Home Attualità Quando il denaro vale più della vita: la riflessione del bimbo Alberto che fa male

Quando il denaro vale più della vita: la riflessione del bimbo Alberto che fa male

La tragedia di Crans-Montana, la libertà su cauzione e il dolore di chi non accetta l’ingiustizia

by Alessandra Battaglia

Le grandi tragedie non colpiscono solo chi le vive direttamente, ma attraversano confini, generazioni e coscienze. L’incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, costato la vita a decine di persone e causando oltre un centinaio di feriti, ha lasciato un segno profondo nell’opinione pubblica europea. Le indagini sono ancora in corso, ma la notizia della scarcerazione su cauzione del proprietario del locale ha acceso un dibattito acceso e doloroso sul rapporto tra giustizia, responsabilità e valore della vita umana.

Colpisce, in particolare, come questo evento abbia toccato anche i più giovani. Nelle scuole si è osservato un minuto di silenzio, segno che la memoria e il rispetto non hanno età. È proprio da qui che nasce il valore di queste riflessioni: quando un bambino si ferma, osserva il mondo degli adulti e pone domande scomode, significa che qualcosa ci sta interrogando tutti.

Le parole che seguono sono quelle di Alberto, 11 anni. Non sono solo lo sfogo di un ragazzo, ma una testimonianza autentica di come il dolore, l’ingiustizia e la compassione possano essere compresi anche da chi, spesso, pensiamo “troppo piccolo” per capire. Forse, invece, è proprio da sguardi come il suo che dovremmo ripartire.

Alessandra Battaglia

 

Amici di Monolite Notizie oggi ho capito che le nostre vite valgono veramente poco. La nostra società è governata dal dio denaro e nessuno lo può negare. Vi starete domandano il perché di questa riflessione e adesso Ve lo spiego. Il proprietario del locale andato a fuoco a Crans-Montana la notte di capodanno è stato scarcerato con chissà quanti soldi, la cosiddetta cauzione. Stavo comodamente seduto sul divano quando al telegiornale hanno dato questa notizia. Ma dico io come si fa?! 41 anime salite in cielo e 116 feriti. Quando leggerete questo articolo direte: – Ma a voi bambini non vi riguarda! Andate a giocare.

Il problema è proprio questo anche noi ragazzi e bambini siamo stati coinvolti in ambito scolastico con un minuto di silenzio in commemorazione delle vittime, della strage. Le emozioni negative che ho provato in quel momento erano indescrivibili. Ho pregato il mio Signore per tutti i ragazzi. Il problema è che i soldi non bastano per mettere tutto a posto. Purtroppo non torneranno dai loro genitori. La vita va vissuta, sembra una frase banale ma non lo è. Purtroppo esistono ingiustizie come questa. Si muore per negligenza e si rimane impuniti. Per me è un oltraggio, voi cosa ne pensate?

A voi, genitori dei ragazzi di Crans-Montana, vorrei dire che vi sono vicino con il cuore e sono dalla vostra parte.

Miei cari lettori Vi lascio un abbraccio.
Arrivederci e al prossimo articolo

Alberto Pulcini

You may also like

Leave a Comment