mercoledì , 21 Aprile 2021

La Francigena nella Riviera di Ulisse, risolvere le ultime criticità

A settembre, auspicando l’avvenuto superamento di fase drammatica dell’epidemia da covid 19, Minturno, come altri comuni della provincia di Latina, sarà protagonista del passaggio dei pellegrini e camminatori della “Road to Rome”, da Canterbury a S. Maria di Leuca (LE). La Francigena attraversa la Riviera di Ulisse, lembo  di confine  con il fiume Garigliano tra il Lazio e la Campania . Per mettere a fuoco questa realtà, ci siamo rivolti ad uno dei maggiori depositari oggi, di conoscenza e attività sul campo, in ambito culturale, ambientale e concretamente impegnato in tali progetti. Roberto Rotasso, componente del Gruppo dei Dodici dall’anno 2008;  Direttore del Parco Regionale della Riviera di Ulisse dal 2014 al 2019; Delegato alle Politiche Ambientali del Comune di Minturno dal 2019; Rappresentante del Comune di Minturno in seno all’AEVF dal 2020.

La Francigena nella Riviera di Ulisse, risolvere le ultime criticità. A settembre, Minturno interessata dai camminatori della Road to Rome provenienti da Canterbury

  1. Rotasso, lei come spiegherebbe l’argomento di cui stiamo occupandoci? “La Via Francigena è una Via sacra percorsa da pellegrini, da nomadi, da mercanti, dagli eserciti, dai viaggiatori, considerato che, nel Medioevo, i popoli europei erano prevalentemente migranti. – spiega il cultore – La Via Francigena è una metafora dell’esistenza umana, un percorso che attraversa luoghi ove si trova ospitalità, che si condivide a tratti con altri viaggiatori. Gli itinerari della Francignena appartengono a chi li percorre, con spirito religioso o laico, da pellegrino o da viaggiatore. Promuovere la Via Francigena significa offrire ai viaggiatori dei nostri giorni la possibilità di impadronirsi della cultura del territorio che attraversano, dei prodotti tipici, delle eccellenze dei borghi attraversati, di rivivere riti antichi, assaporare la suggestione di atmosfere medioevali, ascoltare e/o intonare antichi canti sacri o rappresentativi delle tradizioni locali. E’ un nuovo modello di turismo destagionalizzato. Il tracciato deve essere sicuro, accessibile, riconoscibile e deve avere particolare cura dell’accoglienza.”.
  2. Potrebbe valere per molti tracciati. Cosa rende speciale qui la Francigena? “Il Lazio, ed in particolare il nostro territorio, la cosiddetta Riviera di Ulisse, – illustra Roberto Rotasso – ha tutte le caratteristiche per catalizzare un turismo diverso da quello stagionale, che sia ancorato alla scoperta delle risorse storiche, archeologiche e artistiche, oltre che naturalistiche, dei luoghi. Ritengo sempre utile riportare la parte iniziale della comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo ed al Comitato delle Regioni divulgata durante l’importante convegno sulla Via Francigena nell’ambito degli itinerari culturali europei, promosso dall’europarlamentare Silvia Costa e tenutosi a Roma l’11 febbraio 2011: “Il turismo è un’attività economica di rilievo, con un impatto assai positivo sulla crescita economica e l’occupazione in Europa. È inoltre un elemento sempre più importante della vita dei cittadini europei, sempre più numerosi a viaggiare per motivi sia privati che professionali. Il turismo, in quanto attività che coinvolge il patrimonio culturale e naturale, come pure le tradizioni e le culture contemporanee dell’Unione europea, illustra in modo esemplare la necessità di conciliare crescita economica e sviluppo sostenibile, senza dimenticare la dimensione etica. Si tratta inoltre di un importante strumento per rafforzare l’immagine dell’Europa nel mondo, diffondere i nostri valori e promuovere l’interesse per il modello europeo, che è il risultato di secoli di scambi culturali, di diversità linguistica e di creatività”.”
  3. Appunto può valere a carattere generale. E la specificità di questi luoghi? Cosa li rende attrattivi? “Il territorio della Riviera di Ulisse, ultimo lembo di terra laziale, è diviso dalla Campania dal fiume Garigliano, attraversato dal ponte Borbonico Real Ferdinando del 1832, primo ponte sospeso a catenaria di ferro realizzato in Italia e secondo in Europa. Colgo l’occasione – specifica l’ex Direttore del Parco – per ricordare che il basso Lazio e l’alta Campania costituivano la Provincia di Terra di Lavoro, soppressa con Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927. Il territorio è un continuo susseguirsi di ambienti naturali di grande pregio, molti dei quali oggi Parchi Regionali o Monumenti Naturali o aree archeologiche o siti “natura 2000” (Zone Speciali di Conservazione, Siti di Importanza Comunitaria). In pratica è un continuo susseguirsi di aree contemporaneamente siti archeologici e naturalistici.”
  4. Vestigia e beni naturali che ci sono giunti, riusciamo a preservarli e goderne ancora oggi? “E’ doveroso riportare alcuni dei recenti interventi – illustra Rotasso – che varie istituzioni pubbliche, in primo luogo la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Frosinone, Latina e Rieti e il Comune di Minturno, stanno realizzando sulle aree adiacenti al percorso della Via Francigena del Sud – Direttrice Appia: valorizzazione e fruibilità multimediale del complesso monumentale di Minturnae e dell’area circostante; ampliamento dell’area archeologica; ampliamento e incremento della fruizione della Via Appia Antica; interventi di recupero della pavimentazione in basolato e messa in sicurezza del Ponte Borbonico Real Ferdinando; ciclopista del Garigliano; Illuminazione monumentale delle arcate dell’Acquedotto Romano con impianto fotovoltaico, punti di sosta attrezzati con fruizione multimediale dei monumenti per ciclisti, camminatori e visitatori; esercizio del diritto di prelazione da parte della Soprintendenza sull’anfiteatro sepolto; concorso di idee internazionale per la riqualificazione ambientale della sponda destra del Garigliano; riqualificazione e messa in sicurezza mediante la realizzazione di alcuni tratti di marciapiedi della Via Appia moderna; istituzione, da parte della Regione Lazio, del Monumento Naturale di Monte d’Argento, su proposta del Comune di Minturno, sito che comprende il suggestivo e panoramico Castrum Argenti; inserimento da parte della Regione Lazio della sponda destra del tratto terminale del Garigliano nella Rete natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione; importante intervento di restauro e messa in sicurezza, sempre da parte della Soprintendenza, dell’area archeologica nell’area protetta di Gianola, gestita dal Parco Regionale Riviera di Ulisse. Gli interventi in atto ammontano ad oltre quattro milioni di euro.”. E’ proprio un connubio continuo di storia e natura.

  5. C’è dell’altro? Impegni da evadere? “ Per uno dei più spettacolari e panoramici sentieri colleganti le torri costiere, il sentiero del “Malopasso”, sito nell’area protetta di Gianola e del Monte di Scauri, deve essere risolto un contenzioso, – sottolinea il delegato comunale – che vede contrapposti il Parco, il Comune di Minturno e i legittimi proprietari da una parte e dall’altra un privato che vanta pretestuosi diritti per impedire la fruibilità di detto sentiero. Il Parco e i legittimi proprietari hanno sottoscritto un protocollo per la fruizione e messa in sicurezza del sentiero. In alternativa il Parco o il Comune di Minturno dovrebbero procedere ad un esproprio per pubblica utilità su un altro tratto di sentiero collegante l’info-point del Parco della Riviera di Ulisse, ubicato in località Monte D’Oro, con il Monte di Scauri. L’acquisizione del diritto di passaggio è fondamentale per la fruibilità del percorso. E’ all’interno di una delle tre aree protette del Parco Regionale della Riviera di Ulisse, area con aspetti geologici (falesie e grotti carsiche), naturalistici, paesaggistici ed archeologici di rara bellezza. Si attraversano boschi di sughere, versanti scoscesi ornati da pini di “Aleppo” e incantevoli ed isolate baie. Si giunge infine in un’ulteriore insenatura dove è presente una peschiera romana denominata “porticciolo romano”. Qui ha inizio l’area archeologica costituita dalla villa romana di Mamurra, i cui vari manufatti (due cisterne monumentali, un ninfeo etc.) sono stati in gran parte restaurati dalla Soprintendenza mentre i lavori residui sono in fase di ultimazione.”. Quindi proprio ripetendo un concetto, tanto caro al Gruppo dei Dodici e riportato qui da Roberto Rotasso “Via Francigena è una metafora dell’esistenza umana, un percorso che attraversa luoghi ove si trova ospitalità, che si condivide a tratti con altri viaggiatori”, diamo appuntamento alle decine di iniziative, piccole e grandi e alla Road to Rome di settembre.
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