domenica , 1 Agosto 2021

Mostra del padre del fotogiornalismo, Porry Pastorel, già sindaco di Castel S. Pietro

A Palazzo Braschi è allestita una grande mostra fotografica e multimediale che ci racconta come è nata, in Italia, l’arte della notizia per immagini, quindi ci mostra il nascere e l’evolversi  del nostro modo più comune con cui quotidianamente ci aggiorniamo e conosciamo l’attualità che ci circonda. Protagonista Adolfo Porry Pastorel, pioniere dell’immagine politica, della società e del costume che cambiò il modo di guardare le notizie.

Quando parliamo di attualità, di ultim’ora, di inchieste e testimonianze su realtà scomode, e di gossip, scoop, retroscena, cronache nere o rosa, difficilmente sappiamo che questi termini per noi scontati hanno in realtà origini e atti di nascita ben più antichi di quanto immaginiamo.

Quanto è legato questo pioniere del fotogiornalismo al nostro territorio dei Monti Prenestini? Moltissimo. Per scoprirlo partiamo dall’ultima parte della mostra ci racconta la vita di Adolfo Porry Pastorel nel felice ritiro di Castel San Pietro Romano, borgo di cui diverrà sindaco e promotore per il cinema. Il suo incarico di Primo Cittadino del borgo castellano lo porterà a cambiare il destino del paesino “tutto scassato”.

Grazie alla prontezza geniale e all’amicizia con Vittorio De Sica ( in foto di copertina a destra rispetto a Pastorel), Porry Pastorel catturerà l’occasione per mostrare al mondo intero le bellezze di Castello, eternate in decine di film.

È infatti nel paesotto scassato che Pastorel consiglierà a Vittorio De Sica, protagonista del film con Gina Lollobrigida, di far girare “Pane, amore e fantasia”. Il successo epocale della pellicola farà tornare troupe per altri titoli celebri. Il ritratto insieme a De Sica racconta di un amore non secondario di Pastorel per il mezzo cinematografico, figlio della fotografia.

La mostra sarà ospitata fino al 24 ottobre 2021 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.

 “Adolfo Porry-Pastorel – L’altro sguardo. Nascita del fotogiornalismo in Italia”. Così, sin dal titolo si sintetizza che l’evento espositivo regala la scoperta di un fotografo, giornalista, testimone di immenso talento, che ha forgiato un modo di raccontare il nostro tempo.

Si tratta della prima esposizione personale dedicata al ‘padre’ dei fotoreporter italiani, nonché al progenitore dei ‘paparazzi’. Il pioniere di un mestiere e un’arte grazie a cui da più di un secolo l’opinione pubblica vede ‘quello che succede’, fatti, avvenimenti, personaggi, partecipando alla vita sociale del Paese.

La mostra, a cura di Enrico Menduni, è promossa, ideata e organizzata da Istituto Luce Cinecittà con Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Archivi Farabola, Archivio Vania Colasanti, Fondazione di studi storici Filippo Turati. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

L’esposizione  regala a pubblico, appassionati e studiosi la visione di un artista che sia per attitudine personale, che per ragioni storiografiche non ha ancora avuto l’attenzione e il peso che la sua opera e la sua influenza meritano. Negli scatti dell’esposizione troviamo i primi passi di una comunicazione di massa, sviluppata nei quotidiani e nei periodici di grande tiratura degli anni Venti e Trenta, quella della fotografia che racconta autonomamente un fatto senza necessariamente bisogno dell’accompagnamento di un testo, che è diventata primaria nei nostri anni. Si pensi solo ai social media. E regala l’arte della notizia, della rapidità dell’informazione, del raccontare un evento mentre sta accadendo.

Infine, nel riportare a Roma un centro del reportage, mentre solitamente la si considera il luogo del servizio leggero, mondano e scandalistico dei paparazzi, l’esposizione salda il ruolo di un cronista a tutto tondo, che riesce a coprire tanto il piano del racconto politico e civile, quanto quello più popolare e di intrattenimento.

Pastorel diventa così un grande narratore del suo e del nostro tempo, agile, intuitivo, visionario, senza steccati di genere. Le sue foto, alcune delle quali hanno più di 100 anni, così eccentriche, brillanti, interessanti, corrispondono incredibilmente a quanto noi cerchiamo oggi dall’informazione globalizzata: rapidità, visione, incisività.

Le foto di Pastorel, antiche di decenni, risultano straordinariamente attuali, perché il canone della nostra attualità ha tra i suoi fondatori proprio questo meraviglioso reporter.

Completa il percorso espositivo una scelta di filmati storici dell’Archivio Luce, appositamente realizzati per la mostra, che danno il contesto storico e visuale degli anni di Pastorel.

E una preziosa collezione di documenti originali e oggetti appartenuti al fotografo. Tra questi spiccano una lettera di ‘segnalazione’ anonima di Pastorel come fotografo non gradito ad alcuni uffici del regime, una serie di album rilegati con fotografie selezionate da lui stesso, sia professionali che intime, e uno degli specchietti per signora usati come gadget pubblicitari.

Correda la mostra-evento un catalogo, edito da Electa e Luce-Cinecittà, che non si limita a illustrare iconograficamente con tutte le foto presenti in mostra l’opera di Porry-Pastorel, ma attraverso saggi e testimonianze rappresenta il primo studio organico sul fotografo e sulla stagione che vide la nascita del fotogiornalismo in Italia, e le analogie con il contesto europeo e americano. Curato come la mostra da Enrico Menduni, uno dei nostri massimi esperti di media, il volume raccoglie i testi di studiosi ed esperti di fotografia e della figura di Pastorel, un indice bibliografico e un fondamentale regesto delle foto.

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Circa Alessandra Battaglia

Per Alessandra scrivere è come respirare, naturale e necessario. Solare e perfettamente nel suo elemento davanti ad un pubblico reale o virtuale che sia, Alessandra ha avuto modo di condurre interviste, festival ed eventi culturali per stampa e TV fin dal 2000. Per molti anni ha curato il settore cultura di diversi giornali locali con incursioni sui nuovi media fino a quando insieme a Gianni e David hanno dato vita a Monolite Magazine che fonde le passioni del trio fotografia, video e scrittura.

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