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Inaugurazione impianto sportivo di Carpineto con il Ministro Abodi

Videoservizio dell'incontro, presente anche il Vicesindaco Metropolitano Sanna

da Alessandra Battaglia

Lo scorso 24 febbraio 2026 Carpineto Romano ha ospitato una importante tappa istituzionale con l’inaugurazione del rinnovato impianto sportivo del centro “Ludovico Galeotti”, evento che ha visto la straordinaria partecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, affiancato dalle principali autorità locali. Un milione e centomila euro concessi da Roma Città Metropolitana per realizzare in oltre trecento giorni di lavoro che hanno trasformato un investimento economico in un nuovo patrimonio socioeducativo e di aggregazione culturale. 

L’intervento, svolto alla presenza di una nutrita rappresentanza civica e istituzionale, ha voluto sottolineare l’importanza delle infrastrutture sportive come catalizzatori di sviluppo sociale e di inclusione collettiva nei piccoli borghi. Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco di Carpineto Romano, Stefano Cacciotti, promotore dell’iniziativa per la comunità locale, e il Vicesindaco metropolitano di Roma dott. Pierluigi Sanna, che ha rappresentato l’ente di area vasta coinvolto nella realizzazione degli interventi sul territorio.

Presenti anche altri amministratori, tra cui il Sindaco di Montelanico Sandro Onorati e il Sindaco di Segni, Silvano Moffa, a simboleggiare l’unità e la cooperazione tra i Comuni della zona per progetti condivisi di infrastrutturazione e qualità della vita. Diversi gli altri amministratori presenti accanto ad autorità civili, militari e religiose di un più ampio territorio.

L’opera, realizzata con risorse PNRR e interventi di riqualificazione complessivi, ha riguardato il campo da calcio a 11 con erba sintetica di ultima generazione, la sistemazione delle tribune e degli spogliatoi e l’efficientamento energetico complessivo. Un esempio concreto di come gli investimenti pubblici possano tradursi in servizi durevoli e funzionali per le comunità, soprattutto per le nuove generazioni.

Andrea Abodi (in foto accanto) è una figura istituzionale di rilievo nel panorama del Governo Italiano, ricoprendo dal 22 ottobre 2022 la carica di Ministro per lo Sport e i Giovani. Laureato in Economia e Commercio presso la LUISS, Abodi vanta una lunga esperienza manageriale e istituzionale nel mondo dello sport, iniziata alla fine degli anni ’80 con incarichi di responsabilità nel marketing sportivo e nella gestione di eventi. Il Ministro ha guidato in passato la Lega Nazionale Professionisti Serie B e ha svolto ruoli di consulenza e responsabilità in organizzazioni sportive e culturali di rilievo nazionale. Prima della nomina ministeriale è stato Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, banca sociale dedicata al finanziamento di infrastrutture sportive e culturali. Nel suo mandato governativo Abodi ha posto l’accento sulla promozione dello sport come strumento di inclusione sociale, sulla valorizzazione delle politiche giovanili e sulla modernizzazione delle strutture sportive italiane, lavorando con istituzioni centrali e locali per creare sinergie operative e strategie di lungo periodo.

L’arrivo del Ministro Andrea Abodi è preceduto dall’attesa trepidante di tantissimi carpinetani, molti in campo, tanti altri collocati sugli spalti nuovi. La scena è illuminata da una bellissima e calda giornata di sole. Si vede il discreto movimento della scorta ma, quando il Ministro Andrea Abodi scende dall’auto, l’atmosfera cambia subito registro. Nessuna distanza cerimoniale, nessun gesto trattenuto: lo sguardo è diretto, curioso, vivo. Davanti a lui il Sindaco Stefano Cacciotti e il Videsindaco di Roma città metropolitana Pierluigi Sanna. Presenti anche altri amministratori della compagine Cacciotti di Carpineto Romano e non solo, anche provenienti da comuni vicini. Nelle prime file Il Vicesindaco e Assessore alla Cultura di Carpineto Romano Emanuela Massicci, e gli Assessore Graziano Astri, Mauro Prosperi, l’Assessore ai Lavori Pubblici Mario Trombetti, insieme alle autorità militari (nel videoservizio di David Cardarelli per Monolite un’ampia panoramica degli esponenti istituzionali presenti per l’occasione).

Tutti arrivano in pochi passi a centro campo, attesi da una platea numerosissima di giovanissimi atleti — maglie colorate, tute sociali, stemmi cuciti sul petto come piccoli vessilli di appartenenza — rappresentanti delle tante realtà sportive del territorio. È a loro che si rivolge subito l’attenzione il Ministro Abodi. Quando prende la parola il suo discorso scorre, a braccio, fluido e diretto, trasforma il suo osservare in saluto, scegliendo il linguaggio semplice e concreto di chi conosce il campo, lo spogliatoio, l’attesa prima di una gara. Si percepisce che il suo mantener fede alla promessa di intervenire all’inaugurazione del campo sportivo di Carpineto Romano è un piacere che sente come atleta e come uomo che custodisce il significato dei valori sportivi, prima che nel suo autorevole ruolo di Ministro della Repubblica italiana. Con un calore familiare promette di tornare anche per la prossima importante occasione e nel tono con cui le sue parole ci arrivano ne percepiamo distintamente la volontà che, di nuovo, si trasformerà in una grande festa collettiva. Le parole del Ministro Abodi diventano presto dialogo.

Concluso il discorso, il Ministro si avvicina al pubblico, stringe mani, ascolta racconti, accetta di fare tutte le fotografie richieste, si ferma molto più del previsto. Non c’è fretta nei suoi gesti: dedica a ciascuno un frammento di tempo pieno, uno scambio vero, uno sguardo che resta. I ragazzi parlano, raccontano sogni e sacrifici, e lui annuisce, incoraggia, sorride. Attorno, gli adulti osservano con espressioni soddisfatte: non è una passerella, ma un incontro autentico tra un’autorità dello Stato e la gente comune.

In tantissimi si avvicinano per stringergli la mano, per scambiare poche parole sincere, per immortalare quell’istante in una foto. Smartphone sollevati, sorrisi emozionati, braccia che si allungano con rispetto. Il Ministro non si sottrae: partecipa a ogni scatto con disponibilità, sorridendo con naturalezza, chinandosi verso i più piccoli, posando accanto alle famiglie e agli allenatori. Ogni foto diventa un piccolo ricordo condiviso, un frammento di giornata destinato a restare.

Il campo, intanto, bellissimo con il suo nuovo abito confezionato alla perfezione come indicato dalle ultimissime combinazioni di tecnologia e rispetto per l’impatto sull’ambiente, sembra respirare insieme ai presenti. Sorge in una posizione privilegiata, abbracciato dai boschi che scendono morbidi lungo le colline e si aprono in vallate luminose. Intorno, il paesaggio disegna una cornice bucolica fatta di profumi di terra e resina, di erbe selvatiche accarezzate dal vento, di colori variopinti che si rincorrono tra il verde intenso degli alberi e le sfumature dorate dei prati. È una grande distesa panoramica affacciata su Carpineto Romano, un balcone naturale dove lo sport incontra la bellezza. In quel contesto paesaggistico eccezionale, il rettangolo di gioco non è soltanto un impianto sportivo: diventa un luogo dell’anima, sospeso tra il silenzio della natura e l’energia vibrante dei giovani atleti.

Poi arriva un ulteriore momento simbolico fuori programma. Sul campo appena inaugurato, sotto un sole limpido che accende l’erba sintetica di riflessi smeraldo, il pallone viene sistemato sul dischetto. Ma davanti alla porta non c’è un solo portiere: ce ne sono tanti. Una piccola barriera di bambini in divisa, guanti troppo grandi per mani ancora minute, si dispone sorridendo tra i pali. Si guardano complici, qualcuno salta sul posto per scaldarsi, altri stringono i pugni con aria concentrata. Sono pronti a parare il calcio di rigore “firmato” dal Ministro.

Abodi sistema l’abito impeccabile con un gesto rapido, quasi a volerlo mettere tra parentesi. Parte qualche battuta, un mormorio che cresce, e quando prende la rincorsa il tempo sembra contrarsi in un istante sospeso. Il tiro è deciso e consapevole. I piccoli portieri si tuffano in un intreccio di braccia e risate, la rete, lateralmente, si gonfia, e il campo esplode in un boato di applausi che si disperde tra i boschi e ritorna come un’eco festosa dalle vallate.

Più ancora del gol, restano impressi gli occhi dei ragazzi: brillano di entusiasmo, di identificazione, di orgoglio. In quell’attimo non vedono soltanto il Ministro; vedono uno di loro. Dietro la compostezza istituzionale, dietro l’abito scuro perfettamente stirato, emerge lo sportivo senza età, capace di condividere il gioco prima ancora del ruolo.

I piccoli prendono a tirare quel pallone appena giocato dall’ospite d’onore che, all’improvviso, gli ritorna al piede con un lampo. Sorriso del Ministro che forse vorrebbe continuare la partita ma, dopo un secondo, viene accerchiato da un nuovo capannello in fila per incontrarlo a tu per tu. E forse è proprio in quella porta affollata di sogni, in quella distesa panoramica che abbraccia il paese, che si compie il senso più profondo della giornata: lo sport come ponte, come linguaggio comune, come spazio in cui le distanze si accorciano e le istituzioni tornano a camminare accanto alle persone.

Dopo il tempo dedicato a ciascuno, dopo l’incontro con diverse realtà impegnate nel sociale con risultati apprezzabili, mentre il pubblico si avvia alla degustazione offerta con la famosa “Ciammella di Carpineto” (di cui Monolite ha seguito anche la Sagra, qui il nostro Reportage), il Ministro concede altro tempo. La visita prosegue anche all’interno della struttura. Il Ministro Abodi viene accompagnato negli spogliatoi rinnovati, ambienti luminosi e funzionali, simbolo concreto di un investimento pensato per durare nel tempo. Si apre la porta dello spogliatoio femminile: un passaggio che non è soltanto logistico ma culturale. Qui lo sport non avrà confini di genere. Sarà uno spazio aperto a bambine, ragazze e donne, non soltanto all’altro sesso. Un segnale chiaro di inclusione, di pari opportunità, di futuro condiviso.

Esprimendo anche visivamente un momento di forte coesione istituzionale, la cerimonia di inaugurazione, sotto un meraviglioso sole, ha ribadito la centralità del lavoro in rete tra enti governativi e amministrazioni locali. Il Sindaco Stefano Cacciotti, impegnato sulla promozione dello sport giovanile e della sicurezza delle strutture comunali, ha sottolineato come l’investimento rappresenti un messaggio positivo per il futuro della comunità. Allo stesso modo il Vicesindaco Sanna, in rappresentanza della Città Metropolitana di Roma Capitale, ha evidenziato l’importanza di sostenere i comuni più piccoli attraverso piani di finanziamento che riducano il divario infrastrutturale.

Mentre scende il sole sull’impianto e l’atmosfera si fa più fresca, ci scalda il ricordo, tra i vari passaggi significativi che abbiamo colto, delle parole del Sindaco Stefano Cacciotti -raggiante per il traguardo conquistato. Ripensiamo al suo sottolineare che la struttura ora riqualificata è volentieri a disposizione anche di tutti coloro che hanno sinora ospitato gli sportivi e le sportive di Carpineto Romano nei loro impianti.

Sport e condivisione sono un binomio perfetto, un matrimonio naturale tra corpo, mente e comunità. È questa l’idea che emerge con chiarezza dalle parole del Primo Cittadino Cacciotti, quando ha raccontato al pubblico la scelta alla base dell’iniziale fase di progettazione del rinnovato impianto sportivo: se investire sulla cultura o sullo sport. La sua risposta non lascia spazio a dubbi: lo sport, sostiene, non è solo gioco, ma linguaggio universale, scuola di disciplina, palestra di vita e strumento di coesione sociale. Noi condividiamo pienamente questa visione, convinti che ogni campo, ogni pallone e ogni tuffo tra i pali porti con sé un messaggio forte e positivo. Il 24 febbraio 2026, Carpineto Romano ha vissuto questo messaggio in prima persona. L’arrivo del Ministro Andrea Abodi è stato un momento solenne e al tempo stesso immediatamente umano. Nessuna distanza da protocollo: sceso dall’auto, ha sorriso, e la sua presenza è diventata presto dialogo.

Le parole di apprezzamento e la presenza del Sindaco di Montelanico Sandro Onorati e del Sindaco di Segni, Silvano Moffa, hanno rafforzato l’idea di una visione condivisa per lo sviluppo del territorio. In sintesi, l’evento di Carpineto Romano oltre a rappresentare un momento di valore altamente celebrativo, è stato anche un’occasione per ribadire il ruolo chiave dello sport nella costruzione di comunità più coese e dinamiche, e per testimoniare l’impegno delle istituzioni nel supportare tali obiettivi anche nei contesti periferici del Paese.

Alessandra Battaglia

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