Si è svolta il 27 agosto scorso in grande stile la cena celebrativa per i 50 anni di attività del Ristorante Monte Artemisio, Complesso Turistico Alberghiero e Ristorazione, nato lungo la Via dei Laghi, ai Castelli Romani, Velletri-Nemi, nel 1976. Da quell’anno tante sono le vite che hanno intrecciato esperienze e ricordi a questo luogo storico fino ad oggi: 2026. Sono trascorsi 50 anni, un numero che, in questo caso, è grande perchè esprime mezzo secolo di ristorazione, accoglienza e incontri nel cuore dei Castelli Romani ma sopratutto una duratira storia fatta di persone, famiglia e legame con il territorio. Pensando questo Monolite ha partecipato alla Festa, riflettendo sul fatto che alcuni luoghi, con il passare degli anni, finiscono per diventare qualcosa di più di un semplice ristorante, sono punto di riferimento nel nostro panorama visivo ed emozionale, diventano posti fisici che accumulano memorie di legami che ci hanno stretti per anni, luoghi geografici ma anche ambienti nei quali si incontrano generazioni, si festeggiano ricorrenze importanti e si conservano ricordi.
È questa la storia del Ristorante Park Hotel Monte Artemisio, che nel 2026 celebra un traguardo importante: cinquant’anni di attività, anniversario che non rappresenta soltanto una data sul calendario, ma racconta mezzo secolo di lavoro, cambiamenti, sacrifici e soddisfazioni. Una storia iniziata nel 1976 e cresciuta come il suo spazio verde nel tempo, avvolto in uno degli scenari più caratteristici dei Castelli Romani. La struttura è oggi conosciuta come Ristorante Monte Artemisio e si trova in Via dei Laghi, a breve distanza da Nemi, vicinissimo a Velletri e agli altri Castelli, tra gli ospiti istituzionali e le tante autorità, anche il Sindaco di Nemi Alberto Bertucci assieme alla star del cinema Franco Nero, eccezionale interprete indimenticabile del ciclo western che è stato il padrino sotto i riflettori per tutta la serata. Autentica icona del cinema italiano e internazionale, Franco Nero, nato nel 1941, ha costruito in oltre sessant’anni di carriera un percorso straordinario, passando dal western all’italiana ai grandi film d’autore e alle produzioni internazionali. La sua consacrazione è arrivata nel 1966 con Django di Sergio Corbucci, personaggio che lo ha reso celebre in tutto il mondo, ma la sua carriera è andata molto oltre quel ruolo: ha lavorato con registi come John Huston, Luis Buñuel, Rainer Werner Fassbinder e Damiano Damiani, conquistando anche un David di Donatello come miglior attore protagonista per Il giorno della civetta. La sua presenza al Monte Artemisio assume quindi un significato che va oltre quello di un semplice ospite d’eccezione. In una serata dedicata a cinquant’anni di storia, avere accanto un protagonista che da oltre mezzo secolo appartiene alla storia del cinema significa aggiungere alla festa un’altra importante pagina di memoria, cultura e spettacolo. Franco Nero, con la sua lunga esperienza e il suo legame con il cinema italiano e internazionale, ha impreziosito una celebrazione già speciale, portando con sé il fascino di una carriera che ha attraversato generazioni e confini. Ed è forse proprio questo il valore più bello della sua partecipazione: cinquant’anni di Monte Artemisio hanno incontrato oltre sessant’anni di cinema, in una serata nella quale la storia di un luogo del territorio si è intrecciata con quella di uno degli interpreti più riconoscibili e apprezzati del nostro cinema. La sua generosa presenza, che ha dato disponibilità per incontrare gli altri ospiti, è particolarmente significativa in una celebrazione che ha voluto unire memoria, amicizia e territorio.
Tra i presenti il deputato Luciano Ciocchetti, il senatore Marco Silvestroni, la consigliera regionale Edy Palazzi, il citato sindaco di Nemi Alberto Bertucci e la vicesindaca di Velletri Chiara Ercoli. Presenze diverse, ma unite dalla volontà di rendere omaggio a un’attività che da cinquant’anni fa parte della storia economica e sociale di questa zona. Hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, amici, familiari e persone che nel corso degli anni hanno avuto un rapporto con la struttura.
Accanto a volti noti di Settima Arte e TV anche Vincenzo Santaniello, tanto per rimanere nei super cult del genere western firmati da Sergio Leone, Enzo, come lo chiamano affettuosamente nel cinema. Impossibile elencare tutte le personalità intervenute oltre ad una rappresentanza dei media. Non è mancato neppure un momento artistico: Francesco Rosci, amico della famiglia e volto della trasmissione Rai BellaMa’, ha dedicato al Monte Artemisio alcuni versi, contribuendo a rendere ancora più personale e particolare il momento celebrativo. Alla festa hanno preso parte anche diversi rappresentanti delle istituzioni, a testimonianza del rapporto che negli anni si è sviluppato tra la struttura e il territorio dei Castelli Romani.
Atmosfera da grandi eventi e cura ai particolari hanno accolto un gran numero di ospiti per festeggiare, ancora una volta a tavola, cinquant’anni vissuti tra tavoli, famiglie e territorio. Per un’attività di ristorazione arrivare a mezzo secolo significa aver attraversato epoche completamente diverse. Sono cambiate le abitudini delle persone, il modo di viaggiare, le mode della cucina e anche il modo di festeggiare. Il Monte Artemisio, però, ha continuato a rappresentare nel tempo un luogo legato soprattutto alle occasioni da ricordare: matrimoni, anniversari, compleanni, comunioni e tante altre celebrazioni familiari. Una continuità che trova le proprie radici nella dimensione familiare dell’attività e nel rapporto costruito negli anni con una clientela proveniente non soltanto dai comuni vicini, ma da un territorio molto più ampio.
E proprio il territorio rappresenta uno degli elementi che rendono particolare questa storia. Il ristorante sorge infatti in un contesto immerso nel verde alle pendici del Monte Artemisio.
A raccontare il significato di questo anniversario è stato, visibilmente emozionato, ma anche giustamente orgoglioso, il titolare signor Stefano Monti, che ha saputo dedicare un saluto a ciascun partecipante. La serata, tra deliziosie pietanze, musica ed intrattenimento, ha ripercorso le origini e le tappe principali di una storia costruita nel tempo dalla famiglia. Una storia che affonda le proprie radici in una scelta imprenditoriale compiuta mezzo secolo fa e che, anno dopo anno, ha trasformato il Monte Artemisio in una realtà conosciuta nel territorio.
In fondo, cinquant’anni di ristorazione non sono fatti soltanto di piatti, sale e ricevimenti; sono fatti soprattutto di persone. Ci sono gli imprenditori che hanno iniziato un’attività quando tutto era diverso, i collaboratori che hanno lavorato per anni dietro le quinte, i clienti che sono tornati più volte e magari hanno scelto lo stesso luogo prima per il proprio matrimonio e poi, molti anni dopo, per festeggiare quello dei figli. È proprio questa dimensione umana a trasformare un’attività commerciale in una presenza riconoscibile all’interno di una comunità. Anche le testimonianze pubbliche raccolte negli anni restituiscono l’immagine di una struttura utilizzata per numerose occasioni familiari e conviviali, confermando il ruolo che il Monte Artemisio ha avuto nel panorama della ristorazione e degli eventi dei Castelli Romani.
La celebrazione dei cinquant’anni rappresenta anche un nuovo punto di partenza. Dal 1976 sono passate generazioni, sono cambiati i gusti e sono cambiate le esigenze del pubblico. Quello che resta è il valore di una storia costruita giorno dopo giorno, un patrimonio fatto di ricordi, relazioni e identità. E mentre la torta dei cinquant’anni è stata tagliata e il brindisi ha chiuso la serata celebrativa, il significato più importante dell’anniversario resta forse proprio questo: aver costruito, nel corso di mezzo secolo, un luogo nel quale tante persone hanno avuto qualcosa da festeggiare e un ricordo da portare con sé. Cinquant’anni dopo quel 1976, il viaggio continua.
Foto di copertina di Luca Terrusa










