Genzano chiude in bellezza il Festival Diocesano di Musica Sacra dopo aver celebrato tredici tappe di luce e armonia.
Nelle sere in cui l’estate inizia a sussurrare tra i vicoli dei Castelli Romani, Genzano di Roma ha accolto il gran finale del Festival Diocesano di Musica Sacra, una rassegna che ha attraversato il territorio come un soffio di grazia, posandosi su tredici città con l’eleganza di un canto antico. La musica, in questa seconda edizione, non è stata solo arte: è stata preghiera condivisa, respiro collettivo, ponte invisibile tra terra e cielo.
Il sipario è calato nel segno della bellezza più alta, quella che non ha bisogno di spiegazioni: basta chiudere gli occhi, lasciarsi attraversare dalle note, e comprendere che ciò che ci unisce – come uomini, come comunità – non è altro che il bisogno di sentire, insieme.
Il progetto musicale si e snodato come un viaggio musicale e spirituale nei luoghi della fede. Dalla sua apertura, lo scorso 5 maggio nella magnifica “Sala delle Vedute” di Palazzo Lercari ad Albano, il Festival si è proposto come un pellegrinaggio sonoro. Le tappe, dodici prima dell’ultima, si sono snodate tra le province di Roma e Latina, toccando antiche cattedrali, chiese sospese nel tempo, piazze che profumano di storia. Il tutto con una missione chiara: offrire musica sacra come occasione di incontro, cultura e rinascita.
L’intera rassegna, curata con visione e profondità dall’Accademia Filarmonica Europea e sostenuta con forza dalla Diocesi Suburbicaria di Albano, ha visto protagonisti centinaia di artisti, ensemble vocali e strumentali, ma soprattutto un pubblico partecipe e commosso. Concerti gratuiti, accessibili a tutti, che hanno trasformato ogni tappa in un evento dal forte impatto spirituale. A Genzano, città già carica di fascino e simbolismo grazie alla celebre Infiorata, il Festival si è congedato con un concerto memorabile nella Collegiata della SS.ma Trinità. Un “tutto esaurito” che ha confermato quanto la musica possa ancora riempire le chiese non solo di suono, ma di significato.
Sul palco, l’International Opera Choir, l’orchestra dell’Accademia, e un ensemble di solisti hanno reso omaggio a Mozart con il suo immortale Requiem in re minore K. 626. Un’esecuzione potente, dedicata alla pace in Ucraina, che ha unito emozione e riflessione in un abbraccio sonoro lungo un’ora.
Tra i presenti, figure di spicco del mondo ecclesiale e culturale, tra cui Mons. Vincenzo Viva, Vescovo della Diocesi di Albano, accompagnato da membri del corpo diplomatico e personalità internazionali: sette ambasciatori e un cardinale, a testimonianza della forza universale del linguaggio musicale.
Il messaggio: la bellezza come cura per l’anima
«La musica sacra ha il potere di elevare, di guarire, di unire»,
ha dichiarato S. E. Mons. Vincenzo Viva, Vescovo della Diocesi di Albano Laziale, il cui impegno e intensa sensibilità hanno reso possibile la realizzazione del Festival, un ciclo musicale che ha creato un affresco di emozioni cangianti e sempre in escalation fino all’ultima nota. La sua visione d’eccezione ha incontrato la professionalità del M° Francesco Maria Silvagni, Direttore Musicale e Presidente dell’Accademia, e la pregevole sensibilità artistica del Maestro Ernesto Celani, Primo Violino e Direttore Artistico, ideatore anche del nuovo concorso internazionale per giovani compositori under 40.
Insieme hanno saputo dare corpo a un progetto ambizioso, che ora continua a guardare lontano: a partire da ottobre, si prevede l’avvio di una stagione concertistica permanente nei Castelli Romani, con protagonista la musica classica. Un sogno che sta per diventare realtà: portare la grande musica dove più si sente il bisogno di bellezza e raccoglimento.
Se ne trae, a distanza di qualche tempo che, tuttavia, lascia intatta quella magia poetica nel ricordo di chi ha assistito, un bilancio che parla al cuore.
Nel reportage video -realizzato da David Cardarelli per Monolite Notizie– che accompagna questo articolo, sono gli stessi protagonisti – il Vescovo S. E. Mons. Vincenzo Viva stesso, i Direttori Artistici, gli eccellenti musicisti, interpreti vibranti di una collezione di brani da ricordare, e alcune tra le maggiori autorità intervenute– a tracciare un bilancio toccante: non solo numeri o pubblico entusiasta, ma persone trasformate, comunità rinate intorno al potere invisibile della musica.
Il Festival Diocesano di Musica Sacra si è concluso, sì, ma ciò che lascia dietro di sé è una scia luminosa: tredici tappe come tredici preghiere in musica, tredici carezze all’anima. Ora, in attesa della prossima edizione, rimane il suono. E quel silenzio, denso e riconoscente, che solo la vera bellezza sa lasciare.
🎥 Guarda il video-reportage: emozioni, volti, applausi e armonie raccolte durante le tappe del Festival. Un mosaico di arte, fede e speranza che ha parlato a tutti, credenti e non, con un’unica voce: quella della musica sacra.
Alessandra Battaglia

