giovedì , 26 Maggio 2022

Applausi per il Teatro ribaltato di “Non c’è niente da ridere” 

Successo per “Non c’è niente da ridere” andato in scena al teatro Sala Umberto dal 20 al 23 gennaio incuriosendo e sorprendendo il pubblico. Ad interpretare questo spettacolo che ha conquistato il pubblico ci sono Peppe Barra e Lalla Esposito che animano la piéce trasportando in un altro tempo tutta la sala gremita. Firmano lo spettacolo Lamberto Lambertini e Peppe Barra, assistente alla regia Francesco Esposito, le scene sono diCarlo De Marino, i costumi di Annalisa Giacci, le luci di Francesco Adinolfi.

Si torna indietro fino all’epoca d’oro del Teatro in cui i protagonisti incarnano il prototipo ideale di qualunque Attore, impegnati nel gioco meraviglioso che è l’ascesa agli inferi delle emozioni, toccate con sfumature coinvolgenti e inattese fino a salire in Paradiso. Qui tutto è ribaltato: la prospettiva delle scene è al contrario: vista dalla parte degli attori con il sipario, le quinte, da dentro, con i palchetti accesi come fondale e le luci della ribalta accese contro la sala. Metafora del mestiere dell’interprete, eternamente coinvolto dall’essere Attore, lo spettacolo guida il pubblico nel cuore del classico teatro napoletano, rappresentato nei suoi simboli più amati: Pulcinella e Colombina.

Il ritmo si serra tra continui cambi di scena e di luci, cambia repentinamente anche il linguaggio ed i costumi. Ne scaturisce un’atmosfera densa di surreali parodie del teatro classico napoletano che scivola tra comico e drammatico concludendosi tra note comiche e poetiche sostenute e arricchite dalle musiche dal vivo eseguite dai musicisti Giuseppe Di Colandrea (clarinetto), Agostino Oliviero (violino e mandolino), Antonio Ottaviano (pianoforte), musiche di Giorgio Mellone. Filtra attraverso le interpretazioni degli artisti una verve nostalgica che porta alla Sala Umberto i toni di un’epoca perduta che però da continuare a risplendere nei ricordi malinconici e poetici. Dopo i dolci inseguimenti amorosi che vedono i protagonisti alternarsi e rincorrersi conquistando la scena anche assieme, assistiamo al loro abbraccio simbolico mentre salutano il pubblico per abbracciano per andare (o per tornare?) in Paradiso.

Lo spettacolo è strutturato sul capovolgimento dei punti di vista: tutto si svolge dal punto di vista dell’attore che condivide spirito e intenti di quel Teatro di cui si fece interprete l’indimenticata Concetta Barra (madre di Peppe Barra). Era il periodo in cui il Teatro italiano riuscì a risplendere riportando in auge, non solo in Italia, l’antico repertorio musicale popolare della canzone napoletana che per oltre un decennio conquistò pubblico e critica forte del connubio tra risate e lacrime, tra frivolezza e cultura, tra eleganza e volgarità. E così torna a vincere il Teatro perché, oggi più che mai, dopo tanti mesi oscuri e difficili, pubblico si reca a teatro per vivere quel modo di divertirsi che è fatto di un sentirsi catapultato in un’altra epoca, l’epoca d’oro del Teatro, lontano dalla realtà, a galleggiare per tutto lo spettacolo a Teatro: l’unico posto dove amare la finzione è la verità perduta più desiderata di tutti i tempi.

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