domenica , 28 Novembre 2021

Le meraviglie dell’ “Amazionia” scattate da Salgado a Roma

L’unica tappa in anteprima in Italia per la meravigliosa collezione di scatti firmati dal celebre fotografo Sebastião Salgado nella mostra “Amazonia” è a Roma al MAXXI. Da oggi, 1 ottobre, fino al 13 febbraio 2022 il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo ospita la selezione delle fotografie di viaggio che Salgado ha realizzato nell’Amazzonia brasiliana facendoci attraversare la foresta, i fiumi, le montagne. Un’avventura da assaporare in 200 opere per conoscere gli incontri fatti dal fotografo che ha ritratto anche la vibrante energia degli abitanti oltre a quella dei luoghi.

A rendere speciale la visita all’esposizione è la fusione tra le fotografia dell’artista internazionale e la musicalità che le accompagna. Infatti la mostra è organizzata abbinando alle opere i suoni concreti della foresta di cui svelano l’affascinante universo potenziando l’impatto delle folgoranti impressionanti fotografie di Salgado. Ecco che, un passo dopo l’altro, ci immergiamo nel lussureggiante infittirsi degli alberi di cui ascoltiamo il fuscio, intanto ci raggiungono le grida degli animali, il canto degli uccelli o il fragore delle acque che scendono dalla cima delle montagne. Un paesaggio fotografico che si amplifica risuonando dei rumori originali della foresta che sono stati raccolti in loco da Jean-Michel Jarre.

Diversi gli obiettivi della mostra: in primis  mettere in evidenza la fragilità dell’ecosistema amazzonico, mostrando che nelle aree protette dove vivono le comunità indiane, loro guardiani ancestrali, la foresta non ha subito quasi alcun danno. Ciò ci richiama a riflettere sulla situazione ecologica e sul rapporto che noi abbiamo instaurato con l’ecosistema e con il suo delicato equilibrio.

“Nella fotografia serve un’identificazione totale e serve il cuore, altrimenti manca tutto: bisogna scegliere un soggetto che si ama. Queste foto sono nate perché ero convinto di essere in paradiso e avevo il dovere di testimoniare tutta quella bellezza”, ha dichiarato Sebastião Salgado durante la presentazione.

A curare la mostra, unica tappa italiana di un tour internazionale, è Lélia Wanick Salgado, compagna di vita e di lavoro del grande fotografo.

Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI,  oltre ad accogliere l’Artista, ha sottolineato che la mostra si tiene un un momento molto particolare, in concomitanza con gli incontro della pre-COP26 e Youth4Climate. “Attraverso le immagini e l’arte di Salgado vogliamo lanciare un grido d’allarme”, ha spiegato, citando la ricerca in base alla quale attualmente l’Amazzonia produce più CO2 di quanta ne assorba.

L’esposizione esprime il riassunto in foto di sette anni. Nell’arco del periodo si colgono gli effetti del cambiamento climatico sul Pianeta. Due le sezioni in cui è composta la mostra: una dedicata incentrata ai paesaggi (la foresta, i fiumi volanti, le tempeste tropicali); l’altra pone al centro del click le popolazioni indigene.

“Questa mostra è il frutto di sette anni di vissuto umano e di spedizioni fotografiche compiute via terra, acqua ed aria”, ha spiegato Sebastiao Salgado, concluendo “queste immagini vogliono essere la testimonianza di ciò che resta di questo patrimonio immenso che rischia di scomparire”.

Dunque ulteriore messaggio è legato alla bellezza unica ed insostituibile dell’Amazzonia. Attraverso questa bellezza mostrata come Salgado dimostra di fare da maestro, si accende un potente riflettore sulla necessità e l’urgenza di proteggere il polmone verde del nostro mondo.

 

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