Con l’avvicinarsi del Premio Letterario Caffè Corretto – Città di Cave, in programma per giugno 2026, continua il nostro percorso di approfondimento dedicato ai libri selezionati per questa nuova edizione. Anche quest’anno Monolite Notiziesegue da vicino le attività dell’Associazione “Caffè Corretto”, una realtà composta da appassionati lettori – non necessariamente professionisti del settore – che, con competenza e dedizione, individuano una rosa di opere da sottoporre alla valutazione collettiva, fino alla scelta del titolo vincitore.
La cerimonia conclusiva, aperta gratuitamente al pubblico, si svolgerà nel suggestivo scenario del Chiostro di San Carlo a Cave, confermandosi come un appuntamento inclusivo e partecipato, rivolto non solo agli associati ma a tutti gli amanti della lettura.
In attesa dell’evento, grazie all’entusiasmo e alla sensibilità della giovane Giulia Velluti, proponiamo ai nostri lettori una serie di recensioni dedicate ai volumi in concorso, offrendo uno sguardo critico e appassionato sulle opere selezionate. La serata di premiazione sarà inoltre raccontata attraverso un videoreportage firmato da David Cardarelli, a testimonianza di un’iniziativa che continua a valorizzare la cultura e la condivisione: cliccando qui l’articolo con una panoramica completa in Videoservizio della scorsa edizione. mentre invece cliccando qui il brevissimo video che ne sintetizza l’atmosfera.L’iniziativa, sotto la costante egida del Comune di Cave, è realizzata per la 17esima volta dall’Associazione cluturale “Caffè Corretto” di Cave guidata da Claudia Manni e da Elena Pucci.
Recensione:
La cena delle anime
Maria Laura Berlinguer
“La cena delle anime” (HarperCollins, 2025), di Maria Laura Berlinguer, è un romanzo d’esordio che intreccia memoria familiare, tradizione e mito in una narrazione densa di racconti, profondamente radicata nella terra sarda.
Il titolo richiama l’antica tradizione sa chena pro sos mortos: la tavola imbandita per accogliere le anime dei defunti nella notte tra Ognissanti e il 2 novembre. È in questa dimensione sospesa, in cui il confine tra vivi e morti si fa sottile, che la storia prende forma, espandendosi in un continuo dialogo tra passato e presente.
Ambientato nel Meilogu, e più precisamente a Padria, il romanzo si apre con il ritorno di Iride Dessì nella sua terra d’origine, in occasione del funerale del padre. La permanenza nella casa di famiglia diventa per lei un percorso emotivo, innescato dal confronto con spazi carichi di vissuto. È tra quelle vecchie mura che Iride conosce la sua antenata Mimì Oppes, donna costretta a una mitezza apparente, ma animata da una segreta ribellione. È lì che, a partire da una vecchia fotografia e da confidenze quasi sussurrate da Tata, la protagonista incontra le ombre di un passato che ora rivendica il proprio diritto di essere ascoltato.
Spifferi, silenzi e oggetti antichi trasformano l’antica dimora in un luogo di rivelazione, dove il passato continua a respirare e a interrogare il presente, portando Iride a scoprire segreti troppo a lungo sepolti.
L’autrice colloca la vicenda in una Sardegna che non è soltanto sfondo geografico, ma presenza viva. Questo luogo custodisce tracce di civiltà antichissime. I nuraghi, i pozzi sacri e le domus de janas punteggiano il paesaggio, ricordando quanto l’isola sia stata da sempre un luogo di mistero e fascino. La Sardegna descritta dall’autrice si mostra come una terra complessa, sospesa tra tradizione e modernità, capace di condizionare la vita e le scelte di chi vi abita.
Al centro del romanzo si collocano temi universali: l’eredità familiare, il peso della memoria, il rapporto tra identità e appartenenza, ma anche la possibilità di sottrarsi a un destino già scritto. I personaggi sono spesso schiacciati da sistemi più grandi di loro, ma non per questo privi di una forza silenziosa, fatta di piccoli gesti di resistenza e di consapevolezza.
“La cena delle anime” è dunque più di un romanzo familiare: è un racconto intimo e insieme universale, che interroga il lettore sul legame tra passato e presente, offrendo una riflessione profonda su ciò che ereditiamo e su ciò che, nonostante tutto, possiamo ancora scegliere di diventare.
“Ogni famiglia ha i suoi segreti. Sono come fardelli. Qualcuno li porta nella tomba, altri rimangono sospesi, in attesa di essere svelati. E finché non lo sono le ombre non spariscono, non possono andarsene”.
Giulia Velluti

