giovedì , 29 Ottobre 2020

Viaggiare gratis in cambio di poche ore di lavoro: cresce il Wwoofing

Stufa della propria vita in città, Sue Coppard decide di tornare alle origini e lavorare in campagna per un weekend (in cambio di vitto e alloggio). Ne nasce un movimento globale, il WWOOF, che mette in contatto volontari e aziende agricole.

A parlare è Sue Coppard, fondatrice del movimento WWOOF, nato ormai più di quaranta anni fa. Stanca della sua vita in ufficio e memore delle gite in campagna dallo zio, Coppard decide che almeno nel fine settimana ha bisogno di tornare alla terra. Ne nasce un movimento che oggi ha una portata globale.

Scopriamo la storia del wwooffing e come funziona (anche in Italia).

WWOOF: cos’è e come funziona

Partiamo intanto dal significato del nome WWOOF. Si tratta di un acronimo che sta per World Wide Opportunities on Organic Farms, opportunità in tutto il pianeta nelle fattorie/coltivazioni biologiche.

Il movimento ha l’obiettivo di mettere in contatto volontari da tutto il mondo e progetti rurali, dalle fattorie all’apicoltura. Come dice il nome stesso, si tratta di attività rurali che abbracciano i principi dell’agricoltura e dell’allevamento biologici.

Si tratta quindi di uno scambio: i volontari mettono a disposizione alcune ore della propria giornata, le aziende mettono a disposizione vitto (quasi sempre rigorosamente vegetariano) e alloggio (anche se a volte è necessario portarsi la tenda). Esistono anche aziende agricole che offrono uno stipendio: in Danimarca, per esempio, è possibile raccogliere fragole d’estate per 160 ore con uno stipendio di circa duemila euro.

Ai volontari non sono richieste competenze particolari. Le uniche caratteristiche richieste sono lo spirito di collaborazione e la propensione a imparare. Le attività in cui sono coinvolti sono le più svariate: dal giardinaggio alla cura degli animali, all’utilizzo di particolari erbe aromatiche fino alla raccolta di frutta e verdura.

Vista la natura del WWOOF, in genere sono i giovani, studenti e disoccupati, a partecipare. Non mancano però anche adulti, pensionati e intere famiglie.

Come nasce il Wwooffing

Come accennato, l’idea è di Sue Coppard che all’inizio degli anni ’70 comincia a essere stufa della sua vita in città. Ricorda di quando da ragazza visita la fattoria dello zio, durante le vacanze:

«Mio fratello e io, insieme a mio cugino Charles che viveva lì, ci scatenavamo correndo per i campi e i boschi. Ho sempre sentito il desiderio di tornarci», ha raccontato Coppard al Guardian.

La sua vita a Londra è frustrante: vive in una grande città e lavora come segretaria. Sente quindi il “bisogno disperato” di scappare in campagna, almeno di tanto in tanto. Si attacca quindi al telefono e comincia a cercare fattorie o aziende agricole disposte a ospitarla. Ne trova una nell’East Sussex, Caplehurst Farm, disposta ad accettare “lavoratori di città, senza competenze, ma volenterosi”, in cambio di vitto e alloggio.

È il 1971 e Coppard oggi riconosce che non si aspettava minimamente di aver dato il via a un movimento globale. Ecco perché ha scelto un nome forse non molto orecchiabile come WWOOF per descrivere la sua attività. Da allora i principi che guidano l’organizzazione sono sempre gli stessi: i volontari non hanno competenze specifiche, ma solo tanta volontà; le fattorie e le aziende agricole (rigorosamente bio) offrono in cambio vitto e alloggio, oltre alla possibilità di imparare qualcosa sul campo.

Coppard descrive oggi l’identikit di chi partecipa alle attività di WWOOF, un movimento diffuso in tutto il pianeta:

«Probabilmente, molti volontari sono come me agli inizi: disperatamente alla ricerca di un modo di tornare in contatto con la campagna. Molti altri si sono di recente “convertiti” ai metodi di coltivazione e allevamento bio e hanno l’occasione di imparare tanto. Altri ancora vogliono studiare questi metodi per avviare una vera e propria carriera nel settore».

Il movimento esiste anche in Italia

Nel 2013 il movimento degli WWOOF nazionali si è organizzato a livello globale nella FoWO, la Federation of WWOOF Organizations, una community internazionale che oggi esiste in 132 Paesi. È possibile quindi partecipare ad attività simili in tutto il mondo: le proposte per l’estate 2019 sono presenti in più di cinquanta Stati.

Business Insider ha raccolto alcune delle più estreme e interessanti. Come quella nella fattoria Miekojärvi, in Svezia: è uno dei punti più a nord del Paese scandinavo, alle soglie del Circolo Polare Artico. In una tipica casa svedese (con la sauna) sarà possibile pescare il pesce da affumicare e prendersi cura dei cani da slitta. In Nepal esistono invece opportunità di lavoro a tremila metri di altezza.

Per i meno temerari, invece, è possibile risiedere in alcune fattorie dell’Algarve, in Portogallo, dove lavorare nei campi e fare surf nell’Oceano Atlantico.

In Italia, l’associazione WWOOF è nata nel 1999: sono numerose le realtà, piccole e grandi, disseminate su tutto il territorio nazionale a offrire questo tipo di attività, con un gruppo di circa 40 volontari a coordinare i diversi centri.

Per partecipare ai diversi progetti occorre iscriversi a WWOOF Italia, versando una quota associativa di 35 euro. In questo modo, sarà possibile contattare i diversi host, le attività agricole biologiche italiane: sono più di settecento. Anche qui sono tante le opportunità. È possibile alloggiare in montagna, in un tipico Bauernhof, un “maso”, un’abitazione rurale tipica del Trentino-Alto Adige. Altri host sono invece presenti nel Parco Nazionale dello Stelvio, dove si allevano i cuccioli di San Bernardo, nelle colline sul mare di Castagneto Carducci, in Toscana, oppure all’interno di una riserva naturale vicino a Enna, in Sicilia, dove si coltivano UMEBOSHI.

  •  

Circa redazione

Il Giornale dei Castelli Romani e Monti Prenestini. Notizie, inchieste, approfondimenti, aggiornamenti in tempo reale, interviste e dirette.

Vedi anche

Città di Valmontone (calcio, I cat.), capitan Moroni: “Questa squadra è da primi tre posti”

Secondo pareggio consecutivo per il Città di Valmontone nelle prime due giornate di Prima categoria. …

Polisportiva Bellegra (calcio, Promozione), Scotini è il neo tecnico: “Arrivo con tanto entusiasmo”

La Promozione della Polisportiva Bellegra volta pagina. La sconfitta di domenica scorsa sul campo dell’Almas …

Football Club Frascati, il responsabile della Scuola calcio Marcelli: “Noi procediamo così”

Ha creato diversi dubbi nel settore sportivo (e calcistico in particolare) l’ultimo decreto governativo che …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *