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Ciciliano: videoservizio W l’Italia, W S.Fracesco

Michele D’Andrea incanta la piazza, la Sabina Wind Orchestra e il M° Creux conquistano il pubblico

by redazione

Una mattinata indimenticabile di musica, storia, memoria e identità italiana ha concluso domenica 4 ottobre la rassegna “Ciciliano Estate 2026 – Le Piacevoli Notti”. In una gremita Piazza Sant’Anna, il concerto-spettacolo “Viva l’Italia, viva San Francesco!” ha regalato al pubblico un’esperienza culturale di grande intensità, grazie alla straordinaria capacità narrativa di Michele D’Andrea, alla splendida esecuzione della Sabina Wind Orchestra e alla direzione magistrale, brillante e coinvolgente del Maestro Fulvio Creux. Un finale applauditissimo che conclude in bellezza la ricca programmazione estiva di Ciciliano con un evento corale capace di coniugare rigore storico, qualità musicale, divertimento e partecipazione collettiva.

La deliziosa Piazza Sant’Anna si è trasformata in un autentico teatro a cielo aperto, accogliendo un pubblico numeroso e attento, pronto a lasciarsi accompagnare in un viaggio attraverso le vicende, i simboli e le figure che hanno contribuito a costruire l’identità italiana. Una conclusione riuscitissima per la rassegna estiva, che per mesi ha animato Ciciliano con appuntamenti dedicati alla cultura, alla musica e allo spettacolo, portando occasioni d’incontro direttamente nel cuore del borgo.

In prima fila hanno partecipato il sindaco di Ciciliano, Massimiliano Calore, e il parroco don Daniele Magini, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni ed a molteplici presenze in alta uniforme che hanno conferito alla ricorrenza un ulteriore carattere di solennità.

Michele D’Andrea, un Cicerone d’eccezione tra storia, curiosità e identità italiana ha ipnotizzato il numerosissimo pubblico grazie ad un avvincente racconto ad episodi (intermezzato da brani di una bellezza indimenticabili) di piccole storie, ricche di aneddoti e curiosità, che vanno accomporre la grande Storia d’Italia. Il vero filo conduttore della mattinata è stato Michele D’Andrea, storico, divulgatore e araldista, capace di trasformare il racconto della storia in un’esperienza viva, sorprendente e accessibile. Una affascinante e brillante guida che ha condotto gli spettatori attraverso epoche, personaggi, vicende e simboli, alternando competenza, ironia e un irresistibile talento affabulatorio. D’Andrea non si è limitato a raccontare: ha saputo incuriosire, divertire tutti sovvertendo luoghi comuni e “certezze” mandate a memoria “semplificando” magari troppo alcuni complessi accadimenti. Merito indiscusso di D’Andrea è, soprattutto, stimolare il desiderio di conoscere ed esplorare altre pieghe, più nascoste, della storia. Con una narrazione dinamica e ricca di aneddoti, ma anche di dati e fonti verificate, ha accompagnato il pubblico alla scoperta di aspetti spesso poco conosciuti della nostra storia, mettendo in discussione alcune convinzioni consolidate nella memoria collettiva e invitando gli ascoltatori a guardare con occhi nuovi ciò che credevano di sapere. Il suo stile, brillante e documentato, ha conquistato un pubblico intergenerazionale, dimostrando come la divulgazione storica possa essere rigorosa senza diventare accademica, profonda senza rinunciare alla leggerezza e coinvolgente senza perdere precisione. Le risate, le espressioni di sorpresa e l’attenzione costante dei presenti hanno accompagnato un percorso nel quale ogni curiosità diventava un’occasione per approfondire e ogni episodio storico contribuiva a comporre un mosaico più ampio della nostra identità nazionale. È proprio questa la forza di un divulgatore capace di tenere insieme conoscenza e intrattenimento: trasformare l’ascolto in partecipazione e lasciare al pubblico non soltanto informazioni, ma nuove domande, nuove prospettive e la voglia di continuare a scoprire.

La Sabina Wind Orchestra, dal canto suo -in tutti i sensi “sonoro” – si è resa protagonista di una prova musicale di grande livello nel saper dialogare con le parole di D’Andrea. Se è nato un matrimonio tanto riuscito quanto suggestivo, incorniciato dalle fronde degli alberi dorati dalla mattinata soleggiata. Protagonista di un’esecuzione di straordinaria qualità la formazione ha accompagnato il racconto con precisione, sensibilità interpretativa e una ricchezza sonora che ha conferito alla mattinata un’intensa dimensione musicale. Le esecuzioni, curate e suggestive, hanno saputo creare atmosfere, sottolineare i passaggi più significativi della narrazione e valorizzare il legame tra musica, memoria storica e sentimento collettivo. La qualità dell’ensemble si è manifestata nella coesione degli interpreti, nella nitidezza del suono e nella capacità di sostenere un dialogo continuo con la parola, senza mai ridursi a semplice accompagnamento.

A guidare l’Orchestra è stato il Maestro Fulvio Creux, direttore di riconosciuta esperienza, che ha confermato non soltanto la propria autorevolezza musicale, ma anche una notevole versatilità comunicativa. Professionale e rigoroso sul piano artistico, Creux ha saputo conquistare il pubblico anche con il suo lato più divertente e spontaneo, dimostrando come la competenza possa convivere felicemente con l’ironia e con la capacità di creare un rapporto diretto con gli spettatori. La sua direzione ha valorizzato ogni passaggio dello spettacolo, contribuendo a rendere armonico l’incontro fra narrazione e musica. Il risultato è stato un concerto-spettacolo di grande efficacia, nel quale la qualità dell’esecuzione e la vivacità del racconto si sono rafforzate reciprocamente, dando vita a una rappresentazione originale e coinvolgente.

Gli applausi ripetuti e calorosi hanno testimoniato l’apprezzamento del pubblico per una proposta artistica capace di unire professionalità, cultura e autentico piacere dell’ascolto.

La scelta di domenica 4 ottobre per l’appuntamento conclusivo non è stata casuale. La data coincide con la festa di San Francesco d’Assisi, figura centrale della spiritualità italiana e Patrono d’Italia, cui il titolo dello spettacolo ha reso esplicito omaggio. “Viva l’Italia, viva San Francesco!” ha intrecciato due dimensioni profondamente connesse: il racconto dell’identità nazionale e la memoria del Santo che, attraverso la semplicità, la pace, l’attenzione verso gli ultimi e l’amore per il creato, continua a parlare alla sensibilità contemporanea. Il percorso ha richiamato anche la straordinaria importanza di Francesco nella storia della lingua italiana. Con il Cantico delle creature, composto in volgare umbro e tradizionalmente considerato uno dei testi fondativi della letteratura italiana, il Santo ha contribuito a rendere la parola poetica accessibile al di fuori degli ambienti in cui dominava il latino. Un passaggio culturale di grande rilievo, che aiuta a comprendere come lingua, spiritualità e divulgazione abbiano partecipato, nel corso dei secoli, alla formazione di una coscienza condivisa. La figura francescana ha così offerto una chiave di lettura capace di collegare il passato al presente, ricordando che l’identità non è soltanto memoria delle origini, ma anche riconoscimento di valori da custodire e rinnovare.

Tra i momenti più intensi della mattinata, destinato a rimanere impresso nella memoria dei presenti, c’è stato il finale dedicato all’Inno nazionale. Dopo aver accompagnato il pubblico in un avvincente excursus storico, soffermandosi sul significato dell’Inno e sul progetto ideale di Goffredo Mameli, Michele D’Andrea ha introdotto il momento conclusivo mentre il Maestro Fulvio Creux guidava la Sabina Wind Orchestra nell’esecuzione del Canto degli Italiani. A quel punto, lo spettacolo si è trasformato in un’esperienza collettiva: le voci degli spettatori si sono unite alla musica, coinvolgendo l’intera piazza in un canto corale carico di emozione e senso di appartenenza. Un brivido condiviso ha attraversato il pubblico, suggellando il percorso con un’immagine potente: la cultura che diventa partecipazione, la memoria che si fa voce e la musica che riesce a riunire persone diverse intorno a un patrimonio comune. Non soltanto un finale suggestivo, dunque, ma la sintesi più efficace dello spirito dell’iniziativa. L’Inno, raccontato nella sua storia e restituito alla comunità attraverso l’esecuzione musicale, ha assunto il valore di un momento di consapevolezza collettiva, nel quale emozione e conoscenza si sono incontrate. Una illustrazione del significato del nostro Inno d’Italia che , chi scrive, assieme alla gremita piazza, ha avuto modo di apprezzare tramite la illuminante spiegazione fornita da D’Andrea a cui deve essere attribuito il merito di divulgatore capace di conquistare con traboccante passione coloro che lo ascoltano.

Anche la scelta della location ha contribuito in maniera determinante alla riuscita dell’evento. Piazza Sant’Anna, con il suo carattere raccolto, gli alberi maestosi, gli spazi aperti e il panorama che abbraccia il borgo, ha offerto una cornice suggestiva e accogliente. Racchiudere lo spettacolo nei confini di uno spazio chiuso non avrebbe riscosso così tanto successo: la piazza stessa si è trasformata in un grande palcoscenico naturale, nel quale il paesaggio, l’architettura e la presenza della comunità hanno partecipato alla costruzione dell’atmosfera. La grande scacchiera, elemento caratteristico dell’ultimo angolo dello spazio, e le sedute disposte sotto l’ombra degli alberi hanno contribuito a creare un ambiente familiare, dove chi desiderava si prendeva una pausa o tornava ad ascoltare con concentrazione, il tutto in un andirivieni libero che ha accontentato tutti, senza rinunciare alla solennità della ricorrenza. Un contesto nel quale la cultura è uscita dai luoghi convenzionali per incontrare direttamente cittadini e visitatori, rendendo lo spettacolo parte integrante della vita del piccolo paese. È questa, a parere di chi scrive, una delle qualità più significative delle manifestazioni capaci di valorizzare i territori: trasformare gli spazi quotidiani in luoghi di esperienza condivisa, rafforzando il legame fra comunità, patrimonio culturale e identità locale.

Con “Viva l’Italia, viva San Francesco!” si è conclusa la rassegna “Ciciliano Estate 2026 – Le Piacevoli Notti”, che nel corso della stagione ha proposto appuntamenti dedicati alla cultura e allo spettacolo, contribuendo ad animare il paese e a promuoverne le risorse. Il successo della mattinata ha restituito un’immagine particolarmente significativa della comunità: una piazza gremita, un pubblico partecipe, artisti di grande livello e una proposta culturale capace di parlare a persone di età e sensibilità differenti.

La presenza del sindaco Massimiliano Calore, di don Daniele Magini e delle rappresentanze istituzionali ha sottolineato il valore dell’appuntamento per la vita cittadina. Fondamentale anche il contributo della Protezione Civile di Ciciliano e della Pro Loco di Ciciliano, le cui attività di collaborazione e supporto hanno concorso alla buona riuscita dell’iniziativa.

C’è qualcosa di particolarmente suggestivo nel fatto che una rassegna chiamata “Le Piacevoli Notti”, nata per accompagnare le sere d’estate, abbia scelto di salutare il pubblico in una mattinata autunnale, proprio nel giorno dedicato a San Francesco. Una conclusione che ha unito musica, storia, spiritualità e memoria, affidando alla cultura il compito di raccontare le radici del Paese e di rinnovarne il significato nel presente. Il bilancio è quello di un grande successo: Michele D’Andrea ha incantato con il suo racconto, la Sabina Wind Orchestra ha emozionato con un’esecuzione impeccabile e il Maestro Fulvio Creux ha diretto con maestria, professionalità e simpatia. Il pubblico ha risposto con applausi convinti e prolungati, tributando agli interpreti un riconoscimento che è stato anche un omaggio alla bellezza della storia e della musica condivise.

Un autentico dulcis in fundo per l’estate culturale di Ciciliano: una mattinata da ricordare, nella quale il divertimento si è intrecciato con la conoscenza e l’emozione ha trovato voce nella musica. Perché custodire la memoria non significa soltanto guardare al passato, ma riconoscere ciò che ci unisce e continuare a trasmetterlo, con consapevolezza e partecipazione, alle generazioni future.

Alessandra Battaglia

 

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