lunedì , 26 Settembre 2022

la giuria del Festival Internazionale del Documentario di Roma presieduta da Bill Morrison

Grande attesa a Roma per il Festival Internazionale del Documentario! I direttori artistici della manifestazione, Christian Carmosino Mereu ed Emma Rossi Landi, hanno comunicato i nomi dei cinque componenti della giuria che assegnerà i premi  tra i dieci film in concorso. A presiedere la giuria sarà il regista newyorchese Bill Morrison, che terrà anche una masterclass nei giorni della manifestazione (info in dettaglio a breve sul sito ridf.it). Insieme a lui, i giurati saranno la montatrice del suono Daniela Bassani, il regista Gianfranco Pannone, la direttrice del Festival Internazionale del Cinema dei Diritti Umani di Buenos Aires Florencia Santucho e il critico Roberto Silvestri. La manifestazione, alla sua prima edizione, avrà luogo al Cinema delle Provincie dal 24 al 30 settembre.

Bill Morrison è stato definito “il poeta laureato dei film perduti” (New York Times, 21/9/2021), poiché spesso realizza film che riutilizzano immagini a lungo dimenticate. Ha presentato in anteprima lungometraggi documentari ai festival cinematografici di New York, Sundance, Telluride e Venezia. Morrison ha ricevuto una fellowship dal Guggenheim, l’Alpert Award e sovvenzioni alla produzione da Creative Capital, National Endowment for the Arts e Arté – La Lucarne. Ha avuto una retrospettiva al Museum of Modern Art nel 2014. Dawson City: Frozen Time (2016) è stato incluso nell’elenco dei migliori film dell’anno da oltre 100 critici ed è stato successivamente elencato come uno dei migliori film del decennio da Associated Press, Los Angeles Times e Vanity Fair, tra altri. Nel 2021 Morrison è diventato un membro del settore documentario dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences. Il suo lungometraggio più recente, The Village Detective: a song cycle (2021) è stato presentato in anteprima nordamericana al Telluride Film Festival del 2021 ed è stato distribuito da Kino Lorber nelle sale e in home video in Nord America.

Daniela Bassani (Milano, 1966), è una sound editor e sound designer italiana. Si laurea al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma in Montaggio ma sviluppa presto un particolare interesse e una speciale sensibilità per il rapporto tra suono e immagine. Per questa ragione, dal 1997, negli anni segnati dal rivoluzionario passaggio dall’analogico al digitale, si occupa quasi esclusivamente di postproduzione del suono. Da allora, ha collaborato a più di 150 tra film, serie tv, documentari e progetti audiovisivi con alcuni tra più importanti registi e registe italiani, tra cui Matteo Garrone, Gabriele Salvatores, Paolo Virzì, Alice Rohrwacher, Silvio Soldini, Leonardo Di Costanzo. E’ stata più volte candidata al David di Donatello (tra gli altri per Ariaferma di Leonardo di Costanzo, Pinocchio di Matteo Garrone e La pazza gioia di Paolo Virzì), al Golden Reel Award (per Il capitale umano, di Virzì) . Nel 2014 ha vinto l’AITS Award per il film Last summer di Leonardo Guerra Seràgnoli. Si dedica da anni alla didattica, progettando e tenendo percorsi formativi per il “Centro Sperimentale di Cinematografia” di Roma (di cui e’ codirettrice artistica del corso di suono dal 2022), la “Zelig School of Documentary” di Bolzano e la “Gian Maria Volonté ” di Roma. Focus particolare dei suoi corsi è il tema dell’ascolto, come atto consapevole e sinestetico. Dal 2018, è la prima Montatrice del suono Italiana ad essere nominata membro della Giuria della Academy of Motion Picture Arts and Sciences (Oscar).

Gianfranco Pannone (Napoli 1963), dopo la laurea in Lettere moderne e il diploma in regia al Csc di Roma, realizza lungo più di trent’anni di attività film documentari lunghi e brevi, con i quali ottiene diversi riconoscimenti nazionali ed europei, tra i quali nel 2017 un Nastro d’argento speciale. Tra le sue opere Piccola America (1991), L’America a Roma (1998), Latina/Littoria (2001), Il sol dell’avvenire (2008), Sul vulcano (2014), L’esercito più piccolo del mondo (2015), Lascia stare i santi (2016), Mondo Za (2018), Scherza con i fanti (2019), Onde radicali (2021) e, in uscita, Via argine 310. Autore di un unico film di finzione, Io che amo solo te (2004), nonché regista impegnato anche in ambito teatrale, insegna regia al Master in Cinema e Televisione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e “Cinema del reale” al Csc di Roma. Il suo ultimo libro si intitola E’ reale? Guida empatica del cinedocumentarista ed è edito da Artdigiland.

Florencia Santucho è nata in Italia durante l’esilio dei suoi genitori dalla dittatura civico-militare argentina. Dopo aver lavorato in televisione a Roma, si è trasferita a Buenos Aires, dove ha studiato cinema all’IDAC, Instituto de Artes Cinematográficas de Avellaneda. Filmmaker, manager eco-culturale, produttrice, programmatrice di diversi festival e incontri cinematografici, è attualmente direttrice del Festival Internazionale del Cinema dei Diritti Umani (19 edizioni), del Festival Internazionale del Cinema Ambientale FINCA (6 edizioni) in Argentina e del FINCADH in Paraguay (5 edizioni) per conto dell’IMD, associazione di cui è vicepresidente. È membro dei consigli di amministrazione del Green Film Network dal 2017 e della Human Rights Film Network dal 2018. Specializzata in ecomanagement con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle produzioni audiovisive e degli eventi culturali, dal 2022 lavora per la Fremantle Italia come Green Manager.

Roberto Silvestri

 Giornalista, critico cinematografico del quotidiano “il manifesto” dal 1977 al 2012, direttore dell’inserto culturale Alias, conduttore del programma quotidiano di cinema “Hollywood Party” per Rai-Radio3, direttore di film festival (Rimini, Bellaria, Lecce, Sulmona, Shortfilm festival Venezia), ha fatto parte di giurie nazionali e internazionali. Ha collaborato con le Giornate del cinema africano di Perugia e ha fatto parte per 4 anni del comitato di selezione della Mostra di Venezia. Ha insegnato al Dams del Salento critica cinematografica. Ha pubblicato tra l’altro “Il film del secolo”, “Il CiottaSilvestri”, “Da Hollywood a Cartoonia”, “Macchine da presa” e “Bambole perverse”.

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