giovedì , 26 Maggio 2022

Fino al 6 febbraio al Brancaccio il travolgente “7 spose per 7 fratelli”

Diana Del Bufalo e Baz, nuovissimo duo del teatro musicale italiano, sono i talentuosi protagonisti, insieme a 20 altri grandi artisti, di “Sette Spose per sette Fratelli”, in scena al Teatro Brancaccio di Roma fino al 6 febbraio 2022. Si tratta di uno dei titoli di musical più amati dal pubblico italiano, tratto dall’omonimo film prodotto da MGM e diretto da Stanley Donen, un cult riproposto da sempre in tv con grandi ascolti. A firmare la regia e le coreografie di questo travolgente musical c’è l’eccezionale Luciano Cannito, creatore di 80 spettacoli rappresentati nei più grandi teatri del pianeta – dal Metropolitan di New York al Bolshoi di Mosca, fino al Teatro Nazionale di Hong Kong. A supportare Cannito FDF Entertainment con la compagnia Roma City Musical che portano in scena una nuova e divertentissima edizione di “7 Spose per 7 Fratelli” ispirata al celebre film di Hollywood, con uno sguardo ai personaggi ed alle ambientazioni del mondo ironico dei western di Quentin Tarantino. Un cast di 22 interpreti, accompagnati dall’orchestra dal vivo, trasformano lo spettacolo in un’esperienza davvero esplosiva e divertente, mostrando tutto il talento vocale dirompente dei protagonisti.

Il grande impianto scenografico firmato da Italo Grassi, artista dalla straordinaria carriera che lavora nei maggiori teatri d’opera di tutto il mondo. Meravigliosi i costumi di Silvia Aymonino, progettati e creati secondo i canoni estetici e spettacolari di Broadway e di West End. Meriti anche a Peppe Vessicchio, direttore d’orchestra e arrangiatore di straordinaria professionalità ed esperienza, una garanzia della qualità musicale di tutti gli interpreti cantanti e dell’orchestra dal vivo di questa nuova edizione di “Sette spose per sette fratelli”. Un appuntamento davvero da non perdere che vi farà vivere una storia senza tempo intrattenendo molto piacevolmente tutta la famiglia.
Segue la trama. La storia è ambienta nell’Oregon del 1850, in una fattoria tra le montagne vivono i 7 fratelli Pontipee: Adamo, Beniamino, Caleb, Daniele, Efraim, Filidoro e Gedeone. Adamo il fratello maggiore, si rende conto che è arrivata l’ora di trovare una moglie che si occupi della casa e della cucina. Un giorno si reca in città per vendere pelli e conosce Milly, la cameriera della locanda del villaggio. Tra i due scocca il colpo di fulmine. Adamo e Milly si sposano e partono per la fattoria.

Arrivati a casa Pontipee, Milly ha la sgradita sorpresa, scopre che dovrà prendersi cura non solo del marito, ma anche dei suoi fratelli, sei rozzi montanari rissosi e refrattari all’igiene personale e alle buone maniere.  Dopo una certa fatica iniziale, Milly comincia a mettere in riga i sei ragazzi e vedendoli migliorare grazie alle sue cure, Milly comincia segretamente a progettare di unire i sei cognati con le sue amiche del paese. L’occasione propizia si presenta nel corso di una festa annuale in cui durante il ballo i sei fratelli Pontipee, puliti e ben vestiti, danno prova della loro abilità nella danza alle amiche di Milly. La festa vedrà opposte le squadre dei cittadini e dei montanari, degenerando ben presto in una violenta rissa. I cittadini, gelosi per il successo dei fratelli Pontipee con le ragazze, provocano costantemente i boscaioli fin quando non cedono.

I fratelli Pontipee tornano sconsolati alla loro fattoria e Milly scopre che i sei ragazzi si sono innamorati delle sue amiche. Sanno però che i genitori delle ragazze non acconsentiranno mai alle nozze, così organizzano un rapimento, proprio come fecero i romani con il ratto delle sabine. Una valanga impedisce ai parenti di raggiungere le rapite, così passa l’inverno. Quando padri, fratelli e ex fidanzati le raggiungono a primavera, le ragazze ormai sono prese dall’amore che si corona in un matrimonio generale. Luciano Cannito, creatore di 80 spettacoli rappresentati nei più grandi teatri del pianeta – dal Metropolitan di New York al Bolshoi di Mosca, fino al Teatro Nazionale di Hong Kong, firma la regia e le coreografie dello spettacolo.

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