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Grottaferrata gremita: un abbraccio di parole per Giulia, ospite il papà Gino Cecchettin

La lettera di un padre che sfida il silenzio della violenza indicibile, diventa viaggio di umanità e speranza

by Alessandra Battaglia

Nel pomeriggio del 2 giugno 2025, Festa della Repubblica, Grottaferrata ha accolto un evento che ha unito memoria collettiva, emozione vibrante ed impegno civile. Nel cuore del paese, nella piazzetta Eugenio Conti affollata di una moltitudine di ogni età, si è svolta la presentazione del libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia” con la presenza di Gino Cecchettin, padre di Giulia, giovanissima donna vittima di femminicidio nel 2023.

L’incontro è stato di quelli che restano cuciti tra i pensieri con uno spessore indimenticabile, pronto a cambiare la prospettiva dei ragionamenti verso una traiettoria altra, quella di una umanità fatta di lacrime trattenute e di resilienza, una umanità che Gino Cecchettin ha trasmesso a tutti i presenti, protesi in un ascolto attivo e ricettivo che ha viaggiato senza filtri tra le macerie dell’anima di un padre insegnandoci Giulia, che abbiamo imparato a conoscere nella sua bellezza e unicità dalla voce del papà. 

La presentazione moderata dalla scrivente giornalista Alessandra Battaglia, ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e giovani, in un’atmosfera quasi sospesa, fatta di un silenzio concentrato ad ascoltare e riflettere. Il violinista italo-americano Bartolomeo Fortino ha aperto e chiuso l’evento con due emozionanti esibizioni musicali, sciogliendo tra una nota e l’altra quelle vibrazioni elettriche che connotano eventi di tale caratura ed aggiungendo un tocco di intensità emotiva alla giornata.

Durante l’incontro, Gino Cecchettin, parlando della figlia come ad accarezzarla in ogni vocabolo, ha condiviso con il pubblico il suo dolore trasformato in impegno civile. La sua vita rivoluzionata in toto, oggi in viaggio per sostenere la Fondazione dedicata a Giulia. Una domanda dopo l’altra, con il passo lieve di chi vuole incontrare qualcuno per conoscerlo al di là di tutto, come accade sfogliando pagina dopo pagina il librino edito da Rizzoli, Gino ci prende per mano e ci porta indietro nel tempo del prima. Sfogliamo il suo album intimo dedicato alla figlioletta, allegra e sempre pronta ad alleggerire le situazioni, gentile al punto da aiutare con i suoi modi dolci chi si trova in difficoltà e resta indietro. Giulia riesce dove tutti falliscono. Semplicemente essendo se stessa. Donando amicizia autentica, ascolto, empatia.

E allora Gino spiega Giulia, la racconta tra aneddoti e ricordi, offre la sua Giulia a tutti, generosamente, nonostante l’evidenza di una ferita inferta in modo tanto atroce ed innaturale da portarne i segni in quel tratto di sguardo che si appanna costantemente per la fitta del dolore.

Dimostra la sua resilienza, che coabita con un abisso insondabile, cementata sull’amore di un padre per una figlia.  Gino spiega come abbia scelto di canalizzare questo dolore in un’opera di sensibilizzazione e cambiamento culturale. Il libro, che indoviniamo Marco Franzoso abbia confezionato dalla lunga lettera d’amore e di memoria uscita di getto dal cuore di papa Gino che si rivolge idealmente a Giulia, è un invito a riflettere sulla violenza di genere e sull’importanza del rispetto e della dignità umana. Il libro è un racconto intimo che attraversa la gioia, il dolore e la speranza.

“Non sono l’autore di un libro, sono un papà che vuole parlare di sua figlia”,

ha dichiarato Gino, sottolineando l’intento di trasformare il proprio dolore in uno strumento di sensibilizzazione.

 All’incontro sono intervenuti l’Assessora alle Pari Opportunità, Paola Franzoso, e il Sindaco Mirko Di Bernardo, ribadendo l’impegno costante dell’Amministrazione comunale nel sensibilizzare la comunità sul tema della violenza di genere. Presente anche Luca Martello, il Sindaco di Vigonovo, il paese di origine di Giulia Cecchettin.

A fare da sfondo, l’opera monumentale dell’artista Anna Izzo. In una gigantesca gabbia di ferro, simile ad una prigione, sono imprigionate due enormi scarpe da donna, laccate di rosso e con tacco, emblema della lotta contro la violenza di genere. Questa opera, in cui si vede sporgere uno dei tacchi fuori dalle sbarre, simboleggia la possibilità di uscire dalla prigionia.  La maxi opera rappresenta il fil rouge della rassegna che sta durando un intero anno, questo 2025 che il Comune di Grottaferrata ha voluto dedicare alle donne e alla lotta contro la violenza di genere.

L’imponente opera che si intitola “La violenza è una gabbia” è stata installata il 1° marzo 2025. L’opera rappresenta un monito forte e visibile contro la sopraffazione femminile. La scelta delle scarpe rosse, emblema della femminilità e dell’identità femminile, racchiuse in una gabbia, richiama l’idea di prigionia e oppressione, ma anche la speranza di liberazione, come suggerito dal tacco che sporge oltre le sbarre.

Tra gli interventi di apertura dell’evento dedicato a Giulia, vittima innocente e indimenticabile di femminicidio, il Sindaco di Vigonovo, Luca Martello, ha offerto una riflessione intensa e simbolica, ispirata dall’installazione artistica presente nella piazza di Grottaferrata: (la grande gabbia contenente due scarpe con tacchi a spillo rossi)— segno eloquente e ormai universale delle vittime della violenza di genere. Nel contesto carico di emozione e significato, il sindaco ha voluto ricordare le radici della sua comunità, Vigonovo, profondamente legata alla manifattura calzaturiera e in particolare alla produzione artigianale di scarpe da donna, eccellenza italiana e simbolo di creatività, stile e libertà espressiva. Le scarpe rosse oggi gridano dolore e ingiustizia. Ma non dimentichiamo che, prima di diventare emblema della violenza, erano — e devono tornare ad essere — simbolo di bellezza, identità e desiderio di esprimersi. Noi donne le scegliamo, le indossiamo, le viviamo come prolungamento del nostro modo di essere, come gesto di libertà. Il sindaco ha quindi sottolineato come il diritto all’autodeterminazione femminile non riguardi solo i grandi temi della dignità e della sicurezza, ma anche ogni piccolo gesto quotidiano, come quello di indossare un paio di scarpe rosse con fierezza, non per commemorare una tragedia, ma per celebrare la vita e il diritto di ogni donna a raccontarsi attraverso ciò che sceglie, indossa, sente proprio. Martello ha inteso augurarsi che ogni donna, ovunque, possa camminare nel mondo con passo libero, consapevole e fiero, potendo esprimere pienamente se stessa — anche attraverso le scarpe che ama indossare. E che mai più quel rosso debba confondersi con il colore del sangue.

Il sindaco di Grottaferrata, Mirko Di Bernardo, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, affermando che “non si può più parlare della violenza contro le donne soltanto una volta l’anno, il 25 novembre, ma è dovere di tutti noi affrontare questo tema in maniera strutturata e continuativa”. Ha inoltre evidenziato l’impegno dell’Amministrazione comunale nel promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza, attraverso eventi, incontri e progetti educativi rivolti a tutta la comunità. Il sindaco Mirko Di Bernardo ha  inoltre espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando l’importanza di affrontare la violenza di genere non solo come un’emergenza, ma come un impegno quotidiano.

“Abbiamo avuto l’onore di accogliere a Grottaferrata una persona che ha trasformato il dolore più disumano in un atto di profondo amore civile”,

ha dichiarato il sindaco Di Bernardo proseguendo

« Una voce che ha saputo rompere il silenzio, che ha saputo farsi ascoltare, portando alla luce – con dignità e forza – la necessità urgente di un cambiamento culturale. Il libro di Gino Cecchettin, “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia”, è molto più di una lettera: è una testimonianza potente, un atto d’amore capace di trasformarsi in impegno civile, un invito forte a rivedere le nostre responsabilità, individuali e collettive. Ieri mattina, insieme, abbiamo visitato in forma privata la “Casa di Giulia”, casa di semiautonomia per donne vittime di violenza, inaugurata appena due settimane dopo l’orribile fatto. Quel luogo porta il nome di sua figlia e, ogni giorno, rappresenta speranza, protezione, rinascita.

È stato un momento intimo, profondo, carico di significato. Siamo felici di aver accolto anche un caro amico della nostra città, il Sindaco di Vigonovo, Luca Martello, che ringrazio per la sua presenza.

Un ringraziamento sentito va alla Presidente dell’associazione Ponte Donna, da anni impegnata con la nostra Amministrazione in azioni concrete e sistemiche per proteggere le donne, e all’Assessora alle Pari Opportunità, Paola Franzoso, promotrice instancabile della rassegna “BASTA…!”, che ha saputo trasformare l’impegno contro la violenza in un percorso culturale coraggioso, continuo, fatto di ascolto, formazione e cittadinanza attiva.

Grazie, infine, a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento, ai membri dell’Amministrazione comunale, alle Forze dell’Ordine, e ai cittadini che vi hanno preso parte»,

ha concluso il Sindaco di Grottaferrata Mirko Di Bernardo.

L’Assessora alle Pari Opportunità, Paola Franzoso, ha evidenziato la necessità di un cambiamento culturale profondo, sottolineando che “la prevenzione serve, ma non basta”. Ha aggiunto che l’incontro con Cecchettin è stato la conferma che la lotta contro la violenza di genere deve essere affrontata in modo strutturato e continuativo.

Il padre di Giulia, Gino Cecchettin, spiegando di non sentirsi l’autore di un libro, ma semplicemente “un papà che vuole parlare di sua figlia”, ha donato al pubblico un racconto intimo e potente, ricordando – attraverso alcuni passi del libro – aneddoti della vita di Giulia, e tratteggiando il profilo di una giovane donna che, con la sua incontenibile spensieratezza e gioia di vivere, “guariva le persone”.

Cecchettin ha sottolineato, nel corso dell’incontro, l’importanza di riuscire a “danzare sotto la pioggia”: darsi la possibilità di tornare ad essere felici nonostante la peggiore delle tragedie, la perdita di un figlio. E farlo non solo per Giulia, la cui vita è stata ingiustamente spezzata, ma anche per amore degli altri due figli, Elena e Davide, che hanno il diritto di tornare a vivere.

L’Assessora alle Pari Opportunità, Paola Franzoso, che ha fortemente voluto organizzare il lungo ciclo di appuntamenti per tutto il 2025, ha dichiarato

«L’incontro con Gino Cecchettin è stato la conferma che non si può più parlare della violenza contro le donne soltanto una volta l’anno, il 25 novembre, ma è dovere di tutti noi affrontare questo tema in maniera strutturata e continuativa. La prevenzione serve, ma non basta, e noi donne sappiamo che non sempre si fa in tempo a scappare. La risposta che, come Amministrazione comunale, abbiamo voluto dare, è l’avvio di un percorso di rivoluzione culturale, fatto di incontri e riflessioni rivolte a tutta la comunità, tramite il progetto “BASTA…!”. Il tema non ha colori politici. Serve un patto politico trasversale, per una una riforma intergenerazionale: i giovani ce lo chiedono, e ieri, la presenza di tante ragazze e ragazzi è stata un segnale importante».

La presentazione del libro si è tenuta proprio il 2 giugno, Festa della Repubblica, sottolineando l’importanza di onorare questa ricorrenza con un impegno concreto per l’uguaglianza dei diritti e per la dignità delle donne.

“Repubblica è anche questo: un impegno quotidiano per l’uguaglianza dei diritti, per la dignità delle donne, per un amore che non ferisce ma libera”,

ha concluso il primo cittadino di Grottaferrata Mirko Di Bernardo.

Una giovanissima ragazza, Angelica Favale, di dodici anni, ha letto la sua poesia dedicata a Giulia Cecchettin, un componimento che ha partecipato al Contest  Poesie nel Borgo Junior a Carpineto Romano. La ragazza, emozionata, ha letto il testo di  Amore contrario che segue.

AMORE CONTRARIO

(dedicata a Giulia Cecchettin)

Le chiese di fare un giro, andò a prenderla a casa.

Ma cosa l’aspettava?

Sembrava tutto così bello, lui…sorrideva”

Per te gli ultimi sorrisi, che poi sono stati uccisi.

Ma un sorriso non è abbastanza

Per ricordare la tua presenza.

Ora sarai solo: “era brava, era buona!”

Chiusa in un sacco hai finito il tuo viaggio

In quella foresta un amore spezzato

Di un uomo impazzito per un amore contrario.

La giornata si è conclusa con un momento di riflessione collettiva, in cui i partecipanti hanno avuto l’opportunità di condividere pensieri e emozioni, contribuendo a rafforzare il messaggio di impegno e solidarietà. L’incontro ha dimostrato come la comunità di Grottaferrata sia unita nella lotta contro la violenza di genere e nella promozione di una cultura del rispetto e dell’amore.

In conclusione, l’evento del 2 giugno 2025 a Grottaferrata ha rappresentato un momento significativo di riflessione e impegno civile, in cui la storia personale e il ricordo di Giulia Cecchettin, intriso di umanità dalle parole indimenticabili del papà, si è irradiato attraverso i toni misurati di un incontro denso di valore. Giulia, che con il suo sorriso ampio campeggia sulla copertina del libro, è la Giulia di tutti, diventata simbolo di speranza e cambiamento, fonte di ispirazione per le nuove generazioni che in effetti, ad onor del vero, erano presenti tra le file fitte del pubblico. Il lodevole progetto “BASTA…!” continua a portare avanti questo messaggio, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità e promuovere la cultura di rispetto e uguaglianza. Il Comune di Grottaferrata prosegue nel suo impegno lasciando aperta la “Casa di Giulia”, struttura di semiautonomia per donne vittime di violenza, inaugurata poco dopo l’omicidio della giovane Cecchettin, visitata dallo stesso padre Gino in forma privata. Questo luogo rappresenta un segno tangibile dell’impegno di Grottaferrata per una comunità più giusta e più umana.

 

Alessandra Battaglia

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2 comments

"Avevo gli occhi belli": un libro che spezza il silenzio e ci riguarda - Monolite Notizie. Il giornale online dei Monti Prenestini e Castelli Romani Giugno 25, 2025 - 11:05 pm

[…] presentato un incontro con il papa di Giulia Cecchettin, Gino, a Grottaferrata, il 2 giugno scorso (cliccando qui il videoservizio con le interviste). Storie come questa non devono mai più ripetersi e il nostro impegno deve essere massimo, […]

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“Provaci con me… Mai più sole!” – A Cave convegno coraggioso per rompere il silenzio e costruire protezione - Monolite Notizie. Il giornale online dei Monti Prenestini e Castelli Romani Novembre 26, 2025 - 8:47 pm

[…] libro “Cara Giulia”, lettera alla figlia uccisa barbaramente da Filippo Turetta – qui il videoservizio). Alessandra Battaglia porterà la prospettiva del mondo dell’informazione e della comunicazione, […]

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