giovedì , 29 Ottobre 2020

Marino – Il sogno di tutti: parcheggio nel bosco?

Cresce il malcontento a Marino sul tema del Bosco Ferentano, bosco monumentale di grande significato storico e le cui sorti sembrerebbero affidate a colpi di atti amministrativi e non gestite (come auspicato da più parti) con il coinvolgimento dei cittadini e di tutti coloro che hanno a cuore questo meraviglioso polmone verde.
A quanto si dice in paese, la goccia che ha fatto traboccare il vaso (dello scontento) risale allo scorso 28 agosto quando è stata installata all’interno del Barco Colonna, a qualche decina di metri dal prestigioso portale d’ingresso commissionato da Ascanio Colonna a fine ‘500, una pergola in legno. Il Barco Colonna oltre a essere un luogo ad alto interesse artistico e naturalistico, è un’area naturale protetta di competenza del Parco Regionale dei Castelli Romani. Per eventuali interventi è necessario richiedere regolare nulla osta come previsto dell’art.12 delle Norme Tecniche di Attuazione dell’Ente Parco. Dopo aver verificato che all’interno dell’Albo pretorio del Parco Regionale dei Castelli Romani non fosse stato rilasciato alcun nulla osta a favore del Comune di Marino, è stato prontamente segnalato l’abuso. Da mesi la copertura e tutta la discutibile vicenda è commentata da molti marinesi che contestano sia il mancato rispetto della procedura legale sia la scelta adottata: “è uno sfregio accostare dei paletti di legno vicino al portale storico di un parco monumentale!”, sostengono alcuni. Comunque ora la copertura di legno è stata rimossa. Con determina dirigenziale N. 632 del 24/07/2020 è stato approvato un progetto di riqualificazione dell’intera area che va dal Bosco Ferentano al Parco dell’Acqua Santa. L’intero progetto supera il valore di 430.000€ e prevederebbe, oltre al restauro del fontanile, area giochi, percorsi per attività ginniche, ecc., anche un parcheggio. E su questo punto, ovvero collocare un parcheggio in un bosco, per di più quando si tratta di un’area monumento naturale, fa storcere il naso -comprensibilmente- a moltissimi marinesi e non solo. Sembra surreale in un periodo di valorizzazione del verde, dell’ambiente e della salute pubblica una scelta che colloca un parcheggio all’interno del bosco strappandogli una superficie di oltre 1.100 mq che verrebbe “pavimentata con griglia alveolare diversamente colorata”. Almeno questa sarebbe l’idea proposta in relazione ad un progetto di fattibilità di uno Studio tecnico di Ciampino già costato 50.000€.


Già quattro anni fa il Parco dell’Acqua Santa fu oggetto d’interesse dell’Ente Parco dei Castelli Romani guidato dall’allora Commissario Sandro Caracci che, con un bando di oltre 60.000€, riqualificò tutta l’area. In quell’occasione (documentata dalla stampa con articoli e foto), il Sindaco Colizza e l’Assessore Tamaro sensibili alle giuste esigenze di riqualificazione che tengano conto del patrimonio naturale si fecero portavoce del progetto di manutenzione dell’area. In questi giorni, dopo le violente piogge, l’area è stata pesantemente colpita dal maltempo che ha peggiorato la situazione pregressa: alberi divelti, il muro del fontanile parzialmente crollato e adesso anche il ponticello è stato spazzato via dal maltempo; per non parlare della Torre d’Ammonte in costante pericolo di cedimento.
Addolora pensare allo scenario attuale visto che
il Barco Colonna è un luogo sacro e a cui i cittadini di Marino tengono in modo particolare.
L’area inoltre vanta la prestigiosa Storia di luogo mitico dei popoli latini, dove 3.000 anni fa i capi delle città latine si riunivano in assemblea per festeggiare le feriae latinae; tra il 1599 e il 1606 il cardinale Ascanio Colonna commissionò all’architetto Girolamo Rainaldi la sistemazione del Barco come riserva naturale e di caccia. Raro esempio di bosco misto nell’area dei Castelli Romani, nel 1927 venne rinominato Parco della Rimembranza. A 100 metri dal portale d’ingresso fu apposta una lapide commemorativa che reca la seguente incisione latina: “DULCE ET DECORUM EST/ PRO PATRIA MORI” , in memoria dei 120 caduti marinesi durante la Prima guerra mondiale, in ricordo dei quali furono piantati 120 alberi di cui oggi non rimane traccia. Non tutte le aree verdi sono destinate a diventare aree giochi o aree picnic. Ci sono posti, e il Barco i più stimano che sia uno di questi, che riteniamo vadano valorizzati in modo diverso, coerente con questa antica gloriosa storia, mettendone in luce la bellezza, salvaguardando la flora e la fauna presente. Per questo in tanti vorrebbero farlo vivere così come i latini o i Colonna lo avevano immaginato: un luogo dove uomo e natura possano dialogare.

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Circa Gianni Alfonsi

Ciao, mi chiamo Gianni e sono un marito, un padre e un fotografo. Vivo a Roma, ma lavoro in Italia e all’estero. Amo dormire con le finestre aperte d’estate. Mi diverto a fare le buche in spiaggia, amo gli abiti vintage, ma non li indosserei mai, mi piace guardare la pioggia dietro la finestra. Il Reportage, il Teatro, e la fotografia di Matrimonio sono le mie grandi passioni. Sono affascinato dallo Story telling, dal reportage. Mi piace raccontare storie.

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Un commento

  1. Con 60 mila € le staccionate ,si sarebbero potute fare addirittura in ferro battuto. Il progetto di restauro conservativo dei fontanili era quasi in dirittura d’arrivo con il bene placido della Sopraintendenza e con un contributo della Amm.ne Comunale con tanto di progetto. Poi improvvisamente fu dirottato alla sostituzione delle staccionate.Ora in totale decadimento.( parzialmente recuperate da un piccolo “manipolo”di volontari.(2/3)

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