Quando il silenzio si carica di significato, ogni passo diventa un atto di cura verso una città, una storia che chiede di essere raccontata. Ed è così che Colleferro il 16 settembre 2025 ha accolto Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica italiana, chiamato ad attraversare il dolore e la speranza, nel quinto anniversario della morte di Willy Monteiro Duarte e in occasione del Novantesimo anniversario della Fondazione del Comune stesso, regalando una visita di duplice e profondo valore simbolico. L’occasione ha unito infatti il ricordo di Willy Monteiro Duarte, a cinque anni dalla sua scomparsa, e i 90 anni dalla nascita del Comune.
Accolto da cittadini, scuole e autorità, Mattarella ha reso omaggio alle vittime del lavoro e incontrato la famiglia di Willy.
Con parole toccanti, ha riaffermato l’impegno contro la violenza e l’importanza del rispetto e della memoria.
All’arrivo, in Piazza del Palazzo Morandi, Mattarella è stato ricevuto dal Sindaco Pierluigi Sanna, davanti all’Aula Consiliare e al Sacrario delle vittime dell’esplosione (in realtà furono due gli scoppi in fabbrica) del 1938. Il Presidente ha deposto una corona di fiori, nel silenzio solenne della comunità. Poi, accompagnato dal sindaco, ha incontrato privatamente la madre Lucia e la sorella Milena di Willy. All’uscita, nei cortili antistanti l’ex Direzione BPD (acronimo di Bombrini Parodi Delfino), centinaia di studenti, brandendo tricolori, lo hanno salutato. E infine l’incontro in Piazza Bianca, luogo simbolo della memoria intitolato a Willy Monteiro Duarte, dove era presente il Prefetto Lamberto Giannini, una moltitudine di sindaci dei comuni vicini, autorità e cittadini accorsi anche dai territori viciniori.
Quando tocca al Sindaco Pierluigi Sanna, la voce si carica di emozione e di responsabilità.
«La sua visita (Presidente Sergio Mattarella-n.d.r.) ha determinato nella nostra comunità una forte emozione (…) quei caduti (…) rappresentano il nostro testamento morale (…) Piemontesi, toscani, marchigiani, romagnoli, campani, pugliesi, siciliani, sardi arrivarono qui per lavorare (…) edificarono anche la città (…) comunità laboriosa, resiliente, libera (…) Ogni anno e da cinque anni ci ostiniamo a ricordare Willy (…) affinché nessuno dimentichi (…)» (…).
In un altro passaggio lo stesso Sindaco Sanna ha detto:
«Il nostro più grande tesoro è questa comunità… ricerchiamo esempi di onestà (…) non sermoni (…) i ragazzi imparino chi fu Willy Monteiro Duarte (…) scelgano la sua vita come modello valoriale (…)» (…).
È poi salita sul podio la madre di Willy, la signora Lucia, con una compostezza che ha attraversato il silenzio.
«È un grande onore per me, Signor Presidente (…) In questa piazza che porta il nome di nostro figlio (…) vogliamo che Willy sia ricordato non come un eroe, ma come un ragazzo semplice (…) Il messaggio che vogliamo mandare è quello di vivere la propria vita nella pace e nel rispetto, senza odio (…)» (…).
I suoi frammenti, interrotti dalla commozione, hanno raccolto applausi, silenzi, cuori che ascoltavano.
Quando infine il Presidente Mattarella è intervenuto ha dichiarato:
«Willy è un nostro ragazzo (…) ucciso da una violenza cieca (…) ricordiamo con affetto Willy (…) non dimentichiamo (…) l’indifferenza è negativa (…) la violenza si sconfigge con la solidarietà (…) I giovani meritano maggiore rispetto (…) la violenza non è forza ma debolezza (…) tra loro c’è Willy Monteiro Duarte (…) onorarlo significa costruire (…) un mondo dove l’amicizia sia fondamento della vita sociale» (…).
Le sue parole scorrevano tra memoria e impegno, richiamando ciascuno a prendere parte, non restare spettatori.
Il percorso del corteo istituzionale è continuato con la deposizione di un mazzo di fiori al monumento dedicato a Willy, quindi il Presidente si è diretto alla Biblioteca Comunale “Morandi”, dove ha incontrato studenti della facoltà di Infermieristica dell’Università “Tor Vergata”, accompagnati dal Rettore Nathan Levialdi Ghiron. Concluso l’ultimo passaggio, Mattarella ha salutato la città, lasciando dietro di sé un segno forte e la promessa che il ricordo non sarà mai un rituale vuoto. Il videoservizio di Monolite Notizie, con immagini esclusive di David Cardarelli e interviste inedite al Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna e ai Sindaci dei comuni vicini, restituisce la profondità di una giornata che non è stata solo istituzionale, ma sentita nel cuore della comunità.
Alessandra Battaglia
Nota
Si riporta per esteso di seguito l’intervento del Presidente della Repubblica Segio Mattarella in modo che i Lettori possano apprezzarli.Purtroppo ascoltare gli interventi da parte del pubblico non è risultato sempre agevole, questa condizione è risultata tale per effetto del sistema di amplificazione settato in base a specifiche indicazioni del Quirinale.
Intervento del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella:
«Signor Sindaco, Signora Duarte, è per me di grande valore il complesso dei significati di questa mattina: quello di rendere omaggio a questa città e alla sua grande tradizione del lavoro; quello di rammentare la strage della drammatica esplosione che ha provocato un immenso numero di vittime, cui abbiamo reso poc’anzi omaggio; e far memoria di Willy Monteiro Duarte. Willy è un nostro ragazzo, ucciso da una violenza cieca, insensata, brutale. Ucciso mentre cercava di difendere un amico, di placare gli animi, di evitare che si scatenasse una rissa. Voleva evitare la violenza, e la violenza, invece, è esplosa contro di lui. Ricordiamo con affetto Willy, insieme ai suoi familiari e insieme ai suoi amici. E non dimentichiamo. Siamo qui, nel quinto anniversario, appunto perché non vogliamo dimenticare. Fa bene Colleferro, con il suo Sindaco, a far memoria di Willy, a proporla all’attenzione dei giovani e della comunità con gesti e con eventi. La storia di una comunità è segnata da eventi felici e, purtroppo, da lutti, da lacerazioni. E anche da sacrifici che scuotono le coscienze. Willy è un italiano esemplare. Per questo è stato insignito, alla memoria, della medaglia d’oro al valor civile in riconoscimento del gesto di coraggio e di altruismo. A lui va il ricordo e il dolore di tutti gli italiani, feriti da tanto orrore. Non dimenticare vuol dire non essere indifferenti. L’indifferenza è negativa e spregevole come la violenza. L’indifferenza nasce dalla chiusura in sé stessi, dalla sfiducia, dalla rassegnazione. La violenza si sconfigge con la solidarietà, con le relazioni umane, con l’inclusione, con il dialogo, con la comprensione delle opinioni e delle esigenze degli altri. Ogni tempo, ogni civiltà è stata attraversata dalla violenza. Un peso, un freno sull’umanità. In ogni tempo la violenza si è manifestata in modi diversi. Dobbiamo guardare alla violenza del nostro tempo per contrastarla, per sconfiggerla. Nelle società del mondo di oggi ritorna la diffusione di un clima di avversione, di rancore, di reciproco rifiuto che spesso – come si legge nei recenti fatti di cronaca – sfocia nella violenza e giunge all’omicidio. Sui social – e non soltanto su di essi – vengono spesso amplificate parole di odio. Vengono accompagnate da narrazioni create per generare sfiducia, paura, risentimento, per provocare divisioni, conflitti, scontri. Vengono rifiutate la realtà, il rispetto delle opinioni, la critica civile, la responsabilità personale di ciascuno. Il diverso da sé stessi viene visto come un nemico, un nemico da combattere e da abbattere. Lungi dal considerare la diversità di opinione, di condizioni, una sfida all’approfondimento, si ritiene che l’altro debba essere annientato. La violenza rischia così di diventare ordinaria, banale; rischia di fare occultare il suo significato anti-umano e vi è chi arriva a farne ragione di vanto. I giovani meritano maggiore rispetto e richiedono grande attenzione. Dobbiamo offrire ai giovani un orizzonte di speranza, che contempli la possibilità di una personale realizzazione. Va ricordato ai giovani come agli adulti – e forse particolarmente agli adulti – che “la violenza non è forza ma debolezza”. Lo scrisse Benedetto Croce, ma questo principio vale sempre. Chi crede di affermarsi usando la violenza, facendo del male ad altri, cercando di sottomettere chi gli è vicino, è una persona destinata al fallimento. Un grande uomo di pace e di civiltà, come è stato Martin Luther King, ripeteva che “l’odio moltiplica l’odio e la violenza moltiplica la violenza”. Poc’anzi ha detto parole simili la Signora Duarte. È così, all’interno delle società e nel mondo, la pace, anche a livello internazionale, nasce da questo modo di pensare e di comportarsi. L’umanità celebra da sempre le persone che – con la loro vita, con i loro gesti – hanno diffuso senso di umanità, di giustizia, passione. Tra loro c’è Willy Monteiro Duarte. Onorare Willy significa – come indica la Giornata del Rispetto – costruire, a partire dalla realtà di ciascuno, dal quartiere di ciascuno, dalla scuola di ciascuno, un mondo dove l’amicizia non sia soltanto una relazione personale, ma, come Willy ha insegnato, sia fondamento della vita sociale».


