C’è un momento dell’anno in cui i borghi sembrano abbassare la voce e parlare attraverso la luce. Una luce calda, avvolgente, che non acceca ma accompagna, che non invade ma invita a entrare. A Valmontone questo tempo prende forma nel percorso presepistico allestito dall’Associazione Laboratorio Presepistico Sant’Anna, presieduta da Fabio Cerroni, con la vicepresidenza affidata a Bruno Scarozza (in copertina). L’esposizione, ancora per pochi giorni, trasforma la Chiesa di Sant’Anna in un luogo di meraviglia, raccoglimento e scoperta. Si tratta della XI edizione realizzata a cura de “Gli Amici del Presepe -Rassegna di oltre 80 opere provenienti da diverse parti d’Italia”.
L’ingresso alla mostra de “Gli Amici del Presepe” è già un’esperienza sensoriale: si accede attraversando un suggestivo tunnel di luci dorate, quasi un passaggio simbolico dal quotidiano allo straordinario. È come varcare una soglia invisibile che introduce il visitatore in un tempo diverso, più lento, più profondo, dove lo sguardo si fa attento e il cuore disponibile alla sorpresa.
All’interno, si dispiega un itinerario armonioso tra piccoli e grandi capolavori, frutto della passione, della pazienza e della competenza artigianale degli associati. Ogni presepe è una storia a sé: scenari minuziosi, prospettive curate, materiali scelti con intelligenza e sensibilità, capaci di raccontare la Natività con linguaggi diversi ma uniti da un’unica intenzione: restituire bellezza e senso.
Il cuore pulsante dell’esposizione è rappresentato da una imponente riproduzione in scala del Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone, completa della chiesa annessa. Lungo il selciato, fedelmente composto da singoli tasselli di pavimentazione, è stato allestito un presepe monumentale. Non si tratta solo di una ricostruzione architettonica, ma di un vero atto d’amore verso la storia e l’identità del territorio. Qui il sacro dialoga con la memoria civile, e la Natività si inserisce con naturalezza nel tessuto urbano e simbolico della città.
Il percorso espositivo, a ingresso libero e gratuito, invita a sostare, a osservare, a lasciarsi guidare dai dettagli. Nulla è gridato, tutto è affidato alla forza silenziosa dell’arte presepiale. È un cammino che parla al visitatore senza bisogno di spiegazioni, perché ogni scena comunica attraverso la luce, le proporzioni, i volti, i gesti.
In questo contesto si inserisce la partecipazione della Associazione Laboratorio Presepistico S.Anna di Valmontone alla Terza Edizione de “L’Arte del Presepe nei Borghi”, il progetto culturale sostenuto dalla BCC di Roma che, per tutte le festività 2025 e fino al 6 gennaio 2026, unisce borghi e comunità in un unico racconto diffuso. Un progetto che non è solo una mostra, ma un invito a riscoprire i territori attraverso una tradizione antica e sempre viva, capace di parlare a credenti e non credenti.
Il valore più autentico dell’esposizione di Valmontone risiede però nelle mani che l’hanno resa possibile. Mani che lavorano lontano dai riflettori, nei laboratori, nei garage, nelle case, per mesi interi. Mani che tramandano saperi, che coinvolgono figli e nipoti, che trasformano il presepe in un rito condiviso, familiare, comunitario. Qui l’arte presepiale non è solo tecnica, ma relazione, memoria, appartenenza. Visitare i presepi di Sant’Anna significa entrare in contatto con una comunità viva, che sceglie di fare insieme, di custodire una tradizione e di offrirla come dono. Un dono semplice e prezioso, che chiede solo tempo e attenzione. Perché a Valmontone il presepe non è soltanto una rappresentazione: è un racconto che illumina, un gesto collettivo che resiste al rumore, un invito gentile a rallentare e a ricordare che, tra una luce e una statuina, il Natale può ancora parlare al cuore.
L’itinerario espositivo di Valmontone sorprende per la straordinaria ricchezza dei linguaggi e dei temi rappresentati. Accanto alle rappresentazioni più classiche della Natività, capaci di parlare con forza attraverso la semplicità e la tradizione, il visitatore si imbatte in scene di grande intensità simbolica, come la riproduzione dell’incontro tra Dio e Mosè e la consegna delle Tavole dei Comandamenti: episodi biblici potenti, raramente affrontati nell’arte presepiale, qui tradotti con sensibilità e rigore, a testimonianza di una ricerca che va oltre l’abitudine e osa nuovi racconti.
Non manca lo spazio per la creatività più originale e sorprendente. Tra i presepi che restano impressi nella memoria c’è quello, davvero incantevole, realizzato all’interno della cassa di un amplificatore per chitarra elettrica. Una volta aperta, svela un mondo inatteso: la bottega di un liutaio, ricostruita con minuziosi dettagli in scala, tra attrezzi, legni, strumenti in lavorazione, fino a ospitare, con naturalezza e poesia, la Natività stessa. Un dialogo suggestivo tra musica, artigianato e sacro, capace di stupire e far sorridere.
Quest’anno l’Associazione Sant’Anna si è superata anche sul piano tecnico ed emozionale, realizzando un presepe che si apre su un paesaggio dove la neve cade ininterrottamente (accanto e anche sotto c’è una parte del presepe descritto). Un effetto scenico delicato e ipnotico, che trasporta il visitatore in un’atmosfera sospesa, quasi fiabesca, dove il tempo sembra fermarsi e lo sguardo si perde nella contemplazione.
Tra le opere più toccanti spicca il presepe realizzato da un orfanotrofio, capace di commuovere profondamente per la sua autenticità e per il messaggio silenzioso che porta con sé: quello di una speranza che nasce anche nelle fragilità. Accanto a questo, colpisce per poesia e raffinatezza il presepe costruito attraverso più strati di disegni sovrapposti, un gioco di profondità e trasparenze che accompagna l’occhio in un viaggio visivo delicato e suggestivo.
Numerosi sono poi i presepi ricchissimi di dettagli e prospettive, che si aprono su panorami tra i più disparati: borghi arroccati, vallate, scorci urbani e paesaggi rurali, tutti accomunati da una cura estrema e da una sapienza compositiva che tradisce mesi e mesi di lavoro paziente che talvolta ricompone in scala scorci di città reali. Qui l’arte presepiale si manifesta in tutta la sua complessità, come sintesi di tecnica, immaginazione e amore profondo per la tradizione. (Sotto una foto di una parte del presepe realizzato dal Laboratorio Presepistico Sant’Anna per l’edizione 2025). 
A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente in tanti presepi ci sono i particolari minuziosi, piccoli capolavori nel capolavoro: pergolati carichi d’uva, fioriture delicate, botteghe brulicanti di vita, e una fauna tenera e vivissima popolata da asinelli, cani e gatti, uccellini e pecorelle, che restituiscono movimento, quotidianità e calore umano alle scene rappresentate. È in questa ricchezza di sguardi, materiali e racconti che la mostra di Valmontone trova la sua forza più autentica: un viaggio dentro l’arte presepiale che non si limita a mostrare, ma invita a sentire, a rallentare, a lasciarsi incantare. Perché ogni presepe, qui, non è solo da guardare: è da abitare, anche solo per un istante.
A rendere l’esperienza ancora più intensa sono anche alcune scelte stilistiche capaci di suscitare emozioni profonde attraverso la materia stessa. È il caso del presepe realizzato esclusivamente con materiali da costruzione, quelli quotidianamente utilizzati da manovali e muratori: cemento, laterizi, reti metalliche, ferri, frammenti grezzi che normalmente appartengono al lavoro duro, alla fatica silenziosa, alla trasformazione lenta degli spazi.
In questa opera, ciò che è povero e funzionale diventa linguaggio poetico. La ruvidità dei materiali non allontana, ma avvicina; non raffredda, ma scalda. La Natività prende forma dentro un mondo essenziale, quasi spoglio, e proprio per questo potentissimo, capace di restituire un senso di verità e di umiltà che colpisce nel profondo. È un presepe che parla di lavoro, di mani callose, di dignità quotidiana, e che riesce a evocare con forza il significato più autentico della nascita: quella che avviene nei margini, tra le cose semplici, e proprio per questo cariche di umanità. Non manca chi sceglie di ambientare la natività ai giorni di oggi con rari passanti distratti da telefonini e una Nascita Sacra che si consuma in solitudine, in un cantuccio, (dove altrove è invece cuore della scena) quasi una critica alla mancanza di attenzione che, nell’era della velocità di connessione online, ci isola dalla attenzione ai nostri simili ed alla vita reale.
Anche qui, come in tutta l’esposizione, nulla è casuale. Ogni scelta racconta una visione, ogni materiale diventa parola, ogni dettaglio contribuisce a costruire un’emozione che resta. Perché l’arte presepiale, quando è autentica, non si limita a rappresentare: interpreta, trasforma, fa sentire. Accanto all’esposizione dei tanti splendidi presepi c’è anche la mostra di opere come tele realizzata in collaborazione con l’Associazione di Frosinone “Centro Inter Arte” che ha fornito i dipinti che accompagnano l’allestimento presso la Chiesa di S.Anna a Valmontone.
Un appello importante: a causa dei lavori che interesseranno la Chiesa di S.Anna a Valmontone, che richiederanno diversi anni, “Gli Amici del Presepe” di S.Anna sono in cerca di una nuova location dove realizzare il laboratorio e dove esporre l’anno prossimo, chiunque fosse disponibile a proporre uno spazio, può contattarli per mettersi d’accordo, ne saranno contenti tel.3669640669
Nel frattempo l’esposizione e tutto questo incanto sono ancora visitabili fino al 6 gennaio 2026.
Alessandra Battaglia
Riepilogo Info
Presepi esposti a VALMONTONE PRESSO LA CHIESA DI SANT’ANNA
a cura della Associazione Laboratorio Presepistico S.Anna
INGRESSO GRATUITO
VISITABILE FINO AL 6 GANNAIO 2026
sabato dalle ore 16:00 alle ore 19:00
festivi dalle ore 10:00 alle ore 13:00, pomeriggio festivi dalle ore 16:00 alle ore 19:00
giorni feriali dal 29 dicembre al 5 gennaio 2026 apertura dalle ore 16:00 alle ore 19:00


