venerdì , 28 Gennaio 2022

La ninfa Dafne di Iannuzzi torna contro la violenza

Il mito di Apollo e Dafne, la splendida ninfa rapita dal dio e vittima della sua violenza, diventa, grazie all’arte di Guido Iannuzzi, il simbolo a cui riferirsi per combattere ogni genere di discriminazione. E così, proprio a partire da oggi, 25 novembre 2021, in occasione della “giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, sarà esposta, all’interno del Tempietto di Diana di Villa Borghese, l’installazioneDaphne is back” dell’artista Guido Iannuzzi. L’opera, visibile fino al 27 marzo, è una sorta di sequel concettuale del mito tradizionale di Dafne e Apollo che viene re-immaginato e attualizzato.

A firmare l’opera è l’artista romano Guido Iannuzzi, che vive nella Capitale dove opera mantenendo anche il suo studio anche a Londra dove ha vissuto per lunghi periodi. Nell’opera ritroviamo i tratti distintivi di Iannuzzi c caratterizzati dalla volontà di raggiungere con i suoi contenuti, soprattutto di carattere sociale e filosofico, il maggior numero di mondi possibili senza mai tradire oltre i suoi principi anche il suo stile e i suoi canoni estetici. Il raggiungimento di tale obiettivo ha trovato conferma nel riconoscimento che gli è stato tributato sia dal mondo underground/alternative, da dove artisticamente proviene, sia nel mondo istituzionale e accademico.

In particolare la sua ultima opera «Bauhaus Think-Tank» è riuscita con le sue qualità artistiche e di contenuto a ottenere l’attenzione e il plauso dei mondi più diversi: il pubblico comune, artisti prestigiosi quali Enzo Cucchi, architetti internazionali quali Liebeskind e Ricciotti, critici d’arte come Vittorio Sgarbi, centri sociali come il Forte Prenestino fino ad arrivare a istituzioni museali prestigiose quali il MAXXI di Roma ed il MART di Rovereto o location inusuali come il lago dell’Eur di Roma. La storia personale dell’autore è particolare in quanto Iannuzzi ha sempre esposto la sua produzione, sia in Italia che all’estero, tramite pseudonimi senza mai rivelare la sua identità.  Nel 2014, in occasione dell’esposizione di una sua opera “Art Biennale Official 2013 vs Art Biennale Off 2013” all’interno del padiglione svizzero della Biennale di Architettura di Venezia, ha cominciato a firmare le sue opere con il suo vero nome.

Questa dedicata a Dafne rappresenta un’istantanea in cui  il personaggio mitologico greco torna a essere libero e non più imprigionato nella pianta di alloro in cui la ninfa si era trasformata per fuggire alla violenza.

L’obiettivo dell’opera è di affermare che la mimesi, il nascondersi o fuggire possono essere solo soluzioni temporanee, emergenziali contro la violenza mentre è assolutamente necessario liberare Dafne e permetterle di essere sé stessa mostrando la propria corporeità e il proprio pensiero senza il rischio di subire violenza fisica o psicologica. Questa chiave di lettura non è applicabile solo a Dafne o solo al genere femminile, ma si estende a tutti coloro che sono costretti a nascondere la propria natura e le proprie idee per sfuggire alla violenza o all’emarginazione.

L’opera ferma esattamente il momento in cui le due frecce in piombo e in oro, che avevano dato avvio al mito classico, si incontrano facendo smaterializzare la pianta di alloro che aveva protetto, imprigionandola, l’essenza di Dafne. La ninfa sparisce alla vista degli astanti essendo tornata alla sua piena libertà, rimangono ancora, per pochi attimi, solo le foglie di alloro che aleggiano in espansione nell’aria come unico riverbero ed eco del precedente stato assunto da Dafne.

L’installazione, collocata all’interno del Tempietto di Diana a Villa Borghese, si trova a poche centinaia di metri dalla statua del Bernini, conservata all’interno della Galleria Borghese, che rappresenta il mito classico da cui “Daphne is back” trae origine.

L’installazione Daphne is back di Guido Iannuzzi è promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Informazioni per il pubblico: 060608 (tutti i giorni, 9.00 – 19.00);  sovraintendenzaroma.it.

 

 

 

Circa Alessandra Battaglia

Per Alessandra scrivere è come respirare, naturale e necessario. Solare e perfettamente nel suo elemento davanti ad un pubblico reale o virtuale che sia, Alessandra ha avuto modo di condurre interviste, festival ed eventi culturali per stampa e TV fin dal 2000. Per molti anni ha curato il settore cultura di diversi giornali locali con incursioni sui nuovi media fino a quando insieme a Gianni e David hanno dato vita a Monolite Magazine che fonde le passioni del trio fotografia, video e scrittura.

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