La Giunta Comunale ha dato il via ufficiale a un percorso istituzionale di grande rilievo per l’economia cittadina. Con l’approvazione della Deliberazione n. 51, il Comune ha avviato la verifica di fattibilità per un’eventuale adesione al Consorzio Industriale del Lazio, segnando l’inizio di un dialogo diretto con Regione Lazio e con gli enti consortili per valutare le opportunità concrete a favore delle imprese locali.
L’iniziativa, come sottolineano il Sindaco Pierluigi Sanna e l’Assessore alle Attività Produttive Marco Gabrielli, punta a tutelare la sovranità del Consiglio Comunale, garantire la gestione delle aree comunali e sfruttare le risorse del DPCM 19 maggio 2025 – 100 milioni di euro complessivi e contributi fino a 300.000 euro per le imprese manifatturiere – per rafforzare il tessuto produttivo di Colleferro.
«Con questa delibera
– afferma l’Assessore alle Attività Produttive Marco Gabrielli –
apriamo un dialogo con Regione Lazio e con il Consorzio affinché le nostre proposte vengano ascoltate e si possa costruire un’opportunità concreta per le imprese di Colleferro.»
Ma c’è una importante precisazione da fare abbinata al fatto che l’approvazione della Deliberazione n. 51 – “Proposta di adesione del Comune di Colleferro al Consorzio Industriale del Lazio – Verifica della fattibilità” – avvii il percorso istituzionale per valutare l’ingresso della città nel Consorzio.
Il Sindaco Pierluigi Sanna precisa che l’adesione sarà valutata solo a condizioni chiare: nessuna cessione di aree e piena tutela della sovranità del Consiglio Comunale, come già avvenuto per Civitavecchia.
Le risorse previste dal DPCM 19 maggio 2025 – 100 milioni di euro e contributi fino a 300.000 euro per le imprese manifatturiere – rappresentano un’occasione importante per rafforzare il tessuto produttivo locale.
Le misure possono cambiare il volto di tutte le imprese che rientrano nella categoria Imprese manifatturiere con codice ATECO della sezione C (classificazione statistica ufficiale), cioè attività industriali di produzione di beni materiali. Questo include le aziende operanti in vari settori (precisamente in quelli che vanno dal 10.00 al 33.20 della classificazione ATECO), tra cui:
Produzione alimentare e bevande
Industria tessile e abbigliamento
Fabbricazione di prodotti in legno, carta, stampa
Produzione di articoli in gomma e materie plastiche
Industria chimica e farmaceutica
Produzione di metalli e prodotti in metallo
Fabbricazione di macchinari e attrezzature
Produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche
Fabbricazione di veicoli e mezzi di trasporto
Altre industrie manufatturiere
Pertanto tutte queste imprese possono accedere ai contributi a fondo perduto (fino a 300.000 euro ciascuna) se già insediate nei territori del Consorzio Industriale del Lazio o se intenzionate ad aprire nuove unità produttive in tali aree. Le agevolazioni sono finalizzate a sostenere ristrutturazione, ampliamento, digitalizzazione, innovazione di prodotto e di processo, riconversione sostenibile e nuove attività industriali.
Il Comune attende ora il tavolo di confronto per definire i prossimi passi nell’interesse dell’economia del territorio.
David Cardarelli

