Home RubricheApprofondimenti La scuola di Tonino l’Invisibile, Gianni Rodari aveva già detto tutto

La scuola di Tonino l’Invisibile, Gianni Rodari aveva già detto tutto

Quando educare significa vedere davvero “A essere invisibili non c’è niente di bello.

by redazione

Arriva l’iniziativa che accoglie i giovani e si ispira alla storia di Tonino, il bambino della celebre favola di Gianni Rodari, desidera sparire. E il desiderio si avvera. All’inizio è libertà: niente interrogazioni, niente rimproveri, nessuno che lo richiami. Poi però arriva il silenzio degli altri. Nessuno lo ascolta più. Nessuno lo chiama. Nessuno lo vede. E allora la magia si incrina, perché diventare invisibili significa, in fondo, smettere di esistere per il mondo. Quella di Tonino non è solo una storia per bambini. È una metafora sottile e attuale.
Ci sono ragazzi che, senza incantesimi, rischiano ogni giorno di sentirsi così: fuori fuoco, ai margini, non riconosciuti. Succede nelle scuole, nei percorsi interrotti, nelle fragilità che non trovano parole. Succede quando manca qualcuno capace di dire: ti vedo.

È proprio da questa consapevolezza che nasce “La Scuola di Tonino l’Invisibile”, il progetto di Servizio Civile Universale che torna nel 2026 per la sua seconda edizione nei Centri Metropolitani di Formazione Professionale della Città Metropolitana di Roma Capitale. Un nome che non è casuale, ma dichiarazione di intenti. Perchè educare è rendere visibili. Il progetto, realizzato con Arci Servizio Civile, mette a disposizione 28 posti per giovani tra i 18 e i 28 anni, chiamati a vivere un anno dentro i centri di formazione professionale. Non solo supporto allo studio, ma presenza. Non solo attività, ma relazione. Laboratori, accompagnamento, iniziative educative: ogni gesto diventa un modo per restituire visibilità a chi rischia di perderla. Perché, come insegna Rodari, il problema non è scomparire, ma non essere riconosciuti.

E forse educare significa proprio questo: accorgersi degli altri prima che diventino invisibili. Il Servizio Civile, in questo contesto, non è solo esperienza formativa. È una scelta di campo. Significa entrare in contatto con storie reali, con difficoltà e possibilità, con quel confine sottile tra abbandono e riscatto. I volontari affiancheranno docenti e operatori nei centri di Acilia, Adriatico, Castel Fusano, Cave, Civitavecchia e Marino, contribuendo a costruire un ambiente educativo inclusivo. Un’occasione per chi vuole restare. Un anno, 1.145 ore complessive, un assegno mensile di 519,47 euro. Ma il valore più grande non è quantificabile. È l’esperienza di esserci. Una esperienza che esprime e trasmette il valore di essere visti. Gianni Rodari, con la sua leggerezza disarmante, ci lascia un’altra verità implicita:

“Quando nessuno ti vede, è come se non ci fossi.”

“La Scuola di Tonino l’Invisibile” prova a ribaltare questa logica. A dire che ogni ragazzo ha diritto a uno sguardo, a un nome, a uno spazio. In un tempo che spesso corre veloce e distrae, questo progetto rimette al centro qualcosa di essenziale: la relazione umana. Non si tratta solo di contrastare la dispersione scolastica. Si tratta di costruire comunità. E in una comunità vera, nessuno è invisibile.

Alessandra Battaglia

Riepilogo info
Progetto: La Scuola di Tonino l’Invisibile – Servizio Civile Universale 2026
Posti disponibili: 28 (di cui 8 riservati a giovani con minori opportunità)
Età: 18 – 28 anni

Durata: 12 mesi (1.145 ore)
Compenso: 519,47 € mensili

Sedi: Acilia, Adriatico, Castel Fusano, Cave, Civitavecchia, Marino
Promotori: Città Metropolitana di Roma Capitale + Arci Servizio Civile

Scadenza candidatura: 8 aprile 2026 ore 14:00
Accesso: piattaforma DOL con SPID o CIE

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