sabato , 31 Ottobre 2020

Arpino, Città di Cicerone

È conosciuta come la città di Marco Tullio Cicerone, possiede un’acropoli dove trovare l’unico Arco a sesto acuto di origine megalitica rimasto intatto in tutto il bacino del mediterraneo, custodisce i segreti della buona cucina ciociara ed ora la ricorderete come la città del Lazio con la bandiera arancione che avete preferito in questa estate 2020, benvenuti ad Arpino.

Il toponimo Arpino (ovvero Arpinum nei tempi classici) si pensa derivi dal fatto che il paese visto dall’alto presenta una forma che ricorderebbe quella di un’arpa. Marco Tullio Cicerone nacque nel 106 a.C. in territorio di Arpino, da famiglia equestre nella villa paterna alla confluenza del Liri col Fibreno e sempre si considerò un puro Arpinate, quasi continuatore del grande conterraneo Mario.

Arpino è uno dei centri più antichi della provincia di Frosinone. E’ dominata dall’Acropoli, il borgo fortificato della Civita Vecchia, nella quale si può ammirare una straordinaria porta ogivale con arco a sesto acuto e quasi metà dell’originale cinta muraria formata da blocchi di pietra ciclopiche definite, vista la loro forma geometrica, Mura Poligonali.

Viaggiare con gusto

Il vasto territorio arpinate ha dato i natali a uomini illustri quali Marco Tullio Cicerone e Giuseppe Cesari, il Cavalier d’Arpino, al quale si devono alcune opere pittoriche custodite nelle chiese cittadine e del quale è possibile visitare il Palazzo in via Cesari.

L’attrazione storico-archeologica più importante da visitare è senza dubbio la cosiddetta Acropoli o Civita Vecchia (in altri casi Civita Vecchia) a cui rimandiamo per maggiori approfondimenti sulle modalità di visita. A distanza di qualche km si consiglia la visita alle Cascate del Fiume Liri presso Isola del Liri (6 km da Arpino), il Lago di Posta Fibreno protetto da una riserva naturale (circa 19 km da Arpino) e il Castello di Vicalvi vicino al paese omonimo (circa 18 km da Arpino) a cui rimandiamo per ulteriori informazioni su come visitarlo.
Da vedere, infine, è il Castello di Monte San Giovanni Campano (circa 20 km) uno dei manieri più interessanti della Ciociaria.

La cucina tipica è davvero un ulteriore punto forte di Arpino; il piatto imperdibile sono le “sagne e fagioli“, in bianco o con il sugo. Molto apprezzate sono anche le carni locali e i dolci della tradizione. Il prodotto tipico è certamente l’olio extra vergine d’oliva.

Le Sagne vengono preparate con condimento di salsa a base di fagioli cannellini, pomodoro e cotenna o anche senza pomodoro e con aggiunta di asparagi selvatici. Un tempo piatto povero, oggi diventa spesso alimento ricercato. Se ben eseguito è un piatto indimenticabile!

Prodotti di ArpinoLe “ciammaruche” (lumache al sugo); i piccioni ripieni al forno; i “pellastre” (polli) arricchiscono la tavola dell’’ arpinate.

Tra le carni il capretto da latte, tipico delle festività pasquali, è eccellente per la qualità delle sue tenerissime carni. Oltre che al forno, viene lavorato in casseruola con odori e vino bianco; l’’agnello è di buona qualità specie nella versione “castrato” ed eseguito alla brace rappresenta una pietanza tipica e gustosa: un tempo piatto prelibato era la “capezzella” (la testa d’agnello); il pollame ha da sempre rappresentato il vero serbatoio alimentare di carni di queste genti.

Non è raro trovare anche nei locali di ristorazione polli ruspanti dalle carni consistenti e saporite. Vi consigliamo anche di provare, nella stagione più fredda, le salsicce di fegato di maiale, particolari perché aromatizzate con buccia d’’arancia e talvolta anche con pezzetti di mela.

La cucina arpinate ha anche una tradizione di pesce alle spalle. Le limpide acque del vicino fiume Fibreno ha offerto per secoli trote e gamberi di fiume. Squisitissimi !! E anche se oggi è più semplice trovarli d’allevamento, il metodo di esecuzione in cucina segue dettami antichi.

La PignaNella pasticceria Arpino certo non pecca e ogni evento ha il suo dolce: cecamarinicrustoleloffe di lupo (per il Carnevale), zeppole (per San Giuseppe), pigna (per la Pasqua), ciambelline al vinotorroncini di pasta reale e mostaccioli (per Natale).

Particolarmente interessante è la produzione di miele di castagno, millefiori e altri gusti da scoprire sul posto direttamente dai produttori.

I boschi circostanti sono ricchi di prodotti della terra; funghi porcini e tartufi. Possiamo tranquillamente dire, infine, che tutti i ristoratori di Arpino città e dintorni offrono piatti tipici locali.

La ristorazione agrituristica ha trovato qui terreno fertile e sa offrire, in più, il contatto diretto con la genuina gente di campagna con la quale, magari, intrattenersi sorseggiando un bicchiere di vino fresco di cantina, prodotto nei piccoli vigneti dei dintorni.

 

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Circa Gianni Alfonsi

Ciao, mi chiamo Gianni e sono un marito, un padre e un fotografo. Vivo a Roma, ma lavoro in Italia e all’estero. Amo dormire con le finestre aperte d’estate. Mi diverto a fare le buche in spiaggia, amo gli abiti vintage, ma non li indosserei mai, mi piace guardare la pioggia dietro la finestra. Il Reportage, il Teatro, e la fotografia di Matrimonio sono le mie grandi passioni. Sono affascinato dallo Story telling, dal reportage. Mi piace raccontare storie.

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