C’è un silenzio che pesa come piombo, mentre le immagini e le notizie che arrivano dalla Striscia di Gaza si fanno ogni giorno più insostenibili. A parlare non è solo l’umanità offesa, ma anche la coscienza giuridica di chi ha fatto del diritto uno strumento di giustizia, tutela e dignità. È con questo spirito che l’Associazione Nazionale Forense (ANF) rompe il silenzio e lancia un appello accorato che suona così alle nostre coscienze e non solo per chi si sente persona di legge ma per tutti coloro che sono animati da sentimenti di umanità: «A Gaza muore ogni giorno il diritto internazionale, sotto gli occhi del mondo». Questo, parafrasando le dichiarazioni, è il senso profondo di un messaggio che risuona con i nostri pensieri e scuote la coscienza collettiva, incitandola a domandare giustizia.
A prendere la parola è Giampaolo Di Marco, segretario generale dell’ANF, che in una dichiarazione netta afferma:
“Le notizie e le immagini che giungono dalla Striscia di Gaza sono ogni giorno più orribili e raccapriccianti. In un momento come questo, Anf pensa che nessuno possa più rimanere indifferente di fronte al disastro umanitario che si sta verificando nella striscia di Gaza”.
Nessuno può più permettersi il lusso dell’indifferenza. Non è solo uno sfogo, ma una presa di posizione chiara, etica e civile.
«”Noi come avvocati non possiamo rimanere insensibili a tutto quello che sta accadendo e alla sistematica e reiterata violazione del diritto internazionale che vediamo commettere ogni giorno davanti agli occhi di tutto il mondo”,
prosegue Di Marco, indicando come ciò che sta accadendo sia sotto gli occhi di tutti, ma il diritto tace e l’umanità sanguina.
Distruzione, macerie e morte seminata in una catastrofe umanitaria che sembra ripetersi ogni giorno ineluttabile tra l’indifferenza di un mondo che ama dirsi “civilizzato” ma si dimostra incivile se perde di vista i valori distintivi della autentica civiltà, quelli fondanti e veramente importanti, quelli connaturati al senso di umanità stessa. Il progresso -di nessun tipo- non è nulla senza rispetto.
Con le parole sopra riportate l’ANF sceglie di alzare la voce contro la disumanizzazione del conflitto, per unirsi al coro – sempre più urgente – di chi chiede un immediato cessate il fuoco, un passo che oggi più che mai rappresenta non solo un’istanza politica, ma una necessità morale.
L’appello si rivolge direttamente alle istituzioni italiane ed europee. L’ANF desidera:
“unire la sua voce a quella di tutti coloro che auspicano un immediato cessate il fuoco e chiede che le autorità politiche italiane e dell’Unione Europea adottino ogni iniziativa idonea a impedire la prosecuzione delle violenze e dei massacri in atto”.
Si domanda insomma rivolgendosi direttamente alle autorità politiche italiane e all’Unione Europea di adottare ogni iniziativa concreta e urgente per impedire la prosecuzione delle violenze e dei massacri in atto.
Non si tratta solo di una questione giuridica. È la voce della giustizia che reclama ascolto. Perché il diritto, quando è davvero tale, non può ignorare il dolore dell’umanità. E se tace, non è più diritto. È solo complice silenzio.
Alessandra Battaglia

