venerdì , 22 Gennaio 2021

Metti una sera in chiesa. Tra marmi maestosi e grandi angeli, trovare la luce nell’Apocalisse

Chi ama l’arte e la cultura le cerca anche, anzi ancor di più, durante una pandemia, quando le occasioni di poter apprezzare dal vivo uno spettacolo, un incontro, un approfondimento culturale sono ancora solo un ricordo. E allora nulla di più facile che passeggiare tra le strade silenziose e suggestive del centro storico della Capitale, dove un irreale silenzio serale lascia risaltare le meraviglie nelle botteghe di via dei Coronari dove spiccano splendori d’altri tempi che fanno da richiamo anche per quella creatività artigianale che fa grande l’Italia.

 

Mentre si cammina pigramente quasi dondolando tra una esposizione e l’altra sembra quasi di visitare le stanze di un museo a cielo aperto. Poi la celebre strada dei rigattieri termina in piazza San Sebastiano in Lauro. Lì a spiccare nella penombra è invece un lieve avvicendarsi di persone lungo la scalinata della chiesa di San Salvatore in Lauro che scompaiono nella facciata rischiarata dal marmo chiaro.

Quando entriamo incuriositi nella Chiesa vediamo un video-operatore intento agli ultimi ritocchi dell’inquadratura e il parroco, don Pietro, che annuncia l’inizio di una conferenza sull’Apocalisse.

“Questo è il secondo incontro ma sono lieto di comunicarvi i risultati della prima catechesi sull’Apocalisse perché è importante anche che conosciamo lo sviluppo di questa opera di conoscenza e il riscontro che abbiamo avuto. Una cosa bella sono state le centinaia di messaggi di richiesta di adesione anche on-line alla nostra iniziativa, la cosa è veramente particolare ed è la prima volta che ci succede e poi soprattutto il numero di visualizzazioni di persone che hanno seguito quasi integralmente: siamo arrivati a 1300 persone quindi un risultato se non altro incoraggiante sul tipo di proposta che vien fatta. I numeri però conterrebbero poco se non fossero accompagnati anche dall’ascolto di persone che hanno comunicato i loro pensieri e le vibrazioni interiori che può aver provocato una catechesi fatta in questo momento e ce ne sono state veramente alcune molto toccanti e interessanti. Tutto ciò ci invoglia a continuare con i nostri incontri soprattutto in un periodo in cui si è sottoposti a tante limitazioni, il risultato avuto ci da un po’ di coraggio per insistere in questa strada. Mi viene in mente quello che dice il nostro Vescovo, perché abbiamo iniziato quest’opera ascoltando il suggerimento di Monsignor Livanori che disse: “in un tempo in cui tutti parlano ma non sanno neanche quel che dicono forse ascoltare la parola di Dio che sa quel che dice, ci può aiutare a capire qualcosa”; è una bella impostazione che ci dà il senso di una direzione verso cui andare”.

“E quindi –prosegue don Pietro facendo cenno in camera per rivolgendosi a tutti coloro che sono in collegamento digitale- approfitto del fatto che siamo collegati con i vari associati, parrocchiani, gruppi di preghiera e tante realtà sparse un po’ ovunque per salutare e dire che questo è un bel modo di essere anche insieme attraverso gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione”.

Poi don Pietro Bongiovanni lascia spazio a don Carmelo Pellegrini che inizia la conferenza così: “L’Apocalisse sembra un libro enigmatico, significa rivelazione, ma c’è sempre un alone di tragedia eppure finisce bene. Sembra che tratti della fine dei tempi e sembra che parli del futuro e invece in realtà parla molto del presente”.

Mentre il relatore –da ipnotico fuoriclasse- conduce tutti i presenti in un viaggio attraverso riflessioni e metafore. Contenuti e le riflessioni vengono amplificati dalle maestose quinte di questo inatteso spettacolo: i marmi lucenti degli angeli dietro sembrano incorniciare il racconto tra luci ed ombre, raggi dorati che con grazia sorreggono una piccola ma incantevole statua della Madonna vestita con un cono bianco puntellato di brillanti.

“L’impianto del libro dell’Apocalisse scorre tra allusioni e simboli biblici; ci descrive la vita cristiana con un impianto liturgico, sembra proprio l’andamento di una messa”. C’è una teatralità musicale che aleggia durante la relazione e si fonde con il tenue profumo dei tanti fiori che arricchiscono l’elegante chiesa. La conferenza continua a risuonare tra maestosi fusti di colonne corinzie che a coppie sostengono la bianca volta a botte lunettata.

Sapete, la vita trabocca di possibilità di salvezza eppure nell’Apocalisse c’è paura, a governarla un senso di angoscia perché sta per compiersi un giudizio”. Invece si tratta di una esortazione per “consolare ed incoraggiare alla resistenza”

Si percepisce l’attento ascolto di tutti, presenti sui banchi e da chissà dove attraverso l’occhio digitale.

Anche alcune altre frasi rimangono impresse e continuano a risuonare come un’eco perché trovano subito dei rimandi al senso contemporaneo e fin troppo reale di questi giorni: “La maggiore o minore luminosità di una chiesa dipende da quanto la fede si traduce in pratica”. Fanno pensare alla luce degli sguardi che sono in questo periodo così amplificati dal fatto di portare il resto del volto coperto da mascherina. Gli occhi servono ancora a decifrare le emozioni. Ma ascoltando don Carmine Pellegrino –così comunicativo tra filosofia, fede e passione- l’esercizio più bello è lasciarsi andare a seguire i pensieri che diventano domande.

Dove nascono quei preziosi valori che offrono un sicuro orientamento anche per la vita quotidiana e le scelte concrete di questo presente segnato dal coronavirus ma anche dall’avvicinarsi di un Natale come mai ne abbiamo avuti?

“Dobbiamo vivere ciò che crediamo, altrimenti finiremo per credere ciò che viviamo”.

Al termine la platea rimane immobile, i pensieri e le riflessioni evidentemente no. Corrono lontano, si intrecciano come le scie delle tante candele accese e con il ritmo delle splendide statue che accompagnano i lentissimi passi di ognuno –distanziato ma ancora legato alla forte partecipazione all’ascolto- verso l’uscita.

Ci saranno altri incontri di questo filone, mentre per vedere o rivedere questo incontro sull’Apocalisse il link è https://youtu.be/AA5hbWJW4V8

Interessanti saranno anche gli ulteriori doppi percorsi di approfondimento, uno dedicato alle opere d’arte e l’altro al genio femminile.

Per seguire tutti gli appuntamenti basta andare sul sito della Chiesa di San Salvatore in Lauro. La prossima conferenza del ciclo sull’Apocalisse si terrà lunedì 21 dicembre alle ore 19:30 presso la Chiesa di S. Salvatore in Lauro.

 

 

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Circa Alessandra Battaglia

Per Alessandra scrivere è come respirare, naturale e necessario. Solare e perfettamente nel suo elemento davanti ad un pubblico reale o virtuale che sia, Alessandra ha avuto modo di condurre interviste, festival ed eventi culturali per stampa e TV fin dal 2000. Per molti anni ha curato il settore cultura di diversi giornali locali con incursioni sui nuovi media fino a quando insieme a Gianni e David hanno dato vita a Monolite Magazine che fonde le passioni del trio fotografia, video e scrittura.

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