Sabato 21 giugno, alle ore 18:00, presso il suggestivo Granaio Borghese di Artena, si è svolta la presentazione della prima raccolta di poesie di Alina Bucci, “Femminile, Poesie”. L’evento, inserito nel calendario degli Incontri di Primavera promossi dal Comune di Artena, ha offerto al pubblico un intenso “Colloquio con l’Autrice”. Un momento speciale in cui la giovane ha condiviso con emozione la sua visione dell’amore e del dolore, in versi di grande profondità e forza espressiva. All’evento erano presenti, tra gli altri, l’Assessore alla Cultura Sofia Fiorellini, che ha elogiato con ammirazione la maturità emotiva e stilistica di Alina, applaudendo la sua capacità di rendere universale il personale. La sala, curata in ogni dettaglio dalla poetessa, ha rispecchiato la sua anima: un bouquet di colori e profumi scelti con lei, segno di un gusto raffinato, che dà voce alla sua visione.
Nel cuore antico di Artena, tra i riflessi caldi del pomeriggio estivo e una sala addobbata da fiori ed accessori scelti con mano delicata, ha preso vita la presentazione della prima raccolta di poesie di Alina Bucci, diciotto anni appena compiuti. Nel presentatasi al pubblico come una divoratrice di libri, Alina ha rivelato una personalità che va oltre l’ordinario: non è solo una moderna ragazza, ma sembra appartenere a un’altra epoca o a un’altra civiltà, dove la passione per la letteratura era al centro della vita quotidiana e la fame di conoscenza era una esigenza.
Primogenita di quattro sorelle e di un fratellino, Amedeo, arrivato da un anno, la ragazza mostra il suo lato da poetessa che si afferma nei verso della raccolta “Femminile. Poesie” – presentata con successo in precedenza già a Gavignano (cliccando qui il videoservizio di Monolite durante Poesie nel Borgo Junior) e a Palestrina, presso la Fondazione Giovanni Pierluigi (cliccando qui il videoservizio durante il vernissage di Le figure femminili tra arte e poesia).
Per Alina sembra che scrivere sia un atto di guarigione: un linguaggio viscerale, sanguinoso eppure sorprendentemente consolatorio. Le metafore crude e i baci al vetriolo trasformano il dolore in arte, offrendo una nuova forma di bellezza nell’incontro tra amore e sofferenza.
A questa esperienza si aggiunge un nuovo capitolo nel suo percorso: Alina ha cominciato a muovere i primi passi nel giornalismo, affacciandosi al mondo delle redazioni con curiosità ardente. Ma cosa significa essere e diventare giornalista? Per chi intraprende questo cammino, vuol dire nutrire passione, perseveranza, onestà, saper scrivere con rigore e chiarezza, costruire relazioni, ascoltare il mondo e raccontarlo. Significa avere un cuore sempre sveglio, capace di cercare la verità – in fondo, “i migliori giornalisti sono prima di tutto studenti della vita, animati da una insaziabile curiosità”.
Alina, con la sua sensibilità profonda e la sua fame di parole, possiede già molte delle qualità richieste: scrive, legge, ascolta, osserva. Il giornalismo le offre ora un palcoscenico diverso, un terreno in cui coltivare la curiosità, affinare l’occhio critico, confrontarsi con i tempi reali della notizia. Richiede coraggio: quello di porre domande, di andare oltre la superficie, di tenere fede a un mestiere che chiede responsabilità, etica e rigore .
Così, in quell’angolo di Lazio, tra fiori e versi, ha preso forma la giovane figura di una ragazza fuori dal tempo, che passa con naturalezza tra la poesia e il mondo della narrazione giornalistica. Alina Bucci dimostra che la sensibilità più autentica può abitare i versi come può abitare le righe di un articolo, e che le storie – raccontate con cuore e mente – possono essere carezze taglienti, ferite che curano, parole che costruiscono ponti.
In lei, la letteratura trova un’alchimia nuova: fragile, impetuosa, moderna ma antica. Un inizio di viaggio che profuma di libro aperto, di cronaca, di bellezza indomita.
A questa esperienza si aggiunge un nuovo capitolo nel suo percorso: Alina ha cominciato a muovere i primi passi nel giornalismo, affacciandosi al mondo delle redazioni con curiosità ardente. Ma cosa significa essere e diventare giornalista? Vuol dire nutrire passione, perseveranza, onestà, saper scrivere con rigore e chiarezza, costruire relazioni, ascoltare il mondo e raccontarlo. Significa avere un cuore sempre sveglio, capace di cercare la verità e restituirla con lealtà e profondità.
Il videoservizio dedicato alla presentazione del libro restituisce proprio questo incanto: mostra i volti, i sorrisi, le parole emozionate di alcuni dei protagonisti, amici, lettori e sostenitori, che commentano con commozione il coronamento di un sogno. Un sogno che ha fatto tappa significativa nella sua città natale, Artena, e che per Alina rappresenta un traguardo importante e dal forte valore simbolico. Tornare con la propria voce là dove si è cresciuti, per donarla agli altri, è gesto raro e potente. Un ritorno, sì, ma anche una partenza.
Alina, con la sua sensibilità profonda e la sua fame di parole, possiede già molte delle qualità richieste: scrive, legge, ascolta, osserva. Il nostro giornale Il giornalismo le offre ora un palcoscenico diverso, un terreno in cui coltivare la curiosità, affinare l’occhio critico, confrontarsi con i tempi reali della notizia. Richiede coraggio: quello di porre domande, di andare oltre la superficie, di tenere fede a un mestiere che chiede responsabilità, etica e rigore.
In questo percorso fatto di parole scelte e mondi interiori tradotti in versi, si apre per Alina anche una nuova strada: quella verso il giornalismo. È Monolite ad offrirle la possibilità concreta di entrare in contatto con questo mondo vivo, dinamico, in cui la scrittura si misura ogni giorno con il presente. Una redazione, infatti, è molto più di uno spazio operativo: è un luogo dove si impara a guardare, a domandare, a raccontare con onestà. Ed è proprio in questo contesto, denso di stimoli e di realtà, che Alina sta iniziando a muovere i primi passi da osservatrice attenta, portando con sé la stessa profondità che anima la sua poesia. Per lei, il giornalismo non è solo un mestiere da scoprire, ma anche un’estensione naturale di quella sensibilità rara che già abita la sua scrittura.
È il nostro giornale ad offrirle l’opportunità preziosa di affacciarsi a questo universo vivo, dove la parola non solo racconta, ma costruisce legami, illumina storie, dà voce al presente. Entrare in redazione significa imparare a osservare con attenzione, a porre domande vere, a restituire la realtà con cura e responsabilità. Alina, con la sua sensibilità fuori dal comune, ha già iniziato a percorrere questo sentiero con passo curioso e rispettoso, portando con sé la profondità di chi vuole fare della scrittura la propria forma di realizzazione.
Con questa esperienza, desideriamo accoglierla non solo come giovane promessa, ma come nuova voce amica. Le redazioni di Monolite Notizie e del Giornale Roma Sud restano aperte – come finestre al sole – a chi porta luce, passione e voglia di raccontare.
Alessandra Battaglia


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[…] La giovane autrice racconterà come è nato il suo libro, il percorso che l’ha portata a scegliere la pubblicazione e le sue principali fonti di ispirazione: dagli autori che l’hanno guidata alla funzione che la scrittura ha assunto nella sua crescita personale. A condurre e moderare l’appuntamento il nostro direttore, la giornalista Alessandra Battaglia. Interverrà inoltre il sig. Marco Palone, zio di Alina Bucci stessa, appassionato di letteratura. L’appuntamento del 22 novembre 2025 rappresenta una preziosa occasione per incontrare una voce nuova e autentica del panorama giovanile, e per riflettere — attraverso la sensibilità di Alina — sul ruolo della poesia nel mondo contemporaneo e nella formazione delle nuove generazioni. Monolite Notizie ha avuto modo di seguire altre tappe della presentazione al pubblico della raccolta poetica scritta da Alina Bucci: cliccando qui il Videoservizio realizzato da David Cardarelli ad Artena, città natale dell’autric… […]