità. Nessuno deve diventare uno schiavo. La droga e lo spaccio sono la schiavitù di oggi. Gli adulti di oggi hanno abdicato dal loro ruolo. (…) Dobbiamo portare la bellezza in queste piazze , lavorare a favore della vita e della cultura, ma anche dell’educazione e dell’istruzione. Dobbiamo portare la luce anche in concreto nelle piazze ed abbellirle, non abbandonarle nel degrado. Non possiamo rimanere in silenzio.
Impossibile rimanere indifferenti poi rispetto alle parole pronunciate da diversi giovani appartenenti alla “Comunità Incontro Onlus” di Amelia (TR), una realtà che è un’oasi per chi purtroppo si trova ad intraprendere il complesso percorso di recupero, nei suoi effetti ben rappresentato dalle storie raccontate senza filtri che si aprono alla grande platea e vanno dritte al cuore. Testimonianze dirette da parte di ragazzi che stanno affrontando in vari step la via della liberazione dalla schiavitù della droga. Si percepisce in loro la motivazione e lo sforzo, si vede l’obiettivo ritrovato, si prova empatia, si percepisce l’entità di dolore e cicatrici invisibili ma profondissime, dure da ammettere davanti ad un pubblico.
Molto interessanti gli interventi che si susseguono accolti dall’attenzione dei presenti. Ai microfoni Francesco Coculo, Vice Sindaco del Comune di Bellegra, Marilena Perciballi, Psicologa in rappresentanza del Garante per l’Infanzia, Martina Nicolasi, Psicologa di Comunità Incontro, Massimo Persiani, Operatore di Comunità Incontro, Antonio Pignataro, Dirigente di Pubblica Sicurezza.
Il convegno ha visto la presenza e l’intervento del Senatore Giorgio Salvitti -commissione Antimafia.
L’incontro ha evidenziato la necessità di un approccio integrato e multisettoriale per contrastare la droga, che coinvolga le istituzioni, le comunità locali, le organizzazioni non governative e i singoli cittadini. Solo unendo le forze e agendo con determinazione possiamo sperare di sconfiggere questo grave problema sociale.
Il confronto a Bellegra, partecipato -come hanno sottolineato anche i relatori- per massima parte da adulti, dunque da coloro che appartengono a quell’ambito di famiglia intesa come comunità che sempre è chiamata ad intervenire per spezzare le catene di soggiogazione che trattengono chi si droga ed accompagnarne in varie modalità il rifiorire della personalità. Questa numerosissima platea confluita nella piazza coperta adiacente al Comune, ha dimostrato che la lotta contro la droga è una sfida collettiva che richiede impegno, solidarietà e coraggio da parte di tutti. È necessario continuare a lavorare insieme per garantire un futuro migliore alle generazioni future e per proteggere la nostra comunità dall’ingiustizia e dalla sofferenza causata dalla dipendenza da droghe.
Insieme, possiamo fare la differenza. Per dimostrare che “scendendo in campo e giocando” insieme ed uniti questo è possibile, a conclusione della conferenza tutti si sono spostati nel campetto di calcio di Bellegra dove si è svolta una partita di calcetto a cui hanno preso parte molti tra relatori come don Antonio Coluccia insieme ai giovani partecipanti della “Comunità Incontro Onlus” di Amelia (TR). Una partita altamente simbolica, giocare insieme per “dare un calcio alla droga” e ritrovarsi tutti uniti nella sfida per vincerla.
Alessandra Battaglia

