Home Cultura e Spettacolo La battaglia della mente: “Psychomachia” al Museo Archeologico Nazionale di Palestrina

La battaglia della mente: “Psychomachia” al Museo Archeologico Nazionale di Palestrina

da redazione

Il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, situato nel suggestivo scenario di Piazza della Cortina, si rivela non solo come un luogo di conservazione del passato, ma anche come un vivido crocevia tra antichità e modernità. Questa connessione tra epoche è splendidamente rappresentata nella mostra attuale, “Psychomachia”, mostra inaugurata il 24 marzo che resterà aperta fino a domenica 12 maggio,  che offre un intrigante viaggio attraverso opere che incanalano il confronto tra vizi e virtù, un tema che affonda le sue radici nell’allegoria medievale ma che trova nuova vita nelle creazioni contemporanee di Alessandro Gianni.

PSICHOMACHIA OVVERO LA LOTTA DELLA MENTE

Il museo è uno dei luoghi che danno l’idea più elevata dell’uomo

secondo André Malraux.

Il titolo della mostra “Psychomachia” fa da ideale ponte tra un passato medievale e una contemporaneità ben rappresentata dalle opere di Alessandro Gianni, in mostra nella sala Tholos del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina.

Il titolo: Psychomachia, parola greca composta da   ψυχή anima e μάχη lotta è tratto da un’opera del poeta tardo-latino cristiano Aurelio Prudenzio Clemente. E’ un’opera di allegoria medievale che descrive il conflitto tra virtù e vizi come in una battaglia dell’Eneide di Virgilio.

E allora scorrendo lo sguardo sulle opere della modernità il nostro pensiero non può non soffermarsi sui diversi mosaici che racchiudono queste opere come a farne dei piccoli gioielli che ci parlano attraverso le figure e i materiali dell’opera dell’uomo attraverso il tempo.

Oggetti che mostrati dentro un museo archeologico danno maggiore risalto alle“rovine” che non sono altro che la punta di iceberg di ciò che ci viene restituito del passato.

Antico e moderno che si fondono in una parola: bellezza.

Manufatti che uniscono in un dialogo fra l’artista e la ceramicheria, l’idea e il suo farsi, dove le mani dell’artista attraverso la materialità della ceramica danno forma ad un pensiero che guarda ad un passato di “macerie” per trasformarlo nella materialità della forma del nostro presente.

Ed ecco allora che il titolo “psychomachia” rende bene quel conflitto che nel libro medievale era fra i vizi e le virtù mentre nell’opera moderna rappresenta il conflitto presente nel nostro subconscio e attraverso le mani dell’artista prende le forme di un’aquila, la stessa aquila che ritroviamo in un mosaico. Su tutto come nel libro medievale vigila, per proteggere gli esseriumani,  la Saggezza, in un tempio, e noi siamo dentro un tempio, quello della Dea Fortuna, dove  la Fede e la Concordia radunano le virtù mettendole in guardia sulle insidie della Discordia.

Con questa esperienza visuale prosegue il percorso iniziato sotto la direzione della direttrice De Angelis   che trasforma un patrimonio culturale del passato in un laboratorio di idee e di prodotti offrendo a chi guarda un’esperienza personale, emozionale e sensoriale diversificata tra passato e contemporaneità trasformando la “semplice” visita in un momento di educazione, di piacere e di riflessione.

Per molto tempo il museo è stato vissuto dai più come un luogo a parte, spazio frequentato da una élite culturale, un luogo di cui non si riconosceva l’importanza a livello di cultura di massa. Oggi il museo, e in particolare il MANP, viene visitato non solo per le opere che contiene ma anche per la magia del contenitore. Le opere di Alessandro Gianni vivono in continuo dialogo con gli affreschi della Sala Tholos, come quelle due aquile che si guardano e sembrano parlarsi.

E’ solo l’intelligenza e la capacità organizzativa di chi lo dirige se quel luogo si è trasformato in uno spazio accogliente e inclusivo per cercare di raggiungere coloro che non erano abituali frequentatori delle sue sale, cercando anche il coinvolgimento di associazioni culturali e artisti a cui offrire quegli spazi per un dialogo fra le diverse espressioni del pensiero umano.

La mostra “Psychomachia”, inaugurata il 24 marzo resterà aperta fino a domenica 12 maggio presso la sala Tholos del Museo Archeologico Nazionale di Palestrina,  Piazza della Cortina, 1 – 00036 Palestrina (RM).

 

Roberto Papa

Circolo Culturale Prenestino Roberto Simeoni Aps

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